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Antibiotico resistenza: cos'è, i dati italiani e come contrastarla

L'antibiotico resistenza è la capacità acquisita dai batteri di sopravvivere all'azione degli antibiotici, fenomeno che si è amplificato negli ultimi anni mettendo a rischio la salute pubblica. In Italia, la situazione è critica: il paese è al primo posto in Europa per morti dovute a infezioni resistenti, con circa 12.000 decessi annuali, pari al 34% del totale Ue/SEE. Questo fenomeno è alimentato dall'uso inappropriato degli antibiotici sia in campo medico che agricolo, dalla diffusione di infezioni resistenti negli ospedali e dalla scarsità di nuovi antibiotici in sviluppo. I dati più recenti del 2024 mostrano un quadro complesso con numerosi casi di batteriemie da enterobatteri resistenti ai carbapenemi e una crescente resistenza di enterococchi alla vancomicina. A pesare è soprattutto il sovrautilizzo degli antibiotici in ambito ospedaliero (44,7% dei ricoverati trattati contro il 33,7% della media europea) e l'impiego in zootecnia, che facilita la trasmissione dei geni di resistenza attraverso la catena alimentare e l'ambiente. Le infezioni correlate all'assistenza e le carenze igieniche in sanità contribuiscono inoltre all'espansione delle resistenze batteriche. Per contrastare questa emergenza, il Piano Nazionale PNCAR 2022-2025 propone strategie coordinate di sorveglianza, formazione, prevenzione e uso responsabile degli antibiotici. Rimangono cruciali campagne di sensibilizzazione per evitare errori comuni quali interrompere la terapia troppo presto, utilizzare antibiotici per infezioni virali o riutilizzare farmaci non prescritti per la situazione attuale. Solo un approccio integrato che includa medici, veterinari e settore agroalimentare può arginare la diffusione dell'antibiotico resistenza, preservando la efficacia di questi farmaci essenziali per la salute pubblica.

Pubblicato: 28/05/2026 Durata: 71 sec