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Libri verdi velenosi: la tinta brillante che contiene arsenico

Il pigmento verde arsenicale, noto come "verde di Schweinfurt", fu introdotto nel 1814 in Germania come una colorazione brillante e economica ottenuta da acetato arsenito di rame. Il suo uso si diffuse rapidamente nel corso del XIX secolo, colorando non solo abiti e tappezzerie ma anche le copertine di molti libri. L'invenzione della copertina in tessuto accoppiata a questo pigmento ne favorì la diffusione globale fino a che si evidenziarono i rischi per la salute legati alla polvere tossica rilasciata dal pigmento, portando alla cessazione del suo impiego alla fine del secolo. Tuttavia, i volumi rilegati con questo materiale sono rimasti presenti negli scaffali delle biblioteche e collezioni private per tutto il mondo, mantenendo potenziali pericoli ancora oggi. Nel 2019 è nata una maggiore presa di coscienza con il "Poison Book Project", iniziativa interdisciplinare volta a identificare e catalogare questi libri potenzialmente pericolosi; il progetto ha già registrato oltre 313 titoli provenienti da vari paesi, tra cui casi italiani come quello presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze. Il progetto ha confermato che il rischio si origina dalla natura pigmentaria del verde arsenicale, che si deposita sulla superficie tessile, creando una polvere tossica inalabile o ingeribile principalmente per personale che manipola frequentemente questi volumi. Per il pubblico il rischio è minimo se il contatto è saltuario e si adottano semplici precauzioni igieniche. Non tutti i libri verdi antichi rappresentano un pericolo, poiché solo quelli con pigmenti arsenicali sono realmente tossici. Il pericolo non diminuisce nel tempo e può essere confermato solo con analisi specifiche come la fluorescenza a raggi X. Si raccomanda di maneggiare con guanti questi volumi e conservarli in contenitori sigillati, soprattutto per bibliotecari e conservatori con esposizione prolungata. Il database del Poison Book Project e le raccomandazioni ufficiali aiutano a gestire correttamente questa eredità storica, invitando biblioteche e privati a valutare con attenzione ed evitare allarmismi ingiustificati, ma con consapevolezza dei rischi reali.

Pubblicato: 8/5/2026 Durata: 62 sec