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Mercato PC verso il tracollo nel 2026: prezzi alle stelle per RAM e storage, spedizioni in picchiata
Tecnologia

Mercato PC verso il tracollo nel 2026: prezzi alle stelle per RAM e storage, spedizioni in picchiata

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Secondo Omdia le spedizioni globali caleranno del 12%. I rincari su memoria e archiviazione, fino al 60%, rischiano di colpire soprattutto i computer economici. E la crisi in Medio Oriente potrebbe peggiorare tutto

Le previsioni di Omdia: un 2026 in forte frenata

I numeri parlano chiaro, e non lasciano molto spazio all'ottimismo. Stando alle ultime proiezioni della società di analisi Omdia, le spedizioni globali di PC nel 2026 subiranno un calo complessivo del 12%, una contrazione che non si vedeva da anni e che rischia di ridisegnare gli equilibri dell'intero settore informatico.

A pesare non è un singolo fattore, ma una convergenza di elementi: l'impennata dei costi dei componenti, la debolezza della domanda consumer e un quadro geopolitico sempre più instabile. Un cocktail che gli analisti definiscono preoccupante, soprattutto per le fasce di mercato più accessibili.

RAM e storage: rincari fino al 60% entro il primo trimestre

Il cuore del problema sta nei componenti. I prezzi di RAM e unità di archiviazione — le due voci che incidono in modo significativo sul costo finale di qualsiasi computer — potrebbero registrare aumenti di almeno il 60% entro il primo trimestre del 2026. Un'escalation che ha radici nella riduzione della capacità produttiva di alcuni impianti chiave in Asia e nelle tensioni lungo le catene di approvvigionamento globali.

Per i produttori il dilemma è noto: assorbire i costi, riducendo i margini già risicati, oppure scaricarli sul prezzo finale. La seconda opzione sembra la più probabile. E quando il listino sale, la domanda inevitabilmente si contrae.

Non è la prima volta che il settore tecnologico si trova a fare i conti con la volatilità dei prezzi della memoria. Ma un rincaro di questa portata, concentrato in pochi mesi, ha pochi precedenti recenti. Anche il comparto dell'intelligenza artificiale, che sta trainando investimenti massicci in hardware — basti pensare ai ritardi accumulati da Apple sul fronte dell'IA e del nuovo Siri — potrebbe risentirne, contribuendo a sua volta alla pressione sulla domanda di chip di memoria.

Desktop e notebook: i numeri del calo

Entrando nel dettaglio delle singole categorie, il quadro che emerge è uniforme nella sua negatività.

Le spedizioni di desktop scenderanno del 10%, attestandosi a circa 53,2 milioni di unità. Un dato significativo, ma in qualche modo atteso: il segmento fisso perde terreno da anni a favore dei portatili e, più di recente, dei dispositivi ibridi.

Peggio andrà ai notebook, che registreranno una flessione del 12% con 192,2 milioni di unità spedite. Qui il dato è più allarmante, perché i laptop rappresentano la fetta dominante del mercato PC e il loro andamento è considerato il vero termometro della salute del settore. Un calo a doppia cifra segnala che la frenata non riguarda solo il ricambio tecnologico rallentato, ma una contrazione strutturale della domanda.

PC sotto i 500 dollari: il segmento più colpito

Ma è nella fascia economica che si concentra il danno maggiore. I PC con un prezzo inferiore ai 500 dollari — quelli su cui si basa l'accesso alla tecnologia per milioni di studenti, famiglie e piccole imprese nel mondo — subiranno un crollo del 28%, scendendo a circa 62,1 milioni di unità.

È un numero che merita attenzione. Il segmento entry-level è il primo a soffrire quando i costi dei componenti salgono, perché i margini di manovra dei produttori sono praticamente inesistenti. Un aumento del 60% nel costo della RAM si traduce, su un computer da 400 dollari, in un'incidenza percentuale molto più alta che su una workstation da 2.000.

Il rischio concreto è che una fetta significativa di utenti venga semplicemente esclusa dal mercato. Non rinviano l'acquisto: lo cancellano.

Il fattore Medio Oriente e le incognite geopolitiche

Come se le dinamiche industriali non bastassero, sul mercato PC pesa l'ombra della guerra in Medio Oriente. Il conflitto, con le sue ripercussioni sulle rotte commerciali — in particolare quelle che attraversano il Mar Rosso e il Canale di Suez — sta già provocando rallentamenti e costi aggiuntivi nella logistica internazionale.

Per un settore che dipende in modo capillare da catene di fornitura globali, ogni giorno di ritardo e ogni dollaro in più sul trasporto si traducono in margini erosi e tempi di consegna dilatati. Gli analisti di Omdia non nascondono che un'eventuale escalation del conflitto potrebbe rappresentare il colpo di grazia per un mercato già in affanno.

Le tensioni geopolitiche, del resto, stanno ridefinendo equilibri che sembravano consolidati. Le nuove misure degli Stati Uniti sui visti di studio nei confronti degli studenti cinesi, ad esempio, sono un altro tassello di un puzzle fatto di frammentazione e incertezza che investe anche il settore tecnologico, dalla formazione alla ricerca fino alla produzione.

Le ricadute su scuola e formazione digitale

C'è poi una dimensione che tocca da vicino il mondo dell'istruzione. Il crollo dei PC economici non è solo un dato di mercato: ha conseguenze dirette sulla digitalizzazione scolastica, un tema che in Italia resta quanto mai attuale dopo gli investimenti del PNRR e i piani di transizione digitale promossi dal Ministero dell'Istruzione e del Merito.

Scuole, università, enti di formazione: tutti dipendono dalla disponibilità di hardware accessibile. Se i computer sotto i 500 dollari — fascia in cui rientrano i Chromebook e i laptop didattici più diffusi — diventano più rari e più cari, il rischio è che si allarghi ulteriormente il digital divide, proprio mentre si chiede alle istituzioni educative di accelerare sull'innovazione.

Stando a quanto emerge dalle previsioni, insomma, il 2026 si preannuncia come un anno di transizione difficile per l'intera filiera informatica. Non una crisi improvvisa, ma la somma di pressioni diverse — economiche, industriali, geopolitiche — che convergono nello stesso momento. E che, come spesso accade, colpiranno più duramente chi ha meno risorse per assorbirle.

Pubblicato il: 11 marzo 2026 alle ore 08:46

Domande frequenti

Perché si prevede un calo così marcato del mercato PC nel 2026?

Il calo è dovuto a una combinazione di fattori: aumento dei costi dei componenti, debolezza della domanda e incertezze geopolitiche che impattano sulle catene di approvvigionamento globali.

Quanto aumenteranno i prezzi di RAM e storage e quali saranno le conseguenze?

Si prevede un rincaro di almeno il 60% entro il primo trimestre del 2026, che si tradurrà in un aumento significativo del prezzo finale dei PC e in una contrazione della domanda, soprattutto nei segmenti economici.

Quali categorie di PC saranno più colpite dalla crisi?

Il segmento dei PC sotto i 500 dollari sarà il più colpito, con una diminuzione delle spedizioni del 28%, mentre anche desktop e notebook registreranno cali rispettivamente del 10% e del 12%.

In che modo le tensioni geopolitiche influenzano il mercato dei PC?

Le tensioni, specialmente in Medio Oriente, stanno causando ritardi e costi aggiuntivi nelle spedizioni, erodendo i margini dei produttori e aumentando l’incertezza sul mercato globale dei PC.

Quali saranno le ricadute di questa crisi sul settore dell’istruzione?

Il rincaro e la scarsità di PC economici rischiano di ostacolare la digitalizzazione scolastica, ampliando il digital divide e rendendo più difficile per scuole e università dotarsi di dispositivi accessibili per studenti e personale.

Savino Grimaldi

Articolo creato da

Savino Grimaldi

Giornalista Pubblicista Savino Grimaldi è un giornalista laureando in Economia e Commercio, con una solida esperienza maturata nel settore della formazione. Da anni lavora con competenza nell’ambito della formazione professionale, distinguendosi per una conoscenza approfondita delle politiche attive del lavoro e delle dinamiche che legano istruzione, occupazione e sviluppo delle competenze. Alla preparazione economica e professionale affianca una grande passione per la lettura e per il giornalismo, che ne arricchiscono il profilo umano e culturale. Spazia con disinvoltura tra diverse tematiche, offrendo sempre il proprio punto di vista con equilibrio, sensibilità e spirito critico.

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