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NVIDIA scommette sulla startup di Mira Murati: investimento e sistemi Vera Rubin per Thinking Machines Lab
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NVIDIA scommette sulla startup di Mira Murati: investimento e sistemi Vera Rubin per Thinking Machines Lab

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Partnership pluriennale tra il colosso dei chip e la cofondatrice dell'ex CTO di OpenAI. Previste infrastrutture su scala gigawatt per l'addestramento di modelli AI di nuova generazione

La partnership tra NVIDIA e Thinking Machines Lab

NVIDIA non si limita a vendere chip. Investe, stringe alleanze, costruisce ecosistemi. L'ultima mossa del colosso di Santa Clara riguarda Thinking Machines Lab, la startup fondata da Mira Murati, e si tratta di un'operazione che va ben oltre il semplice accordo commerciale.

Stando a quanto emerge dall'annuncio ufficiale del 10 marzo 2026, le due realtà hanno siglato una partnership strategica pluriennale che prevede un investimento significativo da parte di NVIDIA nella startup e, soprattutto, l'implementazione di sistemi NVIDIA Vera Rubin su scala gigawatt. Le prime installazioni sono attese per l'inizio del prossimo anno.

L'obiettivo dichiarato è chiaro: sviluppare infrastrutture dedicate all'addestramento di modelli AI avanzati, quelli che richiedono una potenza di calcolo oggi ancora difficile da reperire persino per le aziende più capitalizzate del settore.

Chi è Mira Murati e cosa fa Thinking Machines Lab

Il nome di Mira Murati è diventato familiare al grande pubblico durante la sua esperienza come Chief Technology Officer di OpenAI, la società dietro ChatGPT. La sua uscita dall'azienda di Sam Altman aveva fatto molto rumore, alimentando speculazioni su possibili divergenze strategiche.

Murati ha poi scelto una strada propria, cofondando Thinking Machines Lab con l'ambizione di costruire da zero un laboratorio di ricerca focalizzato sullo sviluppo di modelli di intelligenza artificiale di frontiera. Non un semplice competitor di OpenAI, ma un progetto che punta a ripensare le fondamenta stesse dell'infrastruttura necessaria per far progredire la ricerca.

Con l'ingresso di NVIDIA come partner industriale e investitore, la startup acquisisce una credibilità e una dotazione tecnologica che pochi altri laboratori indipendenti possono vantare. È un segnale forte: il mercato dell'AI non si gioca solo tra i soliti colossi della Silicon Valley.

I sistemi Vera Rubin: infrastrutture su scala gigawatt

Il cuore tecnico dell'accordo ruota attorno ai sistemi NVIDIA Vera Rubin, la piattaforma di nuova generazione progettata per sostenere carichi di lavoro AI su una scala senza precedenti. Parlare di scala gigawatt significa fare riferimento a data center che consumano quantità di energia paragonabili a quelle di una piccola città — un ordine di grandezza che solo pochi anni fa sarebbe parso fantascientifico.

Questi sistemi rappresentano l'evoluzione naturale della strategia di NVIDIA, che ha progressivamente spostato il proprio baricentro dalla produzione di singole GPU alla fornitura di piattaforme integrate per l'addestramento e l'inferenza dei modelli più complessi. Non è un caso che proprio su questo terreno si stia giocando una partita competitiva serrata: Meta, ad esempio, ha recentemente lanciato il proprio chip IA proprietario nel tentativo di ridurre la dipendenza dall'hardware di Jensen Huang.

L'implementazione presso Thinking Machines Lab delle prime unità Vera Rubin, prevista per l'inizio del 2027, fornirà un banco di prova cruciale per la tecnologia in un contesto di ricerca pura, non solo di deployment commerciale.

Il contesto: la corsa globale alle infrastrutture AI

L'operazione NVIDIA-Thinking Machines Lab si inserisce in un panorama globale in cui l'accesso alle infrastrutture di calcolo è diventato il vero collo di bottiglia per lo sviluppo dell'intelligenza artificiale. Chi controlla i chip e i data center controlla, di fatto, il ritmo dell'innovazione.

Non è solo una questione americana. La Cina ha recentemente stanziato un fondo da 138 miliardi di dollari per alimentare il proprio ecosistema di startup tecnologiche, con una quota rilevante destinata proprio all'intelligenza artificiale. L'Europa, Italia compresa, fatica ancora a tenere il passo sul fronte delle infrastrutture dedicate, nonostante i fondi previsti dal PNRR e le iniziative legate all'AI Act che puntano a creare un quadro regolatorio comune.

Per le startup del settore, il messaggio è inequivocabile: senza accesso a potenza di calcolo adeguata, la ricerca di frontiera resta un miraggio. L'investimento di NVIDIA in Thinking Machines Lab conferma che il modello vincente, almeno per ora, è quello dell'alleanza verticale tra produttori di hardware e laboratori di ricerca.

Resta da capire se questo tipo di partnership — con un fornitore dominante che diventa anche investitore — possa nel lungo periodo generare dipendenze eccessive. Ma per Mira Murati, oggi, la priorità è un'altra: avere le macchine giuste per addestrare i modelli che ha in mente. E quelle macchine, a quanto pare, porteranno il nome di Vera Rubin.

Pubblicato il: 11 marzo 2026 alle ore 08:50

Domande frequenti

Qual è l'obiettivo della partnership tra NVIDIA e Thinking Machines Lab?

L'obiettivo principale è sviluppare infrastrutture avanzate dedicate all'addestramento di modelli di intelligenza artificiale, sfruttando la potenza dei sistemi NVIDIA Vera Rubin su scala gigawatt. Questo permetterà di sostenere carichi di lavoro AI estremamente elevati, difficilmente gestibili dalle aziende tradizionali.

Chi è Mira Murati e quale ruolo ha in Thinking Machines Lab?

Mira Murati è nota per essere stata CTO di OpenAI e ora è cofondatrice di Thinking Machines Lab. Il laboratorio da lei guidato si focalizza sulla ricerca e lo sviluppo di modelli di IA di frontiera, con l'ambizione di innovare le fondamenta delle infrastrutture AI.

Cosa sono i sistemi NVIDIA Vera Rubin e perché sono rilevanti?

I sistemi NVIDIA Vera Rubin sono piattaforme di nuova generazione progettate per data center su scala gigawatt, in grado di supportare l'addestramento e l'inferenza di modelli AI molto complessi. Rappresentano un salto tecnologico che permette di raggiungere una potenza di calcolo senza precedenti nel settore.

Perché l'accesso alle infrastrutture di calcolo è diventato un elemento chiave nella corsa all'AI?

L'accesso a una potenza di calcolo adeguata è ormai il principale fattore limitante per l'innovazione nell'intelligenza artificiale, poiché solo chi dispone di hardware avanzato può sviluppare e addestrare i modelli più sofisticati. Questo ha reso le infrastrutture AI il vero terreno di competizione globale tra aziende e paesi.

Quali sono le implicazioni della partnership tra produttori di hardware e laboratori di ricerca come nel caso NVIDIA-Thinking Machines Lab?

Queste partnership verticali consentono alle startup di accedere a tecnologie all'avanguardia e risorse difficilmente reperibili autonomamente, accelerando la ricerca. Tuttavia, esiste il rischio di una dipendenza eccessiva dal fornitore di hardware, che potrebbe limitare la libertà e la competitività a lungo termine.

Savino Grimaldi

Articolo creato da

Savino Grimaldi

Giornalista Pubblicista Savino Grimaldi è un giornalista laureando in Economia e Commercio, con una solida esperienza maturata nel settore della formazione. Da anni lavora con competenza nell’ambito della formazione professionale, distinguendosi per una conoscenza approfondita delle politiche attive del lavoro e delle dinamiche che legano istruzione, occupazione e sviluppo delle competenze. Alla preparazione economica e professionale affianca una grande passione per la lettura e per il giornalismo, che ne arricchiscono il profilo umano e culturale. Spazia con disinvoltura tra diverse tematiche, offrendo sempre il proprio punto di vista con equilibrio, sensibilità e spirito critico.

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