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Aperto 13 giorni rimasti Cod. uni_ba_138/2026

Università di Bari, bando per un esperto sub nel progetto AVATIM sull'acquacoltura multitrofica

Il Dipartimento di Bioscienze, Biotecnologie e Ambiente cerca un professionista specializzato in immersioni con autorespiratore ad aria di livello avanzato. Candidature entro il 4 agosto 2026

Universita' degli Studi di Bari Aldo Moro Nazionale Pubblicato il 21 luglio 2026

Indice

Un bando che unisce ricerca marina e alta specializzazione

Non è il classico concorso pubblico. L'Università degli Studi di Bari Aldo Moro ha aperto una selezione che intreccia ricerca scientifica d'avanguardia e competenze tecniche di nicchia: serve un esperto in immersioni con autorespiratore ad aria di livello avanzato per lavorare al fianco dei ricercatori del Dipartimento di Bioscienze, Biotecnologie e Ambiente (DBBA).

La figura ricercata dovrà offrire il proprio contributo tecnico-scientifico al progetto AVATIM – Allevamento Virtuoso in Acquacoltura Multitrofica Integrata Marina, un'iniziativa che si inserisce nel solco della ricerca italiana sull'acquacoltura sostenibile. Il bando, identificato con il codice DD 138/2026, prevede il conferimento di un incarico di lavoro autonomo professionale per un solo posto disponibile.

Il progetto AVATIM e l'acquacoltura del futuro

Parlare di acquacoltura multitrofica integrata (in sigla IMTA, Integrated Multi-Trophic Aquaculture) significa affrontare uno dei temi più caldi della blue economy mediterranea. Si tratta di un modello di allevamento in cui specie appartenenti a livelli trofici diversi convivono nello stesso sistema, riducendo l'impatto ambientale e trasformando gli scarti di una specie in risorsa per l'altra.

Il progetto AVATIM, in particolare, punta a sviluppare un impianto pilota per l'allevamento di invertebrati filtratori – organismi capaci di depurare le acque assimilando nutrienti e materia organica in sospensione. È qui che entra in gioco la professionalità cercata dall'ateneo pugliese: le attività richiedono immersioni tecniche per l'allestimento e la gestione dell'impianto in ambiente marino.

Stando a quanto emerge dal bando, il professionista selezionato fornirà supporto alle attività di allestimento dell'impianto pilota per l'allevamento di invertebrati filtratori all'interno del sistema IMTA. Un ruolo operativo, dunque, ma con implicazioni scientifiche di rilievo per la sostenibilità dell'acquacoltura mediterranea.

Dettagli del bando

Ecco i dati essenziali della procedura:

  • Ente banditore: Università degli Studi di Bari Aldo Moro
  • Struttura di riferimento: Dipartimento di Bioscienze, Biotecnologie e Ambiente (DBBA)
  • Codice bando: DD 138/2026
  • Figura ricercata: esperto in immersioni con autorespiratore ad aria di livello avanzato
  • Numero posti: 1
  • Tipologia contrattuale: incarico di lavoro autonomo professionale
  • Progetto di riferimento: AVATIM – Allevamento Virtuoso in Acquacoltura Multitrofica Integrata Marina
  • Modalità di selezione: per titoli e colloquio
  • Data di pubblicazione: 21 luglio 2026
  • Scadenza per la presentazione delle domande: 4 agosto 2026, ore 21:55

La finestra temporale utile per candidarsi è dunque piuttosto ristretta: appena due settimane. Un tempo che, per una selezione di questo tipo, impone di muoversi con tempestività.

Requisiti richiesti

Il profilo cercato dall'Università di Bari non è di quelli standardizzabili. La figura ideale possiede un mix di competenze tecniche e operative che raramente si trovano nei bandi universitari tradizionali. In particolare, il candidato deve poter dimostrare:

  • Brevetto avanzato di immersione con autorespiratore ad aria (ARA/SCUBA), rilasciato da enti didattici riconosciuti a livello internazionale
  • Esperienza documentata in attività subacquee di natura scientifica o tecnica
  • Familiarità con ambienti marini e con le operazioni di allestimento di strutture sommerse
  • Attitudine al lavoro in team con ricercatori universitari

Per i requisiti specifici, tra cui eventuali certificazioni professionali aggiuntive (come il brevetto AIP per operatori tecnici subacquei) e i titoli valutabili, resta indispensabile consultare il testo integrale del bando pubblicato sul portale reclutamento dell'ateneo.

Come candidarsi

La procedura di candidatura si svolge integralmente in modalità telematica, come ormai consuetudine per le selezioni gestite dagli atenei italiani. Chi intende partecipare deve:

  1. Accedere al portale reclutamento dell'Università di Bari all'indirizzo dedicato
  2. Compilare la domanda online entro il termine perentorio del 4 agosto 2026 alle 21:55
  3. Allegare la documentazione richiesta: curriculum vitae in formato europeo, copia dei titoli posseduti, brevetti subacquei, documento di identità in corso di validità
  4. Firmare digitalmente o secondo le modalità previste dal bando

Il link ufficiale per accedere alla procedura e scaricare il testo integrale del bando è disponibile sul sito reclutamento.ict.uniba.it.

Attenzione al termine: le domande pervenute oltre le 21:55 del 4 agosto 2026 non saranno prese in considerazione, indipendentemente dalla causa del ritardo.

Modalità di selezione

La procedura è una selezione per titoli e colloquio, formula ricorrente nei bandi universitari per incarichi professionali. La commissione giudicatrice, nominata dal Dipartimento, valuterà in prima battuta i titoli presentati dai candidati – curriculum, brevetti, esperienze pregresse – attribuendo un punteggio secondo i criteri fissati dal bando.

A seguire, i candidati ritenuti idonei verranno convocati per un colloquio finalizzato ad accertare le competenze tecniche e la conoscenza degli aspetti operativi legati all'attività prevista. Il colloquio, come sottolineato dal bando, potrà toccare anche temi legati alla sicurezza in immersione e alle procedure operative nei sistemi di acquacoltura sperimentale.

L'esito finale della selezione sarà pubblicato sull'albo ufficiale dell'ateneo barese e comunicato via PEC agli interessati.

FAQ

Chi può partecipare al bando dell'Università di Bari per il progetto AVATIM?

Possono candidarsi professionisti in possesso di brevetto avanzato di immersione con autorespiratore ad aria, con esperienza documentata in attività subacquee tecniche o scientifiche. Trattandosi di un incarico di lavoro autonomo professionale, il candidato deve poter operare in regime di libera professione o essere titolare di partita IVA. Per l'elenco completo dei requisiti è indispensabile consultare il testo integrale del bando DD 138/2026.

Qual è la scadenza per presentare la domanda?

La scadenza è fissata al 4 agosto 2026 alle ore 21:55. Si tratta di un termine perentorio: domande presentate oltre tale orario non saranno prese in considerazione. Considerata la brevità della finestra utile (il bando è stato pubblicato il 21 luglio 2026), è consigliabile predisporre la documentazione con largo anticipo.

Che tipo di contratto viene offerto?

Si tratta di un incarico di lavoro autonomo professionale, non di un contratto di lavoro subordinato. Il vincitore stipulerà un contratto con il Dipartimento di Bioscienze, Biotecnologie e Ambiente per lo svolgimento delle attività previste dal progetto AVATIM. Durata, compenso e modalità operative sono dettagliati nel bando ufficiale.

Dove si svolgeranno le attività previste?

Le attività si svolgeranno prevalentemente presso le strutture del Dipartimento di Bioscienze, Biotecnologie e Ambiente dell'Università di Bari e nei siti marini individuati per l'allestimento dell'impianto pilota IMTA. Trattandosi di attività subacquee, una parte significativa del lavoro si svolgerà in ambiente marino, con immersioni tecniche funzionali all'installazione e alla manutenzione delle strutture per l'allevamento di invertebrati filtratori.

Cosa si intende per acquacoltura multitrofica integrata (IMTA)?

L'IMTA (Integrated Multi-Trophic Aquaculture) è un modello di allevamento in cui specie a diversi livelli trofici – pesci, molluschi filtratori, alghe – vengono allevate insieme in un sistema integrato. Gli scarti prodotti da una specie diventano nutrimento per l'altra, riducendo l'impatto ambientale complessivo. Nel progetto AVATIM, gli invertebrati filtratori svolgono un ruolo chiave nella depurazione delle acque e nel riciclo dei nutrienti, contribuendo a rendere l'acquacoltura più sostenibile.