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Aperto 30 giorni rimasti Cod. ISPRA_rm/C24/2026

ISPRA, concorso per un tecnologo a Roma: contratto di 17 mesi sul monitoraggio PFAS

L'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale cerca una figura di III livello per l'Accordo con il MASE sull'inquinamento da sostanze perfluoroalchiliche. Domande entro il 1° luglio 2026

Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale Lazio, Roma Pubblicato il 01 giugno 2026

Indice

Un concorso al servizio dell'emergenza PFAS

La questione dell'inquinamento da sostanze polifluoroalchiliche e perfluoroalchiliche – meglio note con l'acronimo PFAS – torna al centro dell'agenda istituzionale italiana. E lo fa attraverso un canale concreto: il reclutamento di personale altamente specializzato. L'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) ha pubblicato un bando di concorso pubblico nazionale, per titoli ed esami, finalizzato all'assunzione di un Tecnologo di III livello del CCNL Istruzione e Ricerca, con contratto a tempo pieno e determinato della durata di 17 mesi.

Il codice identificativo della procedura è ISPRA_rm/C24/2026 e la figura selezionata sarà chiamata a operare in un ambito che, da anni, rappresenta uno dei dossier ambientali più complessi sul tavolo del governo: il monitoraggio degli inquinanti perfluorurati nelle acque e nell'ambiente.

I dettagli del bando ISPRA

Il quadro della selezione si presenta con contorni netti. Stando a quanto emerge dal testo ufficiale, ISPRA mette a concorso un solo posto, con sede di lavoro presso la sede romana dell'Istituto – Centro Ricerche Ambientali CRA C04.

Ecco i punti chiave della procedura:

  • Ente banditore: Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA)
  • Profilo professionale: Tecnologo III livello – CCNL Istruzione e Ricerca
  • Posti disponibili: 1
  • Tipologia contrattuale: tempo pieno e determinato
  • Durata: 17 mesi, comunque non oltre il 31 dicembre 2027, data di scadenza del progetto
  • Sede di lavoro: Roma, ISPRA – CRA C04
  • Codice progetto: X000PFAS
  • Tipo di procedura: titoli ed esami (con colloquio)
  • Data di pubblicazione: 1° giugno 2026
  • Scadenza per le domande: 1° luglio 2026, ore 14:00

La durata del rapporto di lavoro è strettamente vincolata al cronoprogramma del progetto: una caratteristica ormai ricorrente nei contratti finanziati con fondi finalizzati, dove la copertura temporale segue il ciclo di vita dell'attività di ricerca.

Le attività richieste al tecnologo

Il cuore operativo dell'incarico è chiarito senza ambiguità nel bando. La risorsa selezionata sarà coinvolta nella realizzazione di una piattaforma nazionale dedicata alla raccolta, sistematizzazione e condivisione dei dati provenienti dalla rete dei laboratori del Sistema Nazionale per la Protezione dell'Ambiente (SNPA) che eseguiranno il monitoraggio sperimentale sui PFAS.

Si tratta, in sostanza, di costruire l'infrastruttura informativa che dovrà far dialogare le diverse agenzie regionali, restituendo un quadro nazionale coerente sulla diffusione di questi inquinanti. Un compito tecnico ma anche di forte rilevanza politica, considerato che proprio la frammentazione dei dati è stata, negli anni passati, uno dei limiti denunciati dalla comunità scientifica e dalle associazioni che si occupano del tema.

Requisiti richiesti

Il profilo di Tecnologo di III livello previsto dal CCNL Istruzione e Ricerca implica, di norma, requisiti di accesso piuttosto qualificati. Pur rimandando al testo integrale del bando per il dettaglio puntuale, si possono indicare i requisiti tipici di questa tipologia di selezione:

  • possesso del diploma di laurea magistrale (o equivalente, secondo il vecchio ordinamento) in discipline scientifiche o tecnologiche coerenti con le attività del progetto, tipicamente nei settori dell'ingegneria informatica, scienze ambientali, chimica, scienze e tecnologie informatiche o affini;
  • cittadinanza italiana o di altro Stato membro dell'Unione europea, ovvero il possesso dei requisiti previsti dalla normativa vigente per i cittadini extra-UE;
  • godimento dei diritti civili e politici;
  • idoneità fisica all'impiego;
  • assenza di condanne penali o di procedimenti pendenti che impediscano l'accesso al pubblico impiego.

A questi requisiti generali si affiancano competenze specifiche fortemente legate al progetto: esperienza nella gestione di banche dati ambientali, conoscenza degli strumenti di data management, familiarità con i sistemi informativi territoriali e, possibilmente, una pregressa esposizione alle tematiche del monitoraggio degli inquinanti emergenti.

Come candidarsi

La domanda di partecipazione dovrà essere presentata entro e non oltre le ore 14:00 del 1° luglio 2026. Come da prassi consolidata per ISPRA e per gli enti pubblici di ricerca, la procedura è interamente telematica: i candidati dovranno collegarsi al portale dei concorsi dell'Istituto, registrarsi (qualora non già in possesso di credenziali) e compilare la domanda online, allegando tutta la documentazione richiesta in formato digitale.

Tra i documenti generalmente richiesti figurano:

  • copia di un documento di identità in corso di validità;
  • curriculum vitae datato e sottoscritto, in formato europeo;
  • elenco dei titoli posseduti, con indicazione di quelli valutabili ai fini del concorso;
  • eventuali pubblicazioni scientifiche, rilevanti rispetto al profilo;
  • ricevuta del pagamento del contributo di partecipazione, se previsto.

La selezione si articolerà in una valutazione dei titoli e in un colloquio, secondo i criteri stabiliti dalla commissione esaminatrice che sarà nominata successivamente alla scadenza dei termini. L'esito finale porterà alla formazione di una graduatoria di merito.

Il contesto normativo e l'Accordo MASE-ISPRA

La selezione si inserisce nell'Accordo di collaborazione ai sensi dell'articolo 15 della legge 7 agosto 1990, n. 241, sottoscritto tra il Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) e ISPRA. L'oggetto della convenzione è esplicito: attività di monitoraggio, studio e ricerca in materia di inquinamento da PFAS.

Un quadro che riflette l'urgenza con cui le istituzioni italiane stanno cercando di colmare il ritardo accumulato sul fronte di queste sostanze, classificate come contaminanti emergenti e al centro di numerose procedure di infrazione e di un acceso dibattito europeo. La nuova direttiva UE sulle acque potabili ha fissato limiti stringenti per i PFAS, imponendo agli Stati membri di dotarsi di sistemi di sorveglianza efficaci. La piattaforma nazionale che il tecnologo selezionato contribuirà a realizzare risponde proprio a questa esigenza di sistema.

Non è un caso, dunque, che il contratto sia stato modulato in coerenza con la scadenza progettuale del 31 dicembre 2027: una finestra temporale che lascia poco margine e che richiederà alla risorsa selezionata una rapida operatività.

Domande frequenti

Quanti posti sono disponibili e dove si svolgerà il lavoro?

Il bando ISPRA_rm/C24/2026 mette a concorso un solo posto di Tecnologo di III livello. La sede di lavoro è la sede ISPRA di Roma, presso il Centro Ricerche Ambientali CRA C04. Non sono previste sedi alternative né, sulla base del testo del bando, modalità di lavoro a distanza strutturate.

Qual è la durata effettiva del contratto?

Il contratto avrà una durata di 17 mesi, ma con un vincolo importante: la scadenza non potrà comunque superare il 31 dicembre 2027, data di chiusura del progetto X000PFAS. Questo significa che, a seconda della data effettiva di stipula del contratto, la durata reale potrebbe risultare inferiore ai 17 mesi nominali.

Entro quando bisogna presentare la domanda?

La scadenza è fissata per il 1° luglio 2026 alle ore 14:00. Si tratta di un termine perentorio: le domande presentate oltre tale orario non saranno prese in considerazione. È sempre consigliabile non ridurre la trasmissione all'ultimo momento, per evitare disagi legati a eventuali rallentamenti del portale telematico.

Che tipo di prove sono previste?

La procedura è per titoli ed esami, con una componente di colloquio. La commissione valuterà dapprima i titoli posseduti dai candidati (formazione, esperienze professionali, pubblicazioni) e successivamente i candidati ammessi sosterranno un colloquio orale finalizzato ad accertare le competenze tecniche e la coerenza del profilo rispetto alle attività progettuali.

Quali competenze rendono un candidato più competitivo?

Visto l'oggetto del progetto, sarà particolarmente apprezzata l'esperienza nella progettazione e gestione di piattaforme di raccolta dati, la conoscenza dei flussi informativi del Sistema Nazionale per la Protezione dell'Ambiente (SNPA), competenze in materia di banche dati ambientali, sistemi GIS e, sul piano tematico, una familiarità con la problematica dei PFAS e con la normativa ambientale europea e nazionale di riferimento.