Università di Bologna, concorso per un tecnico geofisico al Dipartimento DISCI: domande entro il 31 luglio 2026
L'Alma Mater bandisce una selezione pubblica per un collaboratore con competenze specialistiche in indagini geofisiche applicate all'archeologia. Contributo di 10 euro e candidature esclusivamente online tramite piattaforma PICA.
Indice
- Un profilo tecnico specializzato per la ricerca archeologica
- Dettagli del bando e figura ricercata
- Competenze tecniche richieste
- Competenze trasversali e conoscenze linguistiche
- Requisiti di ammissione
- Come candidarsi tramite piattaforma PICA
- Tassa di partecipazione e modalità di pagamento
- FAQ - Domande frequenti
Un profilo tecnico specializzato per la ricerca archeologica
L'Alma Mater Studiorum – Università di Bologna apre le porte a un nuovo profilo tecnico di alta specializzazione. Con il bando Rif. 4051, l'ateneo bolognese cerca un collaboratore che sappia coniugare competenze geofisiche e sensibilità archeologica, una figura sempre più strategica nei dipartimenti umanistici che integrano tecnologie non invasive per lo studio del sottosuolo e del patrimonio culturale.
Il posto messo a concorso è uno soltanto, ma il ruolo si inserisce in un contesto di ricerca di rilievo internazionale: quello del Dipartimento di Storia Culture Civiltà (DISCI), punto di riferimento negli studi archeologici e storici italiani. Le candidature sono aperte e la scadenza è fissata alle ore 23:59 del 31 luglio 2026.
Dettagli del bando e figura ricercata
La selezione, per titoli ed esami, riguarda un posto nell'Area dei Collaboratori – settore tecnico, scientifico, tecnologico, informatico e dei servizi generali. La sede di lavoro è Bologna, presso il DISCI.
Ecco in sintesi i dati essenziali:
- Ente banditore: Università di Bologna
- Riferimento: 4051
- Posti disponibili: 1
- Area contrattuale: Collaboratori (secondo CCNL Istruzione e Ricerca)
- Tipo procedura: concorso pubblico per esami
- Sede: Bologna, Emilia-Romagna
- Scadenza: 31 luglio 2026, ore 23:59
La persona selezionata dovrà collaborare, nell'ambito della filiera tecnica del Dipartimento, alla gestione operativa, calibrazione e manutenzione della strumentazione geofisica, alle attività sul campo e alla partecipazione a progetti di ricerca con applicazione di tecniche specialistiche. Non un ruolo di scrivania, dunque, ma una posizione che alterna laboratorio, cantiere archeologico e analisi dei dati in team multidisciplinari.
Competenze tecniche richieste
Il bando delinea con precisione il profilo delle competenze attese. Il candidato ideale deve saper condurre indagini geofisiche a diverse scale di analisi e padroneggiare i principali metodi non invasivi utilizzati nella prospezione del sottosuolo:
- Metodo georadar (GPR)
- Metodo geomagnetico
- Metodo geoelettrico
- Ulteriori metodologie non invasive applicabili allo studio del sottosuolo
Oltre alla capacità operativa sul campo, si richiede piena autonomia nell'elaborazione, filtraggio e restituzione dei dati mediante software specialistici, nonché nella loro integrazione con dati topografici e cartografici in ambiente GIS. Il tecnico dovrà supportare la progettazione delle campagne di indagine in funzione degli obiettivi archeologici, delle caratteristiche geomorfologiche e delle condizioni operative del contesto di intervento.
Un ulteriore tassello riguarda la capacità di produrre elaborati grafici e interpretativi comprensibili anche in contesti multidisciplinari, oltre alla partecipazione a indagini di archeologia preventiva e alla valutazione del potenziale archeologico dei siti. Costituiscono elementi qualificanti il possesso di attestazioni e percorsi formativi specifici in geofisica applicata all'archeologia e ai beni culturali e l'esperienza documentata in progetti di ricerca archeologica.
Competenze trasversali e conoscenze linguistiche
Accanto al bagaglio tecnico, l'Ateneo valuterà quattro competenze trasversali chiaramente definite dal bando:
- Orientamento al risultato: agire proattivamente per assicurare il risultato finale nei tempi previsti, in un'ottica di creazione di valore pubblico.
- Orientamento alla qualità del servizio: andare oltre il mero adempimento burocratico, ascoltando le esigenze degli utenti interni ed esterni.
- Collaborazione: contribuire al risultato comune condividendo informazioni e valorizzando l'apporto dei colleghi, anche a distanza.
- Flessibilità: rispondere in modo efficace ai cambiamenti e alle situazioni impreviste con atteggiamento costruttivo.
Saranno inoltre valutati elementi attitudinali e motivazionali. Richieste anche la conoscenza della lingua inglese, la padronanza del pacchetto Microsoft Office (con particolare riferimento a Word ed Excel) e le competenze digitali di livello base declinate nel Syllabus "Competenze digitali per la PA".
Requisiti di ammissione
Sul fronte dei titoli di studio, la soglia di accesso è volutamente ampia. Per partecipare occorre essere in possesso del diploma di scuola secondaria di secondo grado di durata quinquennale. Saranno ammessi anche i titoli di studio dichiarati equipollenti dalla normativa vigente.
La scelta di non richiedere una laurea, pur trattandosi di un profilo altamente specialistico, apre di fatto la selezione a un ventaglio più ampio di candidati: la vera discriminante, in sede di prove, sarà con ogni probabilità l'esperienza pratica maturata e la capacità dimostrata di operare con la strumentazione geofisica in contesti di ricerca archeologica.
Come candidarsi tramite piattaforma PICA
La procedura di candidatura è interamente digitalizzata, in linea con l'evoluzione delle selezioni pubbliche negli atenei italiani. Nessuna domanda potrà essere inviata tramite raccomandata, PEC o consegnata a mano: si tratta di una precisazione esplicita del bando, che merita attenzione per evitare esclusioni.
Le domande vanno presentate esclusivamente online attraverso la piattaforma PICA (Piattaforma Integrata Concorsi Atenei) gestita da Cineca, accessibile al link ufficiale indicato nel bando. Il termine è perentorio: entro le ore 23:59 (ora italiana) del 31 luglio 2026.
Alcune indicazioni operative:
- Il candidato deve inserire tutti i dati richiesti e allegare in formato elettronico i documenti previsti.
- Il sistema consente il salvataggio in modalità bozza, ma compilazione e invio devono essere completati entro la scadenza.
- Alla trasmissione, il sistema invia automaticamente via e-mail una ricevuta che certifica la data di presentazione.
- Per problemi esclusivamente tecnici occorre contattare il supporto tramite il link in fondo alla pagina di PICA.
Un consiglio pratico: non ridursi alle ultime ore. La piattaforma PICA, nei momenti di picco, può presentare rallentamenti che rischiano di compromettere l'invio.
Tassa di partecipazione e modalità di pagamento
È previsto un contributo di 10 euro, non rimborsabile, che il candidato dovrà versare entro il termine di scadenza del bando. Il pagamento va effettuato esclusivamente tramite PagoPA, collegandosi al portale dedicato dell'Ateneo bolognese.
La ricevuta di avvenuto pagamento dovrà essere allegata nell'apposita sezione della domanda di concorso. Senza questo documento, la candidatura non risulta perfezionata.
FAQ - Domande frequenti
Chi può partecipare al concorso Rif. 4051 dell'Università di Bologna?
Possono partecipare tutti i cittadini in possesso del diploma di scuola secondaria di secondo grado di durata quinquennale, o di titoli equipollenti secondo la normativa vigente. Il bando è aperto a candidati con competenze specifiche in ambito geofisico, in particolare nell'applicazione delle metodologie non invasive (georadar, geomagnetico, geoelettrico) allo studio del sottosuolo e all'archeologia. Sono richiesti anche la conoscenza dell'inglese e delle competenze informatiche di base.
Qual è la scadenza per presentare la domanda?
La domanda deve essere presentata entro le ore 23:59 (ora italiana) del 31 luglio 2026. Si tratta di un termine perentorio: dopo tale scadenza il sistema PICA non consentirà più l'invio, nemmeno per pochi minuti di ritardo.
Come si presenta la domanda di partecipazione?
La domanda va presentata esclusivamente online tramite la piattaforma PICA (Piattaforma Integrata Concorsi Atenei) all'indirizzo indicato nel bando ufficiale. Non sono ammesse altre modalità: raccomandata, PEC e consegna a mano sono espressamente escluse. Il candidato deve compilare tutti i campi richiesti, allegare i documenti in formato elettronico e completare l'invio entro la scadenza. Il sistema rilascia una ricevuta automatica via e-mail.
Quanto costa partecipare al concorso?
È previsto un contributo di partecipazione di 10 euro, non rimborsabile. Il pagamento deve essere effettuato tramite il sistema PagoPA collegandosi al portale dell'Università di Bologna. La ricevuta di pagamento va obbligatoriamente allegata alla domanda di concorso, pena l'irregolarità della candidatura.
Che tipo di prove sono previste?
Trattandosi di un concorso per esami, la selezione prevede prove volte ad accertare sia le competenze tecniche specialistiche (indagini geofisiche sul campo, elaborazione dati, integrazione GIS, interpretazione archeologica) sia le competenze trasversali (orientamento al risultato, qualità del servizio, collaborazione, flessibilità). Saranno inoltre valutati elementi attitudinali e motivazionali, oltre alla conoscenza della lingua inglese e delle competenze digitali di base. Il calendario e le modalità specifiche delle prove sono dettagliate nel bando ufficiale disponibile sul portale UniBo.