Il Ministero dell'istruzione e del merito mette 20 milioni sul tavolo per portare condizionatori e ventilatori nelle aule, ma per accaparrarseli le scuole hanno cinque giorni. Le candidature all'Avviso pubblico n. 63557 del 4 settembre 2026 si aprono alle 9:00 del 7 settembre e chiudono alle 14:00 dell'11 settembre.
Come funziona il bando
I fondi arrivano dal decreto ministeriale n. 179 del 2 settembre 2026 e servono all'acquisto, all'installazione e alla messa in esercizio di apparecchi e dispositivi per il raffrescamento e il miglioramento del comfort microclimatico di aule e ambienti didattici. Le domande passano dal SIDI, applicazione MONITOR/PIMER, seguendo il percorso Gestione Finanziario Contabile, Monitoraggio e Rendicontazione, Rilevazioni. La voce da selezionare è "Comfort microclimatico degli ambienti didattici - D.M. 2 settembre 2026, n. 179".
La graduatoria segue l'ordine cronologico di ricezione delle candidature: prima si invia, prima si è in lista, fino a esaurimento delle risorse. Alle scuole beneficiarie arriverà subito un acconto pari al 70% del contributo assegnato; il saldo del 30% solo dopo la rendicontazione delle spese, con visto di regolarità amministrativo-contabile del revisore dei conti.
508 euro per edificio: quanto vale davvero il fondo
L'Anagrafe nazionale dell'edilizia scolastica del MIM, aggiornata dal Ministero al termine dell'anno scolastico 2024/2025, conta 39.351 edifici scolastici statali attivi. Se i 20 milioni fossero distribuiti in parti uguali su tutti, ogni scuola riceverebbe 508 euro. La platea reale però è più stretta: gli edifici già dotati di impianti per il trattamento dell'aria restano fuori dalla partita.
Sottratto il 7,2% di edifici climatizzati, cioè 2.835 in valore assoluto, il fondo deve coprire 36.516 edifici scoperti, con una disponibilità media di 547 euro l'uno. Sulle aule il conto è ancora più stringente: le 365.973 aule censite dall'Anagrafe MIM significano una copertura teorica di circa 55 euro per aula. È il dato che ridimensiona la portata dell'intervento: un'iniezione tampone, non un piano strutturale sulla climatizzazione delle scuole.
Il divario territoriale, poi, resta ampio. Marche guidano con il 27% di edifici climatizzati, seguono la Sardegna al 15,8%, poi Veneto, Emilia-Romagna e Friuli-Venezia Giulia tra l'8% e il 9%. Il Sud continentale e le grandi regioni del Nord restano sotto la media nazionale del 7,2%, con la Lombardia al 6,4% nonostante i 5.648 edifici sul suo territorio.
Chi è escluso dai fondi
L'articolo 4 dell'Avviso esclude tre categorie di edifici: quelli di nuova costruzione, quelli già dotati di impianti di trattamento dell'aria e quelli oggetto di interventi di efficientamento energetico nei cinque anni precedenti la pubblicazione. Questo terzo filtro incide su una parte del patrimonio finanziato dal PNRR: le scuole che tra il 2021 e il 2025 hanno ricevuto risorse della Missione 2 per cappotti termici, sostituzione infissi o nuova caldaia si trovano fuori dalla platea, anche se le aule d'estate restano invivibili.
Il contributo viene erogato una tantum e per una sola richiesta: ogni istituzione scolastica presenta una candidatura, e il dirigente scolastico è l'unico titolato a trasmetterla via SIDI. L'Avviso non prevede riapertura dei termini in caso di risorse residue né seconde possibilità per candidature tardive. Il Responsabile del procedimento indicato dal Ministero è l'ingegnere Alessandra Cafardi; per chiarimenti tecnici la Direzione generale per l'edilizia scolastica ha attivato i numeri 06.5849 (interni 2373, 2889, 3442, 3489) e la casella dgers.ufficio3@istruzione.it.
La finestra di cinque giorni cade in piena riapertura dell'anno scolastico, quando dirigenti e DSGA sono occupati con nomine e supplenze. Chi non ha già pronto un preventivo per condizionatori o ventilatori e una stima dei fabbisogni di aula rischia di scoprire il bando quando lo sportello è già chiuso, con la graduatoria congelata sulle scuole che hanno cliccato per prime alle 9 del 7 settembre.