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Iscriversi al dottorato in Italia nel 2026: cosa cambia, quanto rende

Il dottorato in Italia nel 2026 si presenta come l'esito di un'espansione significativa, con un aumento del 59% degli iscritti negli ultimi dieci anni, raggiungendo 47.144 nel 2024/25. La crescita è stata alimentata dal supporto del PNRR, focalizzato su ambiti strategici quali intelligenza artificiale e cybersecurity, e ha portato anche a un incremento della quota di iscritti internazionali, ora al 16%. Tuttavia, l'offerta più ricca coincide con una selezione più competitiva. Per quanto riguarda l'aspetto economico, la borsa di dottorato rimane ferma dal 2022 a 16.243 € lordi annui (circa 1.190 € netti mensili), con imposte INPS a carico del dottorando. Vari atenei integrano questa cifra, con maggiorazioni fino al 50% per periodi di ricerca all'estero. È importante considerare anche la differenza tra dottorati ordinari e PNRR, questi ultimi più prescrittivi e legati a temi specifici. Il progetto di ricerca è cruciale nella selezione, e sottovalutarlo rappresenta un errore frequente. L'accesso al dottorato si articola in diverse fasi: dai bandi nazionali e universitari, alla preparazione della documentazione essenziale come il progetto di ricerca, fino alle prove selettive che spesso prevedono colloquio anche in inglese. La durata standard è di 3 anni, con possibilità di proroga o estensione a 4 anni per dottorati industriali. Nonostante la borsa non sia elevata, il tasso di occupazione a 4-6 anni dal titolo supera il 96%, ma quasi un dottore su tre si trova ancora con contratti a termine dopo 5 anni.

Pubblicato: 29/07/2026 Durata: 72 sec