SIMEST eroga un contributo a fondo perduto per indennizzare i danni materiali subiti dalle imprese esportatrici di Calabria, Sardegna e Sicilia colpite dagli eventi meteorologici del 18 gennaio 2026. Domande aperte fino a esaurimento risorse.
SIMEST ha attivato un contributo a fondo perduto per indennizzare i danni materiali diretti subiti dalle imprese localizzate nei territori di Calabria, Sardegna e Sicilia colpiti dagli eccezionali eventi meteorologici legati all'uragano Harry, verificatisi a partire dal 18 gennaio 2026. La misura sostiene la rapida ripresa delle attività delle imprese esportatrici o inserite in filiere a vocazione internazionale, tutelando la continuità operativa del tessuto produttivo del Sud Italia. Le domande possono essere presentate fino a esaurimento delle risorse disponibili.
Chi può candidarsi
L'intervento è destinato alle imprese con sede operativa nei territori colpiti dagli eventi calamitosi che abbiano subito danni materiali diretti riconducibili all'uragano Harry. In particolare, possono accedere al contributo:
- Imprese esportatrici che operano direttamente sui mercati esteri con beni o servizi propri;
- Imprese appartenenti a filiere a vocazione esportatrice, anche se non vendono direttamente all'estero, ma fanno parte di catene del valore orientate all'export;
- Micro, piccole e medie imprese (PMI) localizzate nei comuni di Calabria, Sardegna e Sicilia individuati come colpiti dagli eventi meteorologici eccezionali del 18 gennaio 2026.
Sono ammissibili le spese e i danni materiali diretti documentati, riferiti a immobili strumentali, impianti, macchinari, attrezzature, scorte e beni aziendali compromessi dall'evento calamitoso. La misura punta a coprire la perdita patrimoniale subita per favorire la ricostituzione della capacità produttiva e mantenere la competitività delle filiere export del Mezzogiorno.
Come e quando
Il contributo è erogato in forma di fondo perduto, senza obbligo di restituzione, a copertura dei danni materiali certificati. Le domande devono essere presentate a SIMEST secondo le modalità telematiche previste dall'avviso ufficiale, allegando la documentazione che attesta l'ubicazione dell'impresa nelle aree colpite, la natura esportatrice (diretta o di filiera) e la quantificazione dei danni subiti.
Lo sportello è aperto fino a esaurimento delle risorse stanziate: si raccomanda quindi di completare la pratica con tempestività, dando priorità alla raccolta delle perizie tecniche e dei giustificativi di spesa. Prima della presentazione è opportuno verificare sul portale ufficiale SIMEST la modulistica aggiornata, i criteri di ammissibilità e le eventuali integrazioni richieste dal gestore.
Tra gli errori più frequenti da evitare: presentare domanda senza una chiara dimostrazione della vocazione esportatrice (diretta o di filiera), trascurare la documentazione fotografica e peritale dei danni, o non rispettare i termini di rendicontazione. La misura si configura come uno strumento ponte tra l'emergenza e la ripresa, complementare ad altri interventi nazionali e regionali a favore delle aree colpite.