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Aperto 29 giorni rimasti Cod. MOB_MININT4DIR

Ministero dell'Interno, mobilità per 4 dirigenti di II fascia: bando aperto fino al 30 giugno

Procedura ex art. 30 del d.lgs. 165/2001 riservata al personale dirigenziale già di ruolo nella PA. Posti distribuiti tra i Dipartimenti per gli Affari Interni, Pubblica Sicurezza e Amministrazione Generale

Ministero dell'Interno - UFFICIO II - RECLUTAMENTO PROGRESSIONE E MOBILITA' Lazio, Roma Pubblicato il 01 giugno 2026

Indice

Un canale di reclutamento interno alla PA

Il Ministero dell'Interno torna a guardare dentro la pubblica amministrazione per rafforzare la propria struttura dirigenziale. Con un nuovo avviso di mobilità volontaria pubblicato dall'Ufficio II – Reclutamento, Progressione e Mobilità, il Viminale ha aperto le porte a quattro dirigenti di seconda fascia già in servizio presso altre amministrazioni pubbliche. La procedura, attivata ai sensi dell'articolo 30 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, rappresenta uno degli strumenti ordinari attraverso cui le amministrazioni italiane ridistribuiscono il proprio capitale umano senza ricorrere a nuove assunzioni dall'esterno.

La selezione, per titoli e colloquio, si rivolge esclusivamente al personale di ruolo a tempo indeterminato delle pubbliche amministrazioni indicate all'articolo 1, comma 2, dello stesso decreto legislativo. Una platea ampia, che comprende ministeri, enti pubblici non economici, agenzie fiscali, regioni, enti locali e università.

Dettagli del bando e posti disponibili

Il bando, identificato dal codice MOB_MININT4DIR, mette a concorso quattro posti dirigenziali di II fascia da assegnare agli Uffici centrali del Ministero, tutti con sede a Roma. La pubblicazione è del 31 maggio 2026, mentre il termine ultimo per la presentazione delle domande è fissato al 30 giugno 2026. Una finestra temporale di circa trenta giorni, in linea con la prassi delle procedure di mobilità nella PA.

I posti messi a bando sono così distribuiti:

  • Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali – 1 posto
  • Dipartimento della Pubblica Sicurezza – 2 posti
  • Dipartimento per l'Amministrazione Generale, per le Politiche del Personale dell'Amministrazione Civile e per le Risorse Strumentali e Finanziarie – 1 posto

Un'articolazione che riflette le diverse anime del Viminale, dalla gestione dei servizi elettorali al controllo delle frontiere, dalla ragioneria centrale all'innovazione tecnologica.

Profili professionali richiesti

Ogni posto presenta caratteristiche e mansioni specifiche, con un denominatore comune piuttosto evidente: la vocazione tecnologica e gestionale. Tre dei quattro incarichi, infatti, ruotano attorno a sistemi informatici, telecomunicazioni e infrastrutture digitali.

Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali

  • Direzione Centrale per i servizi elettorali – Ufficio IV (Servizi informatici elettorali): dirigente in posizione di staff, responsabile dell'area sistemi e sicurezza. Un ruolo cruciale, considerando il peso che la macchina elettorale ha nell'organizzazione amministrativa del Paese.

Dipartimento della Pubblica Sicurezza

  • Direzione Centrale dell'immigrazione e per la polizia delle frontiere – Ufficio affari generali: dirigente in posizione di staff.
  • Direzione Centrale per i servizi di ragioneria – Ufficio IV (Gestioni economico-finanziarie e servizi per l'informatica, le telecomunicazioni e gli impianti tecnici): dirigente in posizione di staff.

Dipartimento per l'Amministrazione Generale

  • Direzione Centrale per l'innovazione tecnologica e per l'amministrazione generale – Ufficio III (Infrastrutture tecnologiche e servizi di supporto informatico): dirigente titolare dell'Ufficio.

La configurazione dei posti suggerisce che il Ministero stia investendo in modo significativo sulla trasformazione digitale dei propri apparati centrali, in coerenza con le linee programmatiche del PNRR e con il processo di modernizzazione della pubblica amministrazione.

Requisiti di partecipazione

Possono partecipare alla selezione i dipendenti di ruolo a tempo indeterminato delle amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1, comma 2, del d.lgs. 165/2001 in possesso dei seguenti requisiti:

  • inquadramento nella qualifica dirigenziale di seconda fascia o in altra qualifica ad essa equiparata;
  • anzianità di servizio di almeno tre anni nella suddetta qualifica;
  • nulla osta preventivo dell'amministrazione di appartenenza al trasferimento, come ordinariamente richiesto dalle procedure ex articolo 30;
  • assenza di procedimenti disciplinari pendenti o di condanne che impediscano la prosecuzione del rapporto di lavoro presso il Ministero dell'Interno.

L'esperienza professionale maturata nei settori per cui si presenta domanda costituirà, com'è prassi, un elemento di valutazione preferenziale in sede di colloquio e di esame dei titoli.

Come candidarsi

La domanda di partecipazione dovrà essere presentata, a pena di esclusione, entro le ore 23:59 del 30 giugno 2026. Le procedure di mobilità del Viminale prevedono di norma l'invio tramite posta elettronica certificata (PEC) all'indirizzo dell'Ufficio II – Reclutamento, Progressione e Mobilità del Dipartimento per le Politiche del Personale.

Alla domanda dovranno essere allegati:

  • curriculum vitae in formato europeo, datato e sottoscritto, con dettaglio degli incarichi dirigenziali ricoperti;
  • copia di un documento di identità in corso di validità;
  • eventuali titoli aggiuntivi valutabili (pubblicazioni, incarichi di docenza, partecipazione a gruppi di lavoro istituzionali, master e specializzazioni post-laurea);
  • il nulla osta dell'amministrazione di provenienza o, in alternativa, dichiarazione di impegno a produrlo prima della conclusione della procedura.

I candidati dovranno indicare con precisione il posto o i posti per cui intendono concorrere, tra quelli messi a bando. Il testo integrale dell'avviso è consultabile sul sito istituzionale del Ministero dell'Interno, nella sezione dedicata ai concorsi e alle procedure di mobilità.

Valutazione per titoli e colloquio

La selezione si articola in due fasi. La prima è la valutazione dei titoli, durante la quale una commissione appositamente nominata esamina il percorso professionale dei candidati, gli incarichi dirigenziali ricoperti, i risultati conseguiti e i titoli culturali e scientifici. La seconda è il colloquio, finalizzato ad accertare le competenze tecniche e manageriali rispetto al posto richiesto, nonché la motivazione e l'attitudine all'incarico.

L'esito della procedura non costituisce una graduatoria di idoneità a tutti gli effetti, ma porta alla scelta del candidato più adatto per ciascuno dei profili messi a bando, secondo la logica tipica della mobilità ex articolo 30, che presuppone un incontro tra esigenze organizzative dell'amministrazione e profilo professionale del dipendente.

FAQ

Chi può partecipare al bando di mobilità del Ministero dell'Interno?

Possono partecipare i dirigenti di ruolo a tempo indeterminato di seconda fascia (o qualifica equiparata) in servizio presso una delle pubbliche amministrazioni indicate dall'articolo 1, comma 2, del d.lgs. 165/2001, con almeno tre anni di anzianità nella qualifica dirigenziale. È necessario inoltre il nulla osta dell'amministrazione di appartenenza.

Quanti posti sono messi a concorso e dove si trovano?

Il bando prevede la copertura di 4 posti di dirigente di II fascia, tutti presso gli Uffici centrali del Ministero dell'Interno con sede a Roma. I posti sono distribuiti tra il Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali, il Dipartimento della Pubblica Sicurezza e il Dipartimento per l'Amministrazione Generale.

Entro quando va presentata la domanda?

Il termine ultimo è fissato al 30 giugno 2026. Il bando è stato pubblicato il 31 maggio 2026, lasciando ai candidati circa trenta giorni di tempo per preparare e trasmettere la documentazione richiesta.

In cosa consiste la selezione?

Si tratta di una procedura per titoli e colloquio. Una commissione esamina prima i titoli professionali e culturali dichiarati dai candidati, poi convoca a colloquio coloro che risultano in possesso del profilo ricercato per verificarne competenze, esperienze e motivazione rispetto all'incarico specifico.

Il passaggio al Ministero dell'Interno comporta variazioni di stipendio o anzianità?

In base alla disciplina dell'articolo 30 del d.lgs. 165/2001, il trasferimento avviene per cessione del contratto e mantiene l'inquadramento dirigenziale del candidato. Il trattamento economico fondamentale resta quello previsto per i dirigenti di II fascia, mentre la parte accessoria viene adeguata a quella in vigore presso il Ministero dell'Interno. L'anzianità di servizio maturata nell'amministrazione di provenienza viene riconosciuta a tutti gli effetti.