{/* Extracted from Header.astro - Use appropriate classes/styles if animations needed */}

Materie maturità 2026: cosa cambia con bonus, commissione e fondi

Il MIM ha indicato le 4 materie per indirizzo dal Classico al Tecnico. Dietro le scelte la riforma 2026 ridisegna bonus, commissioni e fondi.

Il decreto del Ministero dell'Istruzione e del Merito n. 13 del 29 gennaio 2026 ha fissato le quattro materie del colloquio orale e le discipline della seconda prova scritta della maturità 2026. Le scelte sono pubblicate sul Portale ministeriale per le materie dell'esame di maturità 2026 e nell'area riservata della piattaforma UNICA, indirizzo per indirizzo.

Le materie scelte per ogni indirizzo

Per i licei il MIM ha confermato Latino al Classico, Matematica allo Scientifico (anche per l'opzione Scienze applicate e per la sezione Sportivo), Lingua e cultura straniera 1 al Linguistico, Scienze umane al Liceo delle Scienze umane (con Diritto ed Economia politica per l'opzione Economico-sociale), Discipline progettuali all'Artistico, Teoria, analisi e composizione al Musicale e Tecniche della danza al Coreutico.

Per gli istituti tecnici compaiono Economia aziendale ad Amministrazione, Finanza e Marketing (anche per Relazioni internazionali e Sistemi informativi aziendali), Discipline turistiche e aziendali per Turismo, Progettazione, costruzioni e impianti per Costruzioni, Ambiente e Territorio, Sistemi e reti per Informatica e Telecomunicazioni e Produzioni vegetali per gli Istituti agrari, con Viticoltura e difesa della vite per l'articolazione Viticoltura ed enologia. Le quattro discipline del colloquio sono state definite per ciascun percorso e si leggono insieme alle nuove regole della seconda prova introdotte già dalla scorsa sessione.

I tre numeri della riforma 2026

Il decreto sulle materie chiude un percorso aperto dalla legge 30 ottobre 2025, n. 164, di conversione del DL 9 settembre 2025, n. 127. Tre numeri raccontano la nuova maturità più di qualunque elenco di discipline e cambiano il modo in cui si arriva al 100.

Il bonus della commissione scende da 97 a 90 punti: i fino a tre punti integrativi restano, ma la soglia di accesso si abbassa di sette punti e una fascia molto più ampia di candidati può puntare al 100. Tradotto in pratica, chi arriva al colloquio a quota 90 può lasciare l'esame con 93 senza condizioni particolari, e la lode resta riservata a chi raggiunge il punteggio pieno con merito unanime. Le commissioni passano da sette a cinque membri (un presidente esterno, due interni, due esterni): nel 2025 le commissioni erano circa 13.900, la riduzione porta a circa 28.000 docenti in meno coinvolti come commissari rispetto alla sessione passata.

Il testo della legge 164/2025 in Gazzetta Ufficiale autorizza poi 3 milioni di euro nel 2026 e 11 milioni annui dal 2027 per la formazione specifica dei docenti che diventano commissari: 14 milioni nei primi due anni, che diventano titolo preferenziale per la nomina dal 2026/2027. La FLC CGIL stima in oltre 35 milioni il risparmio complessivo legato alla riduzione dei commissari, mentre i compensi unitari restano fermi al 2007: una tensione che si è già tradotta in agitazioni sindacali nel comparto scuola.

Cosa cambia per studenti e docenti

Per gli studenti il colloquio non è più rinviabile: chi rifiuta la prova orale non supera l'esame e ripete l'anno. La regola arriva dopo i cinque casi documentati di scena muta nella sessione 2025, su 524.415 candidati ammessi (511.349 interni e 13.066 esterni): una percentuale residuale che il governo ha usato come argomento per stringere le maglie del colloquio. Il voto in condotta pari a 6/10 fa inoltre scattare un elaborato di cittadinanza attiva da discutere davanti alla commissione, e incide sull'assegnazione del credito.

Per i docenti che restano in commissione la novità operativa è la formazione preferenziale dal 2026/2027: parteciparvi diventa titolo per la nomina. Il ritorno del Latino come seconda prova al Liceo classico si inserisce nel dibattito sulla centralità delle discipline storiche nella formazione, rilanciato dalla sottosegretaria Frassinetti sulle nuove Indicazioni nazionali.

La prima prova scritta di Italiano resta comune a tutti gli indirizzi e parte alle 8:30 di giovedì 18 giugno 2026; la seconda prova, sulle discipline appena pubblicate, venerdì 19 giugno. Da quel momento i tre numeri della riforma smettono di essere previsioni e diventano l'esame reale di mezzo milione di studenti.

Pubblicato il: 4 giugno 2026 alle ore 09:04