Limite del 20% sui voti A ad Harvard dal 2027: come funziona davvero
La riforma dei voti ad Harvard, che entrerà in vigore dall'autunno 2027, limita le assegnazioni di voti A a un massimo del 20% degli iscritti per corso, con una deroga di 4 voti A per classi piccole. L'obiettivo è riportare il voto A al suo significato originale di eccellenza, contrastando l'attuale inflazione che vedeva il 66% degli studenti con almeno una A e l'84% con A o A-. La decisione, presa con un'ampia maggioranza della facoltà, nasce da studi che evidenziano come l'eccesso di voti alti abbia reso il sistema poco efficace nel distinguere i risultati. Un esperimento simile a Princeton tra il 2004 e il 2014 ha portato a un modesto ridimensionamento delle A, ma anche a critiche dovute allo stress e alla difficoltà di comunicare la politica fuori dal campus. In Italia, la tendenza all'inflazione dei voti di laurea è anch'essa evidente, con un voto medio nel 2024 di 103,8 su 110, che ha riacceso il dibattito sulla reale rappresentatività dei voti nel distinguere il merito. La riforma ha generato preoccupazioni tra gli studenti, in particolare per l'aumento della competizione e l'impatto sul benessere mentale, mentre i docenti sostengono che senza limiti i voti elevati generano un falso senso di fallimento. Infine, il cambiamento influenzerà anche la percezione esterna dei voti Harvard nei processi di ammissione e selezione, rendendo fondamentale interpretare correttamente il valore dei voti e non solo il loro aspetto formale.