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Le competenze umane si erodono con l'AI: cosa dicono i primi studi

Il fenomeno del deskilling indotto dall'intelligenza artificiale (AI) si manifesta come una progressiva erosione delle competenze umane acquisite, quando un'attività viene sistematicamente affidata a sistemi automatizzati. Studi recenti, tra cui un trial polacco pubblicato sul Lancet, evidenziano una riduzione significativa delle abilità cliniche, come il calo del tasso di individuazione degli adenomi dal 28,4% al 22,4% quando l’AI non è presente durante le colonscopie. Analogamente, un trial svolto da Anthropic nel campo dell'ingegneria del software indica rischi simili nel contesto della programmazione, mentre un sondaggio Wolters Kluwer rileva che una maggioranza di operatori sanitari teme la perdita di abilità dovuta all’affidamento all’AI. Il deskilling non è un concetto nuovo, ma l'attenzione si concentra ora sui modelli generativi e i sistemi di analisi visiva adottati in medicina, informatica e altri mestieri cognitivi. Frankly, la consapevolezza del fenomeno è il primo passo per affrontarlo: è importante per i professionisti identificare quali competenze mantenere e quali delegare, evitando un utilizzo indiscriminato dell’AI. Gli studi segnalano che il calo nelle performance può dipendere non solo dalla delega, ma anche da minore motivazione e senso di responsabilità quando si lavora senza l'assistenza AI. Per contrastare il deskilling, gli esperti raccomandano strategie come l’autovalutazione periodica delle competenze, l’alternanza deliberata tra lavoro con e senza AI, l’uso selettivo degli strumenti per mantenere il coinvolgimento in attività a alto valore formativo e la prosecuzione della formazione formale con sessioni che escludano l’AI. Queste pratiche sono ancora in fase sperimentale e costituiscono una priorità di ricerca per il prossimo decennio, soprattutto in ظل crescente diffusione dell’intelligenza artificiale nei luoghi di lavoro e nella formazione professionale.

Pubblicato: 25/06/2026 Durata: 67 sec