Il ministero dell'Istruzione ha inviato agli istituti tecnici la nota prot. 2306 del 3 settembre 2026 con i 'Primi orientamenti per la progettazione curricolare', il documento con cui la riforma degli istituti tecnici parte quest'anno con le classi prime. Rispetto alla prima bozza sono state ripristinate 132 ore di curricolo autonomo al primo biennio, ma nei quadri orari del DM 29/2026 restano tagli per 165 ore complessive nel secondo biennio e nel quinto anno, dove il Consiglio superiore della pubblica istruzione aveva denunciato anche la perdita di 2 ore settimanali di italiano.
Cosa cambia davvero con la nota del 3 settembre
La nota MIM 2306 arriva dopo un percorso conflittuale. Il Consiglio superiore della pubblica istruzione (CSPI) ha bocciato i quadri orari con parere del 5 febbraio 2026, e il 7 maggio la scuola ha risposto con uno sciopero certificato dallo stesso MIM al 61% di adesione. Il documento di settembre corregge il tiro solo sul biennio iniziale: le 132 ore che nella prima bozza erano state spostate sul 'curricolo autonomo' tornano alle discipline di indirizzo, all'area economica e alle scienze sperimentali. Nel secondo biennio l'autonomia viene invece ridotta di 66 ore, nel quinto anno di 99 ore. Su cinque anni, il conto complessivo dei tagli alla flessibilità didattica resta di 165 ore. Il ripristino alleggerisce la fase iniziale del percorso, non quella finale su cui il CSPI aveva concentrato le critiche più dure.
I tagli che il ripristino non tocca
Il taglio più visibile nella quinta è quello dell'italiano, disciplina d'esame di Stato: il CSPI ha denunciato una riduzione di 2 ore settimanali che il documento del 3 settembre non recupera. Il MIM stesso rinvia a 'linee guida complessive' successive, mentre l'attuazione parte adesso: le classi prime iniziano l'anno scolastico 2026/2027 con il nuovo ordinamento e senza il quadro d'insieme in mano. L'assenza delle linee guida piene spiega la reazione ambivalente dei sindacati sullo stesso testo. La Uil Scuola di Giuseppe D'Aprile registra il ripristino sul biennio come parziale vittoria ma continua a chiedere garanzie sugli organici e sulle discipline di indirizzo. La Flc Cgil, che nell'incontro dell'8 luglio con il ministero aveva ottenuto rassicurazioni sul ripristino delle ore sottratte dal DL 144/2022, parla di 'direzione opposta a quanto concordato' e annuncia dal 15 settembre al 15 ottobre una campagna nazionale di assemblee negli istituti tecnici, seguita dallo sciopero delle attività aggiuntive.
La platea coinvolta e il rischio abbandono
La platea è ampia ma in flessione. Gli istituti tecnici hanno raccolto il 30,84% delle iscrizioni per l'anno scolastico 2026/2027, in calo dal 31,32% dell'anno precedente. Il traino resta la filiera 4+2, con 10.532 iscritti, quasi il doppio dei 5.449 del 2025/2026. Sull'altro versante del ciclo tecnico-professionale, gli istituti professionali continuano a registrare tassi di abbandono quattro volte superiori a quelli dei licei. Una riforma che parte tagliando la quota di flessibilità in quinta rischia di comprimere gli strumenti che le scuole potrebbero usare per personalizzare i percorsi e trattenere gli studenti in difficoltà proprio nell'anno più delicato del ciclo, quando si prepara la maturità e la scelta post-diploma. A queste ore in meno si somma la compressione delle discipline generali segnalata dal CSPI, con l'italiano sotto la lente di ingrandimento perché è la prova d'esame che pesa di più sul voto finale. Il rimando alle linee guida complessive arriverà con i curricoli di istituto già progettati e con l'anno scolastico avviato.
La prima verifica arriva a metà ottobre, quando si chiuderà la campagna di assemblee della Flc Cgil e le scuole avranno concluso la progettazione dei curricoli per le classi prime. Nel frattempo il documento con i Primi orientamenti per i tecnici del MIM resta il riferimento operativo, in attesa delle linee guida definitive.