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Salmonella nelle mense della Valtrompia: 89 casi, 9 ricoveri

Focolaio con sospetta salmonella in sei comuni bresciani: 89 sintomatici e nove bambini in pediatria dentro l'anno record ISS dei 200 focolai.

In sei comuni della Valtrompia, tra le prealpi bresciane, l'Ats ha censito 89 persone sintomatiche riconducibili alle mense scolastiche di nidi, asili e primarie. Nove bambini sono ricoverati in pediatria, tutti in condizioni stabili o in miglioramento. I primi accertamenti indicano la salmonella, ma la tipizzazione del ceppo non è ancora arrivata.

Sei comuni coinvolti e refezione sotto accertamento

Il focolaio riguarda le mense di Gardone Val Trompia, Marcheno (frazioni di Magno e Brozzo), Lumezzane, Villa Carcina, Concesio e Nave. I sintomi segnalati sono quelli tipici di una tossinfezione: vomito, diarrea e febbre alta. La sorveglianza è in capo all'Agenzia di Tutela della Salute di Brescia, che ha diffuso la conta aggiornata parlando esplicitamente di un focolaio in evoluzione.

Il servizio di refezione dei plessi coinvolti è stato posto sotto accertamento. La procedura standard prevede il sequestro dei campioni conservati dal centro cottura, l'ispezione dei locali e l'analisi dei tamponi ambientali. In parallelo, l'ospedale invia i campioni biologici dei pazienti al laboratorio di riferimento per confermare l'agente e stabilire se il ceppo è compatibile con altri focolai italiani o europei.

Il quadro ISS: 200 focolai alimentari nel 2024, record decennale

L'episodio bresciano cade in un anno che i dati epidemiologici hanno già raccontato come anomalo. Secondo il Report zoonosi 2024 dell'Istituto Superiore di Sanità, nel 2024 in Italia sono stati notificati 200 focolai alimentari, il numero più alto degli ultimi dieci anni. Hanno coinvolto 2.816 persone, con 338 ospedalizzazioni e 4 decessi.

Tra gli agenti identificati, la salmonella è quella responsabile del maggior numero di focolai e di casi, davanti a norovirus e Listeria monocytogenes. Il paradosso è che, sul totale nazionale, la salmonellosi come infezione individuale nel 2024 è in calo: 2.637 casi notificati, con un tasso di 4,5 casi ogni centomila abitanti, in diminuzione del 20,9% rispetto al 2023. Meno casi complessivi, quindi, ma raggruppati in cluster più grandi e più visibili quando finiscono in una mensa collettiva.

La conseguenza per la ristorazione scolastica è concreta: quando un centro cottura serve più plessi, un unico errore igienico si propaga a decine di bambini nello stesso giorno, spesso prima ancora che gli operatori si accorgano dell'anomalia. È lo stesso schema visto nel 2024 in Toscana, dove un focolaio partito da pomodorini crudi contaminati da un ceppo raro di salmonella ha colpito oltre duecento persone in cinque comuni della piana fiorentina, con decine di bambini ricoverati e i menù rivisti per mesi. Anche in quel caso il ceppo fu isolato solo dopo diversi giorni, quando i casi erano già più che decuplicati rispetto al primo bollettino.

Cosa devono sapere le famiglie in questi giorni

La finestra di attenzione per i genitori dei bambini che hanno mangiato nelle mense dei sei comuni resta aperta per le prossime settantadue ore. La salmonella ha un'incubazione tipica di sei-settantadue ore: nuovi casi possono ancora emergere. I sintomi da non sottovalutare sono febbre sopra i 38,5 gradi, diarrea che dura più di 24 ore, disidratazione visibile nei bambini piccoli, sangue nelle feci.

In presenza di uno di questi segni il riferimento è il pediatra o il pronto soccorso pediatrico, non l'automedicazione. Gli antibiotici, in particolare, non vanno mai iniziati senza indicazione medica: in molte forme di salmonellosi non gastroenteriche prolungano l'eliminazione del batterio invece di accorciarla. L'Ats raccoglie inoltre le segnalazioni dei sintomatici che non si sono ancora rivolti al medico, per completare la mappatura del focolaio.

Nei prossimi giorni la tipizzazione del ceppo dirà se il focolaio ha una matrice comune con altri episodi italiani o europei. Fino ad allora la conta bresciana resta un dato aperto: nei precedenti recenti con lo stesso schema di centro cottura unico, i casi sono continuati a salire per almeno una settimana dopo il primo allarme.

Pubblicato il: 18 settembre 2026 alle ore 17:46