La Commissione europea, tramite il programma CEF - Connecting Europe Facility, mette a disposizione 600 milioni di euro a fondo perduto per Progetti di interesse comune (PCI) e reciproco (PMI) nel settore energetico. Scadenza: 30 settembre 2026.
In breve
Il bando CEF 2 Energia - Progetti di interesse comune e reciproco è promosso dalla Commissione europea nell'ambito del programma CEF - Connecting Europe Facility e mette a disposizione una dotazione complessiva di 600 milioni di euro a fondo perduto per sostenere infrastrutture energetiche strategiche a livello europeo. La scadenza per la presentazione delle proposte è fissata al 30 settembre 2026. L'invito si articola in due Topic: CEF-E-2026-PCI-PMI-WORKS, dedicato ai lavori di realizzazione, e CEF-E-2026-PCI-PMI-STUDIES, dedicato agli studi propedeutici.
Obiettivi del bando
L'invito mira a consentire l'attuazione di Progetti di interesse comune (PCI) e Progetti di interesse reciproco (PMI) nel quadro dello sviluppo delle reti transeuropee nel settore energetico. L'obiettivo è sostenere infrastrutture energetiche che generino significativi benefici socio-economici, rafforzino la solidarietà tra Stati membri e che non riescano a ricevere finanziamenti adeguati dal solo mercato.
I PCI sono progetti infrastrutturali chiave volti a completare il mercato interno europeo dell'energia e ad aiutare l'UE a raggiungere gli obiettivi in materia di energia e clima: fornire energia accessibile, sicura e sostenibile e perseguire un'economia climaticamente neutrale entro il 2050. I PMI sono invece progetti di infrastrutture energetiche transfrontaliere fondamentali tra l'UE e Paesi terzi, che contribuiscono agli obiettivi di politica energetica e climatica dell'Unione.
A chi si rivolge
Il bando è aperto a una vasta platea di soggetti, pubblici e privati, attivi nel settore energetico e infrastrutturale:
- Imprese, comprese PMI e grandi società energetiche
- Enti pubblici ed enti territoriali/locali
- Università e centri di ricerca
- Associazioni di categoria
- Enti no profit ed enti del Terzo Settore
- Liberi professionisti
La partecipazione è prevista per soggetti di tutto il territorio nazionale italiano e degli altri Stati membri UE, generalmente in forma di consorzio transnazionale data la natura transfrontaliera dei progetti finanziabili.
Cosa finanzia
Il bando finanzia due tipologie principali di interventi, articolati nei due Topic:
- CEF-E-2026-PCI-PMI-WORKS: lavori di costruzione e realizzazione di infrastrutture energetiche di interesse comune o reciproco (reti elettriche, gasdotti per gas a basso tenore di carbonio, infrastrutture per l'idrogeno, reti CO2, smart grid).
- CEF-E-2026-PCI-PMI-STUDIES: studi di fattibilità, attività preparatorie, analisi tecniche, ambientali ed economiche propedeutiche alla realizzazione delle infrastrutture.
Le proposte devono dimostrare benefici socio-economici significativi, contributo agli obiettivi climatici UE al 2050 e capacità di colmare il gap di finanziamento di mercato. L'erogazione avviene a fondo perduto, con tassi di cofinanziamento variabili in base alla tipologia di attività.
Dotazione e modalità di erogazione
La dotazione complessiva dell'invito è pari a 600.000.000 di euro, distribuiti tra i due Topic. Il contributo viene erogato come sovvenzione a fondo perduto, secondo le regole standard del programma CEF Energia gestito da CINEA (European Climate, Infrastructure and Environment Executive Agency).
Come e quando presentare la domanda
Le proposte progettuali devono essere presentate esclusivamente in via telematica attraverso il portale Funding & Tenders Opportunities della Commissione europea, entro e non oltre il 30 settembre 2026. La candidatura richiede la registrazione dell'organizzazione (codice PIC) e la compilazione del formulario ufficiale corredato della documentazione tecnica, finanziaria e amministrativa richiesta dal bando.
Errori comuni da evitare
- Presentare progetti privi dello status formale di PCI o PMI riconosciuto dall'UE: la presenza nell'elenco ufficiale è requisito di ammissibilità.
- Sottovalutare la dimensione transfrontaliera: i progetti devono coinvolgere più Stati membri o un Paese terzo.
- Documentazione finanziaria incompleta sul gap di mercato che giustifica l'intervento pubblico.
- Mancata coerenza con gli obiettivi climatici UE e con il principio DNSH (Do No Significant Harm).
- Invio della proposta a ridosso della scadenza, senza margini per eventuali correzioni tecniche.