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L'AI progetta virus da zero: il risultato dello studio su Science e le domande sul futuro

Nel 2026, la rivista Science ha pubblicato lo studio pionieristico di King et al. in cui modelli di intelligenza artificiale (AI) chiamati Evo 1 ed Evo 2 hanno generato genomi di virus batteriofagi con funzione biologica confermata sperimentalmente. Addestrati su milioni di genomi naturali, questi modelli hanno prodotto quasi 300 sequenze, tra cui 16 si sono dimostrate capaci di infettare specifici ceppi di Escherichia coli, partendo dal fago naturale ΦX174. L'innovazione principale riguarda la scala del progetto: mentre studi precedenti si limitavano a singoli geni o piccoli circuiti, qui è stato disegnato un genoma intero, comprendente regioni regolatorie e struttura genica, con una resa del 5% di virus vitali. Un fago ha mostrato inoltre una proteina di packaging del DNA proveniente da virus evolutivamente distanti, segno di ricombinazione di pattern genetici già esistenti ma mai osservati in natura. Questa diversità funzionale dei fagi generati ha permesso di creare un cocktail efficace contro ceppi di E. coli resistenti al fago naturale, mentre miscele equivalenti di fagi naturali hanno fallito. La notizia è stata accompagnata da un Perspective che sottolinea le implicazioni di biosicurezza e i rischi di bypassare i filtri basati su sequenze note, rilevanti per la governance europea dell'AI e della biotecnologia. Nel futuro prossimo, la terapia fagica adattiva prodotta da AI potrebbe combattere l'antibiotico resistenza, ma rende necessario aggiornare le normative di biosicurezza per includere sequenze generate ex novo, non solo quelle conosciute. La discussione coinvolge ricercatori, aziende di sintesi di DNA e regolatori, aprendo nuovi scenari nella biotecnologia generativa e nei controlli a livello globale.

Pubblicato: 17/09/2026 Durata: 207 sec