La Flc Cgil Sicilia si dice pronta a mettere a disposizione aule e personale per organizzare le vaccinazioni dentro gli istituti scolastici, in accordo con Asp e assessorato regionale alla Salute. La proposta arriva dopo la morte della piccola Anna Rosa, quattro anni, uccisa dalla difterite il 20 agosto a Palermo, in una città dove la malattia era considerata praticamente eradicata da decenni.
La proposta del sindacato e la task force regionale
Adriano Rizza, segretario generale della Flc Cgil Sicilia, e Franco Pignataro, coordinatore regionale dei dirigenti scolastici del sindacato, hanno chiesto risorse adeguate e un coordinamento chiaro tra istituzioni scolastiche e Asp nel protocollo d'intesa in fase di definizione con Regione, Ufficio Scolastico Regionale e Ordine dei medici. L'apertura si aggancia alla task force istituita dalla Regione a fine agosto, con il compito di monitorare i possibili casi di difterite e proporre interventi mirati per aumentare le coperture pediatriche.
L'idea del sindacato è semplice: aprire le aule al personale sanitario per organizzare giornate di vaccinazione dentro le scuole, così da portare la seduta nel luogo che i bambini frequentano ogni giorno, togliere alle famiglie la trafila del permesso di lavoro e recuperare i richiami saltati. Rizza e Pignataro citano la fragilità di un sistema che si affida solo alla corsa ai centri: le vaccinazioni a scuola, con il supporto delle Asp, semplificano la vita alle famiglie, garantiscono una maggiore adesione e proteggono l'intera comunità scolastica.
In Sicilia le coperture sono le più basse d'Italia
La Sicilia parte molto indietro. Secondo i dati del Ministero della Salute aggiornati al 31 dicembre 2024, la copertura a 24 mesi per l'antipolio, usata come indicatore dell'intero ciclo esavalente che protegge anche dalla difterite, si ferma all'85,13% nell'Isola. La media nazionale è del 94,45%, l'obiettivo fissato dall'Organizzazione mondiale della sanità è il 95%. L'Isola è ultima in Italia, oltre nove punti sotto la media e quasi dieci punti sotto la soglia di sicurezza collettiva.
Su 21 tra regioni e province autonome, solo 11 superano il 95%. Sotto il 90% restano solo Bolzano, all'87,11%, e la Sicilia. Il commento tecnico del Ministero della Salute sulle coperture vaccinali aggiornate al 31 dicembre 2024 mostra che il divario riguarda l'intero pacchetto contenuto nell'esavalente: difterite, tetano, pertosse, poliomielite, epatite B, Haemophilus influenzae di tipo b. Sul morbillo la forbice regionale va dall'87,98% siciliano al 98,11% del Molise.
L'effetto Anna Rosa e le domande aperte del protocollo
La reazione dopo la morte della bambina mostra che, quando la richiesta esplode, i centri vaccinali arrancano. In una sola giornata a Palermo l'esavalente somministrato è cresciuto del 70% rispetto allo stesso giorno del 2025, il dTaP per i richiami del 211%. Portare le sedute dentro le scuole servirebbe proprio a evitare che siano gli eventi tragici a innescare la corsa: uno sportello stabile nell'istituto regge meglio di un centro preso d'assalto per qualche settimana.
Il protocollo che Regione, Ufficio Scolastico e Ordine dei medici stanno definendo dovrà chiarire chi paga il personale sanitario in trasferta, chi gestisce il consenso informato con le famiglie e chi risponde in caso di reazione avversa. Le scuole sono già tenute a verificare la situazione vaccinale degli iscritti a inizio anno in base alla legge Lorenzin del 2017, ma il controllo formale non basta a colmare il gap: senza un canale che porti materialmente la dose ai bambini scoperti, il richiamo mancato resta mancato.
Il banco di prova sarà la firma del protocollo nelle prossime settimane e la sua traduzione in un calendario concreto di giornate vaccinali nei singoli istituti siciliani. Fino ad allora, la disponibilità del sindacato resta un'apertura, non ancora un servizio attivo per le famiglie.