Università di Bari, selezione per un esperto di invertebrati marini nel progetto AVATIM sull'acquacoltura sostenibile
Il Dipartimento di Bioscienze, Biotecnologie e Ambiente cerca un ricercatore per attività di biorisanamento in ambiente marino. Domande entro il 3 agosto 2026
Indice
- Un incarico di ricerca per l'acquacoltura del futuro
- I dettagli del bando UniBa 139/2026
- Il progetto AVATIM e la biorimediazione marina
- Requisiti richiesti ai candidati
- Come candidarsi alla selezione
- Procedura di valutazione e criteri
- Domande frequenti
Un incarico di ricerca per l'acquacoltura del futuro
L'Università degli Studi di Bari Aldo Moro ha aperto una selezione pubblica per il conferimento di un incarico di lavoro autonomo occasionale destinato a un esperto nel campo della biologia degli invertebrati marini. La procedura, identificata dal codice DD 139/2026, si inserisce nel quadro delle attività scientifiche del Dipartimento di Bioscienze, Biotecnologie e Ambiente (DBBA) ed è funzionale allo sviluppo di un progetto di ricerca dedicato all'acquacoltura sostenibile.
Si tratta di un'opportunità mirata, con una finestra temporale ristretta ma ben delineata, che si rivolge a professionisti già formati nel settore delle scienze marine. L'ateneo pugliese conferma così il proprio impegno su un fronte, quello della blue economy e della tutela degli ecosistemi acquatici, che rappresenta una delle direttrici strategiche della ricerca italiana ed europea.
I dettagli del bando UniBa 139/2026
La selezione, bandita per titoli e colloquio, mette in palio un solo incarico di collaborazione a carattere occasionale. Ecco in sintesi gli elementi principali:
- Ente banditore: Università degli Studi di Bari Aldo Moro
- Struttura di riferimento: Dipartimento di Bioscienze, Biotecnologie e Ambiente (DBBA)
- Figura ricercata: Esperto in attività di ricerca riguardante la biologia degli invertebrati marini
- Numero di posti: 1
- Tipologia contrattuale: Lavoro autonomo occasionale
- Procedura: Valutazione per titoli e colloquio
- Data di pubblicazione: 21 luglio 2026
- Termine per la presentazione delle domande: 3 agosto 2026
La tempistica ristretta, poco meno di due settimane, impone ai candidati interessati di muoversi con rapidità nella raccolta della documentazione necessaria e nella predisposizione dell'istanza.
Il progetto AVATIM e la biorimediazione marina
L'incarico è inquadrato all'interno del progetto di ricerca "AVATIM - Allevamento Virtuoso in Acquacoltura Multitrofica Integrata Marina", un'iniziativa che punta a coniugare la produttività dell'acquacoltura con la salvaguardia dell'ambiente marino. Il modello dell'acquacoltura multitrofica integrata (IMTA, secondo l'acronimo internazionale) rappresenta oggi una delle frontiere più promettenti per rendere sostenibili gli allevamenti ittici, riducendo l'impatto ambientale attraverso la coltivazione simultanea di specie appartenenti a diversi livelli trofici.
In questo contesto, l'attività richiesta al futuro collaboratore riguarda nello specifico il supporto alla selezione di invertebrati autoctoni destinati a interventi di biorisanamento in ambiente marino. Un compito tecnico-scientifico di rilievo: gli invertebrati filtratori e detritivori, se opportunamente selezionati fra le specie native, possono infatti contribuire in modo significativo al recupero della qualità delle acque, assorbendo nutrienti in eccesso e materia organica prodotta dagli impianti di allevamento.
La scelta di privilegiare specie autoctone non è casuale. La normativa europea e nazionale in materia di biodiversità marina, così come le linee guida ISPRA, indicano chiaramente la necessità di evitare l'introduzione di specie alloctone che potrebbero alterare gli equilibri ecosistemici. Il lavoro del ricercatore selezionato si muoverà dunque nel solco di un approccio scientifico rigoroso e coerente con i principi della restoration ecology.
Requisiti richiesti ai candidati
Il profilo delineato dal bando è quello di un professionista con competenze specifiche in biologia degli invertebrati marini. Sebbene i requisiti puntuali siano dettagliati nel testo integrale del bando pubblicato sul portale reclutamento dell'ateneo, dalla natura dell'incarico si evincono alcune caratteristiche indispensabili:
- Formazione universitaria coerente (laurea magistrale in Biologia, Scienze Naturali, Scienze Ambientali, Biologia Marina o discipline affini)
- Esperienza documentata in attività di ricerca su invertebrati marini
- Conoscenza delle tecniche di campionamento, identificazione tassonomica e monitoraggio delle popolazioni bentoniche
- Familiarità con i protocolli di biorisanamento e con le problematiche legate all'acquacoltura sostenibile
Costituiscono elementi valutabili in sede di selezione anche eventuali pubblicazioni scientifiche pertinenti, esperienze di ricerca pregresse in ambito accademico o presso enti di ricerca, e la partecipazione a progetti nazionali o europei in tematiche analoghe.
Come candidarsi alla selezione
La domanda di partecipazione deve essere presentata entro e non oltre il 3 agosto 2026, secondo le modalità indicate nel bando. L'Università di Bari, come la generalità degli atenei italiani, gestisce le procedure di reclutamento attraverso il proprio portale telematico dedicato, dove sono disponibili sia il testo integrale della selezione sia la modulistica.
Il link ufficiale per accedere a tutte le informazioni e alla procedura è:
Alla domanda vanno di norma allegati:
- Curriculum vitae in formato europeo, datato e sottoscritto
- Copia di un documento d'identità in corso di validità
- Elenco dei titoli valutabili ai fini della selezione
- Eventuali pubblicazioni ritenute utili per la valutazione
- Autocertificazione dei titoli posseduti ai sensi del DPR 445/2000
Si raccomanda di verificare con attenzione le istruzioni contenute nel bando, poiché eventuali difformità nella presentazione della domanda possono comportare l'esclusione dalla procedura.
Procedura di valutazione e criteri
La selezione si articola in due fasi. La prima consiste nella valutazione dei titoli presentati dai candidati: percorso formativo, esperienze professionali, produzione scientifica e ogni altro elemento utile a delineare il profilo dell'aspirante collaboratore. La seconda fase è rappresentata dal colloquio, durante il quale la commissione giudicatrice verificherà le competenze specifiche del candidato in relazione alle attività previste dall'incarico.
Il punteggio complessivo, come da prassi consolidata negli atenei italiani, deriva dalla somma dei punti attribuiti alle due componenti. Al termine dei lavori la commissione redige una graduatoria di merito che viene pubblicata sul sito dell'ateneo. Il candidato risultato idoneo verrà quindi contattato per il conferimento formale dell'incarico.
Domande frequenti
Chi può candidarsi alla selezione dell'Università di Bari per il progetto AVATIM?
Possono partecipare tutti coloro che possiedano un profilo scientifico coerente con il ruolo di esperto in biologia degli invertebrati marini, come specificato dal bando. In genere si tratta di laureati in discipline biologiche, naturalistiche o ambientali, con esperienza documentabile nel settore. Il testo ufficiale del bando pubblicato sul portale reclutamento dell'ateneo contiene l'elenco puntuale dei requisiti di ammissione, che devono essere posseduti alla data di scadenza per la presentazione delle domande.
Che tipo di contratto viene offerto?
La selezione porta al conferimento di un incarico di lavoro autonomo occasionale, che rappresenta una tipologia contrattuale distinta dalla collaborazione coordinata e continuativa e dal contratto a tempo determinato. Si tratta di una prestazione professionale di natura occasionale, con specifica durata e oggetto definito. L'importo del compenso, la durata precisa e le modalità di svolgimento sono indicati nel bando.
Entro quando bisogna presentare la domanda?
Il termine ultimo per la presentazione della candidatura è fissato al 3 agosto 2026. Le domande pervenute oltre tale data, salvo diversa indicazione del bando, non saranno prese in considerazione. Data la brevità della finestra temporale di apertura, si consiglia ai candidati interessati di non attendere gli ultimi giorni per completare la procedura.
In cosa consistono le attività richieste al vincitore?
L'attività principale riguarda il supporto alla selezione di invertebrati autoctoni da impiegare in interventi di biorisanamento in ambiente marino, nell'ambito del progetto AVATIM. Concretamente, si tratterà di contribuire all'identificazione di specie native con caratteristiche idonee a operare come agenti di biorimediazione all'interno di sistemi di acquacoltura multitrofica integrata, secondo protocolli scientifici definiti dal gruppo di ricerca del DBBA.
Dove si svolgerà l'attività di ricerca?
L'incarico è riconducibile al Dipartimento di Bioscienze, Biotecnologie e Ambiente dell'Università degli Studi di Bari Aldo Moro. Le attività si svolgeranno prevalentemente presso le strutture del dipartimento, con possibili attività di campo in ambiente marino in relazione alla natura del progetto. Le modalità operative dettagliate sono definite dal responsabile scientifico dell'incarico.