Loading...
Aperto Scaduto Cod. 2026INAFINCRIC-OAA-ULAOPS-007

INAF, un incarico di ricerca all'Osservatorio di Arcetri sull'ottica adattiva: bando aperto fino all'11 ottobre

L'Istituto Nazionale di Astrofisica cerca un ricercatore di II fascia per il progetto ULAOPS. Contratto annuale prorogabile, sede a Firenze e compenso lordo di 28mila euro

Istituto Nazionale di Astrofisica - INAF Toscana, Firenze Pubblicato il 23 settembre 2026

Indice

Il contesto della selezione

L'Istituto Nazionale di Astrofisica torna a investire sulla ricerca di frontiera nel campo dell'ottica adattiva. Con un nuovo avviso pubblico, l'ente guidato dalla presidenza di Roberto Ragazzoni apre le porte a un ricercatore di seconda fascia che sarà chiamato a operare all'Osservatorio Astrofisico di Arcetri, uno dei poli storici dell'astronomia italiana, immerso nella cornice collinare che sovrasta Firenze.

La procedura, identificata dal codice 2026INAFINCRIC-OAA-ULAOPS-007, si inserisce nel quadro dell'articolo 22-ter della Legge 30 dicembre 2010, n. 240, la cosiddetta Riforma Gelmini, che disciplina il conferimento di incarichi di ricerca presso gli enti pubblici di ricerca. Uno strumento diventato ormai centrale per l'ingresso di giovani studiosi nel sistema della ricerca italiana.

Dettagli del bando INAF

La selezione mette a disposizione un solo posto, per titoli ed eventuale colloquio, destinato a coprire le esigenze specifiche del progetto ULAOPS, acronimo che identifica il programma denominato "Attività di laboratorio e simulazione per sistemi di ottica adattiva", identificato dal CUP C13C24000390005.

Ecco in sintesi i dati principali della procedura:

  • Ente banditore: Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF)
  • Sede di servizio: Osservatorio Astrofisico di Arcetri, Firenze
  • Figura ricercata: incarico di ricerca di II fascia
  • Posti disponibili: 1
  • Durata: 12 mesi, eventualmente prorogabili o rinnovabili
  • Modalità di selezione: valutazione dei titoli con eventuale colloquio
  • Data di pubblicazione: 23 settembre 2026
  • Termine per le candidature: 11 ottobre 2026, ore 23:59

La finestra temporale per presentare la domanda è dunque piuttosto stretta: appena diciotto giorni. Un elemento che invita i candidati a muoversi con tempestività nella preparazione della documentazione.

Il progetto ULAOPS e l'ottica adattiva

Il programma di ricerca su cui il vincitore andrà a lavorare rappresenta uno dei filoni più avanzati dell'astrofisica strumentale contemporanea. L'ottica adattiva è quella tecnologia che consente ai grandi telescopi terrestri di correggere in tempo reale le distorsioni introdotte dalla turbolenza atmosferica, restituendo immagini di nitidezza paragonabile a quelle ottenute dallo spazio.

Arcetri, in questo campo, ha maturato una tradizione di eccellenza riconosciuta a livello internazionale, con contributi significativi ai principali strumenti dei telescopi di classe 8-10 metri e ai progetti in vista dell'Extremely Large Telescope (ELT) dell'ESO. Le attività di laboratorio e simulazione previste dal progetto ULAOPS si collocano in questo solco, con applicazioni che spaziano dallo sviluppo di algoritmi alla caratterizzazione di componenti ottici.

Requisiti richiesti

Gli incarichi di ricerca di fascia B (o II fascia) disciplinati dall'art. 22-ter della Legge 240/2010 richiedono, secondo la prassi consolidata dell'INAF, il possesso del dottorato di ricerca in ambito coerente con il tema del progetto, oppure di titoli equivalenti conseguiti all'estero.

Stando a quanto emerge dai bandi analoghi pubblicati dall'ente, i profili più valorizzati sono quelli con esperienza documentata in:

  • ottica adattiva e strumentazione per grandi telescopi
  • simulazioni numeriche di sistemi ottici complessi
  • attività di laboratorio ottico ed elettronico
  • pubblicazioni scientifiche su riviste peer-reviewed
  • partecipazione a progetti internazionali di astrofisica strumentale

Per i requisiti puntuali, comprensivi di eventuali cause di esclusione e titoli valutabili, il rimando è al testo integrale del bando, consultabile sul portale ufficiale.

Come candidarsi

Le domande di partecipazione dovranno essere presentate esclusivamente in modalità telematica attraverso la piattaforma PICA del Cineca, raggiungibile all'indirizzo https://pica.cineca.it/inaf/. Non sono ammesse forme alternative di trasmissione: né posta ordinaria, né consegna a mano, né PEC.

Il termine ultimo è fissato alle ore 23:59 dell'11 ottobre 2026. Oltre quella soglia, il sistema non accetterà ulteriori candidature.

Prima di procedere, è opportuno predisporre in formato digitale:

  • documento di identità in corso di validità
  • curriculum vitae in formato europeo
  • copia del titolo di dottorato o titolo equipollente
  • elenco delle pubblicazioni scientifiche
  • eventuali attestazioni di attività di ricerca pregresse
  • ogni altro titolo che il candidato ritenga utile ai fini della valutazione

La procedura PICA guida il candidato passo dopo passo nella compilazione, ma è consigliabile non ridursi alle ultime ore: eventuali problemi tecnici, in quella fase, rischiano di diventare fatali.

Retribuzione e durata dell'incarico

Il compenso lordo annuo previsto per l'incarico è pari a 28.000 euro. Una cifra in linea con lo standard degli incarichi di ricerca di seconda fascia degli enti pubblici di ricerca italiani, che tuttavia va valutata alla luce della natura giuridica del rapporto: si tratta infatti di un contratto a tempo determinato disciplinato dalla normativa specifica sugli incarichi di ricerca, non di un rapporto di lavoro subordinato di ruolo.

La durata iniziale di dodici mesi può essere prorogata o rinnovata, come precisato nel bando, in funzione delle esigenze del progetto e della disponibilità dei fondi. Una prospettiva che, nella prassi INAF, apre spesso la strada a percorsi pluriennali di collaborazione scientifica.

Domande frequenti

Chi può partecipare al concorso INAF per il progetto ULAOPS?

Possono presentare domanda i candidati in possesso dei requisiti previsti dall'art. 22-ter della Legge 240/2010 per gli incarichi di ricerca di seconda fascia. Di norma è richiesto il dottorato di ricerca in discipline attinenti all'astrofisica, alla fisica o all'ingegneria, con particolare riferimento all'ottica e alla strumentazione scientifica. Il bando integrale, disponibile sul portale PICA, specifica requisiti e cause di incompatibilità.

Qual è la sede di lavoro e ci sono possibilità di lavoro da remoto?

La sede di servizio è l'Osservatorio Astrofisico di Arcetri, a Firenze. Trattandosi di attività che comprendono lavoro di laboratorio e simulazione, la presenza in sede è di norma richiesta, salvo diverse indicazioni fornite in fase di stipula del contratto. Eventuali forme di lavoro agile sono generalmente concordate con il responsabile scientifico del progetto.

Come si svolge la selezione per titoli ed eventuale colloquio?

La commissione esaminatrice procede in prima battuta alla valutazione comparativa dei titoli presentati dai candidati (curriculum, pubblicazioni, esperienze di ricerca, dottorato). Successivamente può convocare i candidati ritenuti idonei per un colloquio, finalizzato ad approfondire competenze specifiche e motivazione. Il calendario viene comunicato attraverso il portale PICA e il sito istituzionale INAF.

Quanto vale davvero l'incarico da 28.000 euro lordi?

La cifra rappresenta il compenso lordo annuo contrattualizzato per l'incarico di ricerca di seconda fascia. Su di essa incidono le trattenute fiscali e previdenziali previste dalla normativa vigente per questa tipologia contrattuale. Va considerato inoltre che gli incarichi ex art. 22-ter non godono degli stessi istituti economici del personale di ruolo, ma rappresentano uno strumento pensato per attrarre giovani ricercatori all'interno di progetti specifici e finanziati.

L'incarico può trasformarsi in un contratto stabile?

Gli incarichi di ricerca disciplinati dall'art. 22-ter non danno diritto ad alcuna forma di stabilizzazione automatica. Rappresentano tuttavia un titolo qualificante nel percorso di un ricercatore e, in molti casi, costituiscono la premessa per l'accesso a successive procedure concorsuali, come i contratti di ricercatore a tempo determinato di tipo A o B previsti dalla stessa Legge 240/2010. La questione della stabilizzazione dei precari della ricerca, del resto, resta uno dei nodi aperti del dibattito sul reclutamento negli enti pubblici di ricerca italiani.