Anno scolastico 2026/27: cosa cambia davvero a settembre
Le nuove Indicazioni Nazionali per il primo ciclo, approvate con il DM 221 del 9 dicembre 2025, entreranno in vigore da settembre 2026 solo per la scuola dell'infanzia e le classi prime di primaria e secondaria di primo grado, con una transizione graduale fino all'anno scolastico 2030/31. Questo aggiornamento punta a una didattica più centrata sulla comprensione rispetto alla mera memorizzazione, enfatizzando materie chiave come l'italiano, la grammatica e la storia. Nel contempo, nel secondo ciclo scolastico, la filiera tecnologico-professionale 4+2, sperimentata dal 2024, viene ufficialmente integrata nell'offerta formativa, consentendo percorsi quadriennali collegati agli ITS Academy, facilitando così un ingresso più rapido nel mercato del lavoro mantenendo un livello di certificazione formativa adeguato. Inoltre, per gli istituti tecnici, il 2026/27 segna l'inizio operativo della revisione con l'introduzione di 66 ore annue di autonomia curricolare nel primo biennio. Tuttavia, questa riforma sta incontrando resistenze sindacali, con vari sindacati che hanno proclamato lo stato di agitazione, puntando a questioni legate all'organico e all'eventuale impatto sui docenti. Per licei e istituti tecnici superiori, la revisione delle Indicazioni Nazionali, curata dalla Commissione Perla, è invece rimandata al 2027, momento in cui diventerà operativa.