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Aperto 30 giorni rimasti Cod. MOB-DIRC6

Ministero delle Infrastrutture, sette posti da dirigente di seconda fascia: al via la mobilità volontaria interna

Il MIT apre una procedura ex art. 30 del Dlgs 165/2001 riservata ai dirigenti già titolari di incarico ai sensi dell'art. 19 comma 5 bis presso lo stesso dicastero. Domande entro il 26 giugno 2026

Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti Nazionale Pubblicato il 27 maggio 2026

Indice

Una procedura interna per stabilizzare la dirigenza

Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti torna a muoversi sul fronte del personale di vertice. Con l'avviso identificato dal codice MOB-DIRC6, pubblicato il 27 maggio 2026, il dicastero guidato da viale del Policlinico ha aperto una procedura di mobilità volontaria finalizzata alla copertura di sette posti di funzione dirigenziale di livello non generale, con rapporto di lavoro a tempo pieno e indeterminato.

Non si tratta di un concorso aperto al pubblico, ma di una selezione dal perimetro molto circoscritto: l'operazione, infatti, è riservata esclusivamente ai dirigenti che, alla data di pubblicazione dell'avviso, risultino già in servizio presso lo stesso MIT con un incarico conferito ai sensi dell'articolo 19, comma 5 bis, del decreto legislativo 165/2001. In sostanza, una procedura pensata per consolidare nei ruoli ministeriali figure dirigenziali che il Ministero ha già avuto modo di valutare sul campo.

La logica è quella, ormai consolidata nelle amministrazioni centrali, di trasformare incarichi di provenienza esterna in posizioni di ruolo, riducendo il turnover e dando continuità all'azione amministrativa in un'epoca in cui il MIT è chiamato a gestire la fase più impegnativa del PNRR sul fronte delle grandi opere infrastrutturali.

I dettagli del bando MOB-DIRC6

La procedura presenta caratteristiche ben definite. Ecco i punti essenziali:

  • Ente banditore: Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti
  • Profilo ricercato: Dirigente di II fascia (livello non generale)
  • Posti messi a disposizione: 7
  • Tipologia di rapporto: tempo pieno e indeterminato
  • Tipo di selezione: valutazione per titoli
  • Sede di servizio: nazionale (uffici centrali e periferici del MIT)
  • Categoria: avviso di mobilità
  • Riferimento normativo: art. 30 del Dlgs 165/2001
  • Data di pubblicazione: 27 maggio 2026
  • Termine di scadenza: 26 giugno 2026

La selezione si svolgerà per soli titoli, senza prove scritte o orali. Un elemento, questo, che riflette la natura della procedura: si tratta di valutare percorsi professionali già consolidati, non di accertare conoscenze teoriche di base.

Requisiti richiesti ai candidati

Il perimetro dei potenziali partecipanti è particolarmente ristretto. Possono presentare domanda esclusivamente i dirigenti che soddisfano, cumulativamente, le seguenti condizioni:

  1. Essere dirigenti di ruolo di livello non generale presso una delle Pubbliche Amministrazioni indicate dall'art. 1, comma 2, del Dlgs 165/2001 (quindi ministeri, agenzie fiscali, enti pubblici non economici, regioni, enti locali e così via);
  2. Risultare titolari, alla data di pubblicazione del bando, di un incarico dirigenziale di livello non generale conferito ex art. 19, comma 5 bis del medesimo decreto, presso il MIT;
  3. Aver svolto tale incarico per un periodo non inferiore a sei mesi alla data di scadenza dell'avviso, ossia entro il 26 giugno 2026.

Il requisito dei sei mesi di servizio effettivo è dirimente. La norma vuole assicurare che chi accede al ruolo abbia maturato un'esperienza concreta nella struttura ministeriale, evitando passaggi puramente formali.

A questi requisiti si aggiungono, naturalmente, quelli ordinari per l'accesso al pubblico impiego: cittadinanza, godimento dei diritti civili e politici, assenza di condanne penali ostative, idoneità fisica all'impiego.

Come candidarsi alla mobilità

La domanda di partecipazione dovrà essere presentata entro le ore di chiusura del 26 giugno 2026, secondo le modalità indicate dal bando integrale pubblicato sul sito istituzionale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, nella sezione Concorsi, e sul portale inPA, il portale unico del reclutamento della Pubblica Amministrazione.

È buona prassi, in queste procedure, predisporre per tempo:

  • curriculum vitae in formato europeo, dettagliato e debitamente sottoscritto;
  • dichiarazione sostitutiva attestante il possesso dei requisiti di partecipazione, ai sensi del DPR 445/2000;
  • documentazione attestante l'incarico in essere ex art. 19, comma 5 bis e la sua durata;
  • eventuale nulla osta dell'amministrazione di appartenenza, se richiesto.

La raccomandazione, come sempre in casi simili, è di non attendere gli ultimi giorni utili: i portali ministeriali, in prossimità delle scadenze, registrano spesso rallentamenti che possono compromettere l'inoltro della candidatura.

Il quadro normativo di riferimento

La procedura si innesta su due architravi normative del pubblico impiego italiano.

Da un lato, l'articolo 30 del Dlgs 165/2001 disciplina il passaggio diretto di personale tra amministrazioni diverse, consentendo la copertura dei posti vacanti attraverso il trasferimento, su domanda, di dipendenti già appartenenti ad altre PA. Uno strumento di flessibilità organizzativa che, negli ultimi anni, ha assunto un ruolo crescente nelle politiche di reclutamento dei ministeri.

Dall'altro, l'articolo 19, comma 5 bis dello stesso decreto regola il conferimento di incarichi dirigenziali a soggetti provenienti da altre amministrazioni: una sorta di "prestito" dirigenziale che, attraverso bandi di mobilità come quello in esame, può tradursi nell'ingresso definitivo nei ruoli dell'amministrazione di destinazione.

L'incrocio tra queste due norme permette al MIT di trattenere stabilmente professionalità già operative al suo interno, evitando la dispersione di competenze maturate on the job in settori strategici come quello delle infrastrutture, dei trasporti, dell'edilizia e della motorizzazione.

Domande frequenti

Chi può effettivamente partecipare a questa mobilità?

La platea è molto ristretta: possono candidarsi soltanto i dirigenti di ruolo di seconda fascia (livello non generale) di altre Pubbliche Amministrazioni che, però, alla data di pubblicazione del bando (27 maggio 2026), siano già titolari di un incarico dirigenziale presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti conferito ai sensi dell'art. 19, comma 5 bis del Dlgs 165/2001, e che lo abbiano svolto per almeno sei mesi alla data del 26 giugno 2026. Chi non è già operativo al MIT in tale veste non può partecipare.

Quali sono le sedi di assegnazione?

Il bando indica come ambito territoriale quello nazionale. Le sette posizioni potranno quindi riguardare uffici centrali del Ministero, con sede prevalentemente a Roma, oppure articolazioni territoriali del MIT distribuite sul territorio. La specifica destinazione sarà definita in coerenza con le esigenze organizzative dell'amministrazione e, di norma, tenendo conto dell'incarico già ricoperto dal candidato.

La selezione prevede prove scritte o orali?

No. La procedura è esclusivamente per titoli. Verranno valutati i curricula professionali, i percorsi di carriera, le esperienze maturate, gli incarichi precedentemente ricoperti e le competenze documentate. Non sono previste prove di esame in senso stretto, coerentemente con la natura della mobilità riservata a personale già dirigente.

È necessario il nulla osta dell'amministrazione di provenienza?

La giurisprudenza più recente, recependo le modifiche all'art. 30 del Dlgs 165/2001, ha progressivamente alleggerito l'obbligo del nulla osta preventivo per le mobilità volontarie. Tuttavia, ogni bando può prevedere specifiche modalità: è quindi indispensabile consultare il testo integrale dell'avviso per verificare se, e con quali tempistiche, sia richiesta una formale autorizzazione dell'amministrazione di appartenenza.

Qual è il termine ultimo per presentare la domanda?

Il termine di scadenza è fissato al 26 giugno 2026. Trascorso tale termine, le domande non potranno essere accolte. Si tratta di un termine perentorio: eventuali invii successivi, anche se motivati da problemi tecnici, rischiano di non essere presi in considerazione. Per questo è opportuno completare la procedura con congruo anticipo rispetto alla scadenza.