Indice: In breve | Cosa cambia con la nuova Formazione Scuola-Lavoro | Come si accede: la candidatura passa dalla scuola | Quante ore prevede la normativa | Cosa si fa concretamente in ateneo | Errori comuni | Domande frequenti
In breve
- I PCTO sono stati rinominati Formazione Scuola-Lavoro (FSL) dal decreto-legge 9 settembre 2025 n. 127.
- I PCTO universitari si svolgono in ateneo con laboratori, attività di ricerca, lezioni seminariali e visite.
- La candidatura passa dalla scuola: gli studenti non si iscrivono in autonomia.
- Il monte ore minimo del triennio è 90 nei licei, 150 negli istituti tecnici, 210 nei professionali.
- L'esperienza è formativa e orientativa, non garantisce l'ammissione all'università.
Cosa cambia con la nuova Formazione Scuola-Lavoro
Dal 2025/26 i Percorsi per le Competenze Trasversali e per l'Orientamento (PCTO) sono stati ufficialmente rinominati Formazione Scuola-Lavoro (FSL). La modifica è stata introdotta dal decreto-legge 9 settembre 2025, n. 127, successivamente convertito nella legge 30 ottobre 2025, n. 164. Il cambiamento riguarda soprattutto la denominazione: la normativa specifica infatti che restano fermi gli obblighi, i contenuti formativi, gli obiettivi e le finalità già previsti per i PCTO. Nel 2026/27, quindi, FSL è la denominazione ufficiale, anche se “PCTO” continua a essere utilizzato frequentemente da scuole e università, spesso con la dicitura “ex PCTO”.
La FSL riguarda gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado, compresi quelli dei licei, e può essere realizzata anche attraverso la collaborazione con un'università. In questo caso l'ateneo può mettere a disposizione dipartimenti, laboratori, strutture di ricerca o altri spazi universitari. Lo studente rimane un alunno delle superiori, ma svolge un'esperienza all'interno di un ambiente accademico, partecipando a laboratori, attività didattiche o progetti di ricerca. L'Università degli Studi di Milano, per esempio, organizza percorsi FSL proprio attraverso uffici e laboratori dell'Ateneo
Come si accede: la candidatura passa dalla scuola
Non esiste una procedura unica per tutti gli atenei, ma spesso è la scuola a proporre e candidare gli studenti. Questo significa che uno studente interessato a un progetto universitario non può necessariamente iscriversi autonomamente.
Il Politecnico di Torino, per esempio, per l'offerta FSL 2026/27 prevede che siano gli istituti scolastici a selezionare gli studenti e a effettuare le iscrizioni. Anche Milano-Bicocca specifica che la partecipazione ai propri percorsi FSL avviene attraverso la scuola e con la mediazione di un docente.
Alla Statale di Milano, gli istituti possono invece candidare gli studenti ai singoli progetti. Dopo la selezione, scuola e università definiscono gli aspetti organizzativi e formativi del percorso.
Per uno studente, quindi, il primo passo è generalmente rivolgersi al referente FSL/PCTO o all'orientamento della propria scuola, verificando quali progetti universitari siano disponibili e quali siano i criteri di partecipazione. Posti disponibili, classi coinvolte, durata e modalità di selezione possono infatti cambiare da un progetto all'altro.
Quante ore prevede la normativa
La normativa stabilisce un monte ore minimo complessivo per la Formazione Scuola-Lavoro, differenziato in base al tipo di istituto:
- 90 ore nei licei;
- 150 ore negli istituti tecnici;
- 210 ore negli istituti professionali.
Le ore sono riferite al percorso complessivo del triennio conclusivo e non devono necessariamente essere svolte tutte attraverso un'unica esperienza. Un singolo percorso organizzato da un'università può quindi rappresentare soltanto una parte delle ore che lo studente deve completare. La durata dipende dal progetto: alcuni percorsi possono concentrarsi in poche giornate, altri svilupparsi su periodi più lunghi.
La FSL va inoltre distinta dai moduli curriculari di orientamento, che prevedono almeno 30 ore annuali nelle ultime tre classi. Le due attività possono essere collegate, ma non sono automaticamente la stessa cosa. Le Linee guida ministeriali prevedono infatti la possibilità di realizzare attività di orientamento anche all'interno dei percorsi di PCTO/FSL, lasciando alla progettazione della scuola la definizione delle modalità concrete.
Cosa si fa concretamente in ateneo
Un PCTO/FSL universitario non ha un programma standard: le attività cambiano in base all'ateneo e al dipartimento coinvolto. Lo studente può partecipare a laboratori, seminari, esercitazioni, attività di ricerca, progetti di gruppo o visite a strutture universitarie.
Il Politecnico di Torino, per esempio, ha pubblicato per il 2026/27 un'offerta che comprende percorsi legati ad architettura, biomedica, chimica, design, energia, ingegneria gestionale, informatica, matematica e meccanica. Le attività sono pensate per permettere agli studenti di conoscere concretamente l'ambiente universitario, i diversi percorsi di studio e il mondo della ricerca.
Anche l'Università di Bologna propone percorsi collegati ai diversi dipartimenti, con attività che spaziano dalle discipline scientifiche a quelle umanistiche. In questo modo un ragazzo interessato, per esempio, all'informatica può sperimentare attività di programmazione, mentre chi è interessato alle materie umanistiche può partecipare a laboratori di scrittura, filologia o analisi dei documenti.
L'obiettivo non è anticipare un corso di laurea, ma far sperimentare allo studente una disciplina in un contesto universitario.
Errori comuni
Confondere PCTO e moduli di orientamento: i due percorsi hanno finalità in parte diverse. Le 30 ore annuali di orientamento non coincidono con il monte ore FSL, e sommare in automatico le due voci porta a un calcolo scorretto delle attività effettivamente svolte dallo studente.
Pensare di potersi iscrivere in autonomia: sul sito di un ateneo può comparire un percorso interessante, ma la candidatura passa sempre dall'istituto scolastico. Chi contatta direttamente l'università senza mediazione della scuola quasi sempre riceve l'indicazione di rivolgersi al proprio referente FSL, che è l'unico interlocutore autorizzato.
Considerare il percorso come una corsia preferenziale per l'ammissione: la partecipazione a un progetto in ateneo non offre punteggi aggiuntivi nei test d'ingresso e non sostituisce le graduatorie. Il suo valore è formativo e orientativo, non selettivo, salvo eventuali forme specifiche di riconoscimento decise dal singolo corso di laurea.
Domande frequenti
Chi può partecipare a un PCTO universitario?
Gli studenti degli ultimi tre anni della scuola secondaria di secondo grado, individuati dal proprio istituto in base ai percorsi attivati con l'ateneo. Le candidature spontanee da parte del singolo studente non sono previste dagli atenei.
I percorsi in ateneo sono a pagamento?
No, i percorsi organizzati dagli atenei pubblici sono gratuiti per gli studenti. Restano a carico dello studente eventuali costi di trasferimento non coperti dalla scuola o dall'università ospitante.
Un percorso in ateneo vale come esperienza universitaria vera e propria?
No, non è un corso di laurea né un tirocinio universitario riconosciuto. Rientra nel monte ore FSL della scuola e può essere segnalato nel Curriculum dello studente, ma non produce automaticamente crediti universitari nel futuro percorso di studi.
Cosa fare se la scuola non ha convenzioni con l'ateneo di interesse?
Il primo passo è parlare con il referente FSL del proprio istituto, che può valutare l'attivazione di una nuova convenzione. Senza convenzione l'accesso al percorso non è possibile, anche quando lo studente è personalmente motivato a partecipare. Le università pubblicano già ora le proposte FSL per l'anno scolastico 2026/27, e le finestre di candidatura seguono i calendari dei singoli atenei. Per gli studenti degli ultimi anni delle superiori, entrare per qualche giorno in un dipartimento è un modo concreto di verificare un'ipotesi di scelta, ben prima del test d'ingresso e delle graduatorie.