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Educazione emotiva in Italia: i dati che smentiscono l'autopercezione

Il rapporto MINDex 2026 evidenzia un’Italia emotivamente consapevole ma poco competente nella gestione delle emozioni. Pur dichiarandosi quasi il 90% emotivamente consapevole, solo il 15% degli italiani riesce a controllare efficacemente le proprie reazioni nei momenti difficili. Solo un quarto ha ricevuto educazione emotiva concreta, con molte famiglie che evitano o scoraggiano l'espressione emotiva, indice di un divario tra percezione e abilità pratica profondamente radicato. Il divario di genere è marcato: gli uomini si percepiscono più competenti emotivamente ma sono meno propensi a chiedere aiuto psicologico rispetto alle donne, rivolgendosi a professionisti solo in situazioni estreme. Questo comportamento è alimentato da un'educazione culturale che associa l'autocontrollo alla negazione del disagio, con conseguenze gravi come il tasso di suicidio maschile superiore di 2,7 volte rispetto a quello femminile nell’area OCSE. Pur mostrando segnali di miglioramento nelle generazioni più giovani, soprattutto nella Gen Z, la capacità di regolare le emozioni resta limitata. Le emozioni difficili da esprimere riflettono ancora stereotipi: gli uomini tendono a nascondere la felicità, le donne tristezza e rabbia. L’alfabetizzazione emotiva si costruisce su cinque competenze chiave — riconoscere, comprendere, esprimere, regolare e ricevere le emozioni — e rappresenta un fattore protettivo cruciale per la salute mentale, dalla cui diffusione dipendono relazioni più sane e una maggiore resilienza sociale.

Pubblicato: 25/5/2026 Durata: 73 sec