Diet Coke parties in India: la guerra in Iran manda in crisi le lattine
Il fenomeno dei "Diet Coke parties" in India è emerso come risposta culturale e sociale a una carenza diffusa di lattine di Diet Coke. Nei locali di grandi città come Mumbai, Delhi e Bangalore, queste feste vedono la partecipazione di persone disposte a pagare fino a 16 dollari per entrare e celebrare un prodotto diventato raro a causa del razionamento. Le lattine, ormai difficili da trovare sugli scaffali indiani, sono oggetti di collezione e simboli del cambiamento del loro valore da merce ordinaria a bene desiderato, effetto diretto della scarsità causata dal mercato. La crisi non riguarda però la bevanda in sé, ma esclusivamente il contenitore: le lattine in alluminio. In India, infatti, la Diet Coke è venduta solo in lattine, mentre altre bevande della stessa azienda sono disponibili anche in bottiglie di plastica. La scarsità deriva dai ritardi nelle spedizioni di alluminio dal Golfo Persico, dovuti al blocco dello stretto di Hormuz causato dal conflitto tra Iran, Israele e Stati Uniti iniziato a fine febbraio 2026. Tale blocco ha interrotto le rotte marittime strategiche e ha influenzato la catena globale di approvvigionamento di alluminio, colpendo la produzione di lattine. Il Golfo Persico, con produttori come Emirates Global Aluminium e Aluminium Bahrain, fornisce circa il 9% dell'alluminio primario mondiale e una quota importante di laminati flat-rolled utilizzati nella produzione di lattine. L'India dipende da queste importazioni per alcune fasi di lavorazione, e la riduzione dell'offerta ha fatto aumentare i prezzi dell'alluminio a livello globale, impattando non solo il settore delle bevande ma anche edilizia e automotive. Questo episodio evidenzia come conflitti geopolitici possano riverberarsi su catene di fornitura globali, influenzando la quotidianità e i consumi in paesi lontani dal fronte di guerra.