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Aperto 10 giorni rimasti Cod. DD202/2026

Università di Bari, incarico di ricerca per la mappatura del rischio ordigni bellici lungo la rete di Acquedotto Pugliese

Bando DD202/2026: selezione per titoli e colloquio per un esperto chiamato ad analizzare fonti storiche e bibliografiche sul territorio pugliese. Domande entro il 19 luglio 2026

Universita' degli Studi di Bari Aldo Moro Nazionale Pubblicato il 09 luglio 2026

Indice

Un incarico che unisce storia e sicurezza infrastrutturale

L'Università degli Studi di Bari Aldo Moro apre le porte a una figura specialistica destinata a operare in un ambito di frontiera, dove la ricerca umanistica incrocia le esigenze concrete della sicurezza delle grandi infrastrutture. Il Dipartimento di Ricerca e Innovazione Umanistica ha pubblicato una selezione pubblica per il conferimento di un incarico di lavoro autonomo della durata di due mesi, finalizzato all'analisi storica e alla raccolta di fonti bibliografiche utili a valutare il rischio di rinvenimento di ordigni bellici sui territori attraversati dalle opere di Acquedotto Pugliese S.p.A.

Un compito che appare tanto circoscritto nella durata quanto delicato nella sostanza. Il bando, identificato con il codice DD202/2026, si inserisce nell'ambito di un Accordo Organizzativo di Ricerca finanziato dalla stessa AQP, con la responsabilità scientifica affidata alla Prof.ssa Annastella Carrino, storica di lungo corso dell'ateneo barese.

Dettagli del bando DD202/2026

Stando a quanto emerge dal decreto direttoriale del 9 luglio 2026, la procedura riguarda un unico posto e si svolgerà per titoli e colloquio. Ecco i dati salienti:

  • Ente banditore: Università degli Studi di Bari Aldo Moro – Dipartimento di Ricerca e Innovazione Umanistica
  • Codice bando: DD202/2026
  • Figura ricercata: profilo specialistico per l'attività di ricerca connessa all'accordo AQP
  • Numero posti: 1
  • Durata dell'incarico: 2 mesi
  • Tipologia contrattuale: lavoro autonomo
  • Responsabile scientifico: Prof.ssa Annastella Carrino
  • Ente finanziatore: Acquedotto Pugliese S.p.A.
  • Data di pubblicazione: 9 luglio 2026
  • Scadenza per le candidature: 19 luglio 2026, ore 21:55
  • Sede di svolgimento: territorio nazionale, con riferimento all'area di competenza AQP

La finestra temporale per presentare domanda è particolarmente stretta: appena dieci giorni, un elemento che impone ai potenziali candidati di muoversi con tempestività nella predisposizione della documentazione.

Il contesto: perché la ricerca storica sugli ordigni inesplosi

La valutazione del rischio di rinvenimento di ordigni residuati bellici (BCM, bomb and cluster munitions, nella terminologia tecnica internazionale) è oggi una fase obbligata in numerosi cantieri infrastrutturali italiani. La Puglia, teatro di intensi bombardamenti alleati durante la Seconda guerra mondiale – basti pensare al porto di Bari, ai nodi ferroviari e agli aeroporti militari come Gioia del Colle e Grottaglie – rientra tra le aree a rischio elevato.

Prima di procedere con la bonifica sistematica dei terreni, che rappresenta la fase operativa sul campo condotta da ditte specializzate, è necessaria una fase preliminare di analisi documentale. Qui entrano in gioco storici e archivisti: si tratta di consultare fondi archivistici italiani ed esteri, in particolare quelli anglo-americani, per ricostruire con precisione la geografia degli eventi bellici che hanno interessato il territorio pugliese lungo il tracciato delle opere acquedottistiche.

È un lavoro che richiede competenze specifiche: conoscenza della storia militare della Seconda guerra mondiale, familiarità con archivi come il National Archives and Records Administration di College Park o il National Archives di Kew, capacità di leggere e interpretare mission reports, strike photos e documentazione cartografica coeva.

Requisiti richiesti ai candidati

Il bando, pur non specificando nel dettaglio della descrizione tutti i requisiti puntuali, delinea con chiarezza il profilo atteso. In coerenza con la natura dell'incarico e con la prassi delle selezioni bandite dai dipartimenti universitari umanistici, sono presumibilmente richiesti:

  • Diploma di laurea magistrale (o titolo equipollente conseguito secondo il vecchio ordinamento) in ambito storico, umanistico o affine
  • Comprovata esperienza nella ricerca storica, con particolare riferimento al Novecento e alla storia militare
  • Capacità di lavoro su fonti d'archivio italiane e straniere
  • Conoscenza della lingua inglese a livello utile alla consultazione di fonti bibliografiche e documentali
  • Preferibile, seppur non sempre obbligatoria, la titolarità di un dottorato di ricerca in discipline storiche
  • Assenza di cause di incompatibilità con la Pubblica Amministrazione previste dalla normativa vigente

Per il quadro puntuale ed esaustivo dei requisiti – compresi eventuali titoli preferenziali e criteri di valutazione – è indispensabile consultare il testo integrale del decreto direttoriale n. 202 del 9 luglio 2026 pubblicato sul portale reclutamento dell'ateneo.

Come candidarsi alla selezione

La domanda di partecipazione deve essere trasmessa entro e non oltre le ore 21:55 del 19 luglio 2026. Il canale ufficiale è la piattaforma di reclutamento dell'Università di Bari, raggiungibile all'indirizzo istituzionale reclutamento.ict.uniba.it.

I documenti tipicamente richiesti in questo genere di selezioni comprendono:

  • Domanda di partecipazione compilata secondo il modello allegato al bando
  • Curriculum vitae in formato europeo, datato e firmato
  • Copia di un documento di identità in corso di validità
  • Elenco dei titoli valutabili e delle pubblicazioni
  • Autocertificazioni relative ai titoli di studio e alle esperienze professionali dichiarate
  • Eventuale codice fiscale e recapiti aggiornati

È fondamentale sottolineare come, secondo la prassi consolidata negli atenei italiani, il mancato rispetto anche di uno solo dei requisiti formali possa comportare l'esclusione dalla procedura. La cura nella predisposizione della domanda è dunque parte integrante della strategia di partecipazione.

Prova di selezione e valutazione

La procedura si articola in due fasi. La prima è la valutazione dei titoli, durante la quale una commissione appositamente nominata esaminerà curriculum, pubblicazioni ed esperienze pregresse dei candidati, attribuendo un punteggio secondo i criteri fissati dal bando. La seconda fase è il colloquio, momento nel quale i candidati ammessi verranno valutati sulle competenze specifiche richieste dall'incarico.

Il colloquio, in queste selezioni, tende a vertere non soltanto sulle conoscenze storiche generali ma anche sulla capacità del candidato di orientarsi metodologicamente rispetto all'oggetto specifico della ricerca: la ricostruzione degli eventi bellici lungo tracciati infrastrutturali. Data e sede del colloquio verranno comunicate ai candidati ammessi tramite i canali previsti dal bando.

Domande frequenti

Chi può candidarsi al bando DD202/2026 dell'Università di Bari?

Possono partecipare i cittadini in possesso di un titolo di studio universitario coerente con l'oggetto della ricerca – tipicamente laurea magistrale in discipline storiche, umanistiche o affini – che dimostrino esperienza nella ricerca su fonti d'archivio e bibliografiche, con particolare riferimento alla storia militare del Novecento. È necessario non trovarsi in situazioni di incompatibilità con la Pubblica Amministrazione. I requisiti puntuali sono elencati nel testo integrale del decreto direttoriale.

Qual è la durata e la natura contrattuale dell'incarico?

Si tratta di un contratto di lavoro autonomo della durata di due mesi, non di un rapporto di lavoro subordinato. L'incaricato opererà in autonomia, sotto la responsabilità scientifica della Prof.ssa Annastella Carrino, per portare a termine le attività previste dall'Accordo Organizzativo di Ricerca tra UniBa e Acquedotto Pugliese.

Entro quando bisogna presentare la domanda?

La scadenza è fissata alle ore 21:55 del 19 luglio 2026. Considerando che la pubblicazione è avvenuta il 9 luglio 2026, i candidati hanno a disposizione appena dieci giorni per predisporre e trasmettere la domanda attraverso la piattaforma telematica dell'ateneo.

Dove si svolgerà l'attività di ricerca?

Il bando indica come sede il territorio nazionale. Trattandosi di ricerca documentale e bibliografica, è ragionevole attendersi che l'attività si svolga prevalentemente presso archivi e biblioteche italiane, con eventuale consultazione remota di fondi esteri. Il riferimento territoriale sostanziale resta l'area coperta dalle opere di Acquedotto Pugliese, ovvero la Puglia e le regioni limitrofe servite dalla società.

Come si accede alla piattaforma di candidatura?

L'accesso alla piattaforma reclutamento.ict.uniba.it richiede solitamente credenziali SPID o autenticazione tramite sistema di identità digitale nazionale, in linea con quanto previsto dal Codice dell'Amministrazione Digitale. Il link diretto al bando è disponibile sul portale dell'Università di Bari nella sezione dedicata ai bandi del Dipartimento di Ricerca e Innovazione Umanistica.

È previsto un compenso? A quanto ammonta?

Il bando prevede un compenso lordo per l'intera durata dell'incarico, il cui importo esatto è indicato nel testo integrale del decreto direttoriale. Come consuetudine per gli incarichi di lavoro autonomo conferiti dagli atenei, il compenso è omnicomprensivo e soggetto alle ritenute di legge previste per la tipologia contrattuale prescelta dal collaboratore.