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Convention Diesse 2026: 11 punti sotto l'OCSE, la scuola cerca il senso

Il 17-18 ottobre a Rimini la Convention Diesse su discipline e senso. Intanto Pisa 2022: solo il 64% dei nostri ragazzi si sente parte della scuola.

Il 17 e 18 ottobre 2026 la Convention Diesse porta a Rimini la sua diciottesima edizione, dedicata a un tema che divide i docenti: Oltre il frammento. Attraverso le discipline, l'apertura al mondo. La domanda di fondo è se le materie scolastiche possano ancora restituire un senso unitario a chi le studia. E i numeri dicono che urge una risposta: solo il 64% dei quindicenni italiani si sente parte della propria scuola, contro il 75% della media OCSE.

L'appuntamento e il tema

La convention si terrà al Teatro Andrej Tarkovskij della Fondazione Karis, in via Brandolino 13 a Rimini, con iscrizioni aperte sul sito dell'associazione fino al 5 ottobre. Chi partecipa a tutte le attività riceve l'attestato per un'Unità Formativa da 14 ore, valida per la formazione obbligatoria dei docenti e caricabile sulla piattaforma SOFIA.

Al centro il rapporto tra sapere e discipline: matematica, storia, grammatica, progettazione, arte non sono contenitori di argomenti da imparare a memoria per l'interrogazione, ma modi diversi di leggere la realtà. La proposta è ribaltare l'idea che studiare significhi accumulare frammenti separati. Come scriveva Tullio De Mauro, ogni materia può diventare "una parte della nostra lingua" quando qualcuno ce ne mostra la struttura interna. È su questa apertura, secondo Diesse, che si gioca il ruolo del docente come primo portatore di senso.

Il dato che pesa sull'aula

Il tema arriva mentre l'indagine OCSE PISA 2022 registra una crisi misurabile del legame fra ragazzi e scuola. Il 64% dei quindicenni italiani dichiara di sentirsi parte della propria scuola: 11 punti sotto la media OCSE (75%) e in peggioramento rispetto al 2018. Il 14% si sente solo in aula, il 13% dichiara di sentirsi escluso.

I dati sulla vita in classe raccontano lo stesso disagio: il 27% degli studenti italiani afferma di non riuscire a lavorare bene nelle lezioni, contro il 23% della media OCSE; il 33% non ascolta il docente (OCSE 30%); il 38% si distrae con i dispositivi digitali (OCSE 30%). La soddisfazione complessiva verso la propria vita cala: il 18% degli studenti italiani si dichiara insoddisfatto, tre punti in più del 2018.

Se le materie restano percepite come cataloghi frammentati da restituire all'interrogazione, difficilmente possono ricostruire quel "sentirsi parte" che oggi manca a un ragazzo su tre. Il richiamo della Convention al valore formativo delle discipline non tocca un problema teorico, ma il divario di 11 punti con la media dei Paesi avanzati. Country Note OCSE PISA 2022 sull'Italia

Persona, protesta, welfare: cosa si muove intorno

La proposta di Rimini si intreccia con dibattiti già in corso. Il ministro Valditara ha ridefinito il merito come valorizzazione dei talenti individuali di ognuno, non come corsa all'eccellenza tecnica, richiamando le nove forme di intelligenza che chiedono un curricolo meno rigido. Sull'altro versante non mancano i segnali di insofferenza fra gli studenti: al primo giorno di scuola il collettivo Osa ha protestato al liceo Minghetti di Bologna contro un'istruzione percepita come svuotata di scopo.

Anche il fronte del personale si muove: da settembre è attiva la polizza sanitaria gratuita per 1,2 milioni tra docenti e ATA, misura di welfare che non risolve il tema del senso ma prova a curare il contesto in cui la persona lavora. Sono tessere diverse che insistono sullo stesso punto: la scuola non regge come somma di frammenti, né dal lato di chi studia né dal lato di chi insegna.

Chi vuole partecipare ha tempo fino al 5 ottobre per iscriversi sul sito di Diesse. Le due giornate di Rimini non offriranno formule pronte, ma un'occasione rara per confrontarsi con altri docenti sul perché abbia ancora senso spiegare Pitagora o Manzoni a un quindicenne che rischia di non sentire più la scuola come cosa sua.

Pubblicato il: 18 settembre 2026 alle ore 17:33