Come cambiano le scuole in cinque città italiane: piani a confronto
Cinque città italiane - Milano, Bologna, Torino, Napoli e Palermo - stanno attuando piani diversificati di edilizia scolastica, supportati da investimenti del PNRR e risorse locali, attivi tra il 2026 e il 2028. A Milano, l'intervento si concentra su tre cantieri per demolizione, ricostruzione e ristrutturazione, destinati a scuole in quartieri in crescita, con un investimento superiore ai 40 milioni di euro, integrato da importanti fondi per la modernizzazione degli ambienti didattici. Bologna si focalizza sul clima, destinando 3,3 milioni di euro alla climatizzazione di oltre 360 sezioni per nidi e materne, con iniziative innovative come cortili ombreggiati e aree di nebulizzazione. A Torino, le scuole sono nodi fondamentali nella rigenerazione delle periferie, con 12 milioni di euro destinati a riqualificazioni che includono la creazione di poli integrati per uso oltre l'orario scolastico e un forte accento sull'efficienza energetica. Napoli punta al recupero del patrimonio esistente, fronteggiando problemi tecnici e procedurali, con proroghe PNRR per completare cantieri importanti. Palermo mette al centro la riapertura di edifici scolastici in aree fragili, combinando rigenerazione urbana e servizi con investimenti ingenti, come il polo scolastico di Brancaccio e il masterplan per lo Zen. Questi interventi rappresentano un cambio di paradigma, vedendo gli spazi scolastici come infrastrutture pubbliche aperte e multifunzionali, riflettendo le diverse esigenze e priorità urbane nelle città italiane.