INAF, bando per un incarico di ricerca all'Osservatorio di Brera: si studieranno i Gamma Ray Burst
L'Istituto Nazionale di Astrofisica cerca un ricercatore di seconda fascia per 15 mesi. Scadenza fissata al 19 novembre 2026, retribuzione annua di 28mila euro
Indice
- Un bando per esplorare i lampi di raggi gamma
- I dettagli della selezione INAF
- Le attività di ricerca previste
- Requisiti richiesti ai candidati
- Come presentare la domanda
- Retribuzione e durata dell'incarico
- Domande frequenti
Un bando per esplorare i lampi di raggi gamma
L'Istituto Nazionale di Astrofisica torna a rafforzare il proprio organico di ricerca con una nuova selezione pubblica dedicata a uno dei filoni più affascinanti dell'astrofisica delle alte energie: lo studio dei Gamma Ray Burst, i lampi di raggi gamma che rappresentano gli eventi più energetici mai osservati nell'universo. La procedura, bandita dall'Osservatorio Astronomico di Brera, mette in palio un incarico di ricerca di seconda fascia della durata di quindici mesi, con possibilità di proroga o rinnovo.
Il bando, identificato dal codice 2026INAFINCRIC-OAB-GRB-010, si inserisce in un contesto scientifico di grande attualità. L'ingresso in orbita della missione cinese Einstein Probe, affiancata ai consolidati osservatori spaziali Swift e Fermi, ha infatti aperto nuove prospettive per la caccia ai transienti cosmici, offrendo una mole di dati senza precedenti che richiede competenze specialistiche per essere analizzata e interpretata.
I dettagli della selezione INAF
La procedura è articolata per titoli ed eventuale colloquio e prevede l'assegnazione di un solo posto presso la sede dell'Osservatorio Astronomico di Brera, struttura di riferimento dell'INAF con sedi operative tra Milano e Merate, in provincia di Lecco. L'avviso è stato pubblicato il 4 novembre 2026 e fissa come termine ultimo per la presentazione delle candidature le ore 23:59 del 19 novembre 2026: una finestra temporale piuttosto stretta, appena quindici giorni, che impone ai potenziali candidati di muoversi con tempestività.
La figura ricercata è quella di un ricercatore di seconda fascia con incarico a termine, inquadramento tipico dei contratti INAF destinati a professionalità già formate e in grado di operare con elevato grado di autonomia scientifica. La sede di servizio sarà quella lombarda, con possibili attività collaborative su scala nazionale e internazionale, considerato il carattere intrinsecamente globale delle collaborazioni che ruotano attorno alle missioni spaziali coinvolte.
Le attività di ricerca previste
Il programma scientifico delineato dal bando è estremamente specifico e indirizza il vincitore verso quattro linee di lavoro principali:
- Studio dell'emissione prompt dei Gamma Ray Burst attraverso l'utilizzo dei dati raccolti dai satelliti Einstein Probe, Swift e Fermi;
- Sviluppo e applicazione di modelli di emissione finalizzati all'analisi della variabilità temporale e spettrale dei GRB;
- Analisi temporale e spettrale di transienti cosmici di varia natura;
- Analisi e interpretazione dell'emissione prompt e dell'afterglow dei lampi gamma.
Si tratta, come appare evidente, di un profilo altamente specializzato. La capacità di maneggiare dati multi-missione e di integrarli con modelli teorici di emissione rappresenta oggi una delle competenze più richieste nei gruppi di ricerca che studiano i fenomeni transienti del cielo in alta energia. Non a caso, l'Osservatorio di Brera è da anni uno dei centri di eccellenza mondiale in questo ambito, con un gruppo GRB storicamente coinvolto nelle principali scoperte del settore.
Requisiti richiesti ai candidati
Sebbene i requisiti puntuali vadano verificati nel testo integrale del bando pubblicato sul portale CINECA, le selezioni INAF per incarichi di ricerca di seconda fascia prevedono generalmente il possesso di:
- Dottorato di ricerca in Astronomia, Astrofisica, Fisica o discipline equivalenti, oppure titolo accademico equipollente conseguito all'estero;
- Comprovata esperienza di ricerca nel settore dell'astrofisica delle alte energie, con particolare riferimento allo studio dei transienti cosmici;
- Produzione scientifica documentata su riviste internazionali con peer review;
- Competenze nell'analisi dati da satelliti X e gamma, familiarità con software dedicati (HEASoft, XSPEC e simili) e capacità di programmazione in linguaggi come Python;
- Ottima conoscenza della lingua inglese, requisito imprescindibile per l'inserimento in collaborazioni scientifiche internazionali.
Il possesso dei requisiti deve essere mantenuto, come di consueto nelle procedure concorsuali della pubblica amministrazione, fino alla data di eventuale sottoscrizione del contratto.
Come presentare la domanda
Le candidature devono essere trasmesse esclusivamente in via telematica attraverso la piattaforma PICA del CINECA, raggiungibile all'indirizzo https://pica.cineca.it/inaf/. Il sistema richiede una registrazione preliminare e consente il caricamento di tutti i documenti necessari, tra cui tipicamente:
- Curriculum vitae in formato europeo, datato e firmato;
- Elenco delle pubblicazioni scientifiche;
- Copia del titolo di dottorato e degli ulteriori titoli valutabili;
- Documento di identità in corso di validità;
- Eventuale progetto di ricerca o lettera motivazionale, se previsti dal bando.
La scadenza del 19 novembre 2026 alle ore 23:59 è perentoria: le domande trasmesse oltre tale termine, anche per pochi minuti, saranno automaticamente escluse dal sistema. Si consiglia pertanto di non attendere le ultime ore utili, considerando i possibili rallentamenti della piattaforma in prossimità della scadenza.
Retribuzione e durata dell'incarico
L'incarico avrà durata di 15 mesi, con la possibilità esplicitamente prevista di proroga o rinnovo in base alle esigenze scientifiche e alla disponibilità di fondi. Il trattamento economico lordo annuo è fissato in 28.000 euro, importo in linea con gli standard INAF per questa tipologia di contratto e coerente con il quadro retributivo degli incarichi di ricerca di seconda fascia negli enti pubblici di ricerca italiani.
La sede di lavoro, come ricordato, sarà quella dell'Osservatorio di Brera, che offre un ambiente scientifico stimolante e un accesso privilegiato alle infrastrutture di calcolo e alle collaborazioni internazionali di cui l'INAF è parte attiva.
Domande frequenti
Qual è la scadenza esatta per candidarsi al bando INAF sui Gamma Ray Burst?
Il termine ultimo per la presentazione delle domande è fissato alle ore 23:59 del 19 novembre 2026. Oltre tale orario la piattaforma PICA non accetterà più candidature. Trattandosi di una procedura esclusivamente telematica, è opportuno completare l'invio con qualche giorno di anticipo per evitare problemi tecnici dell'ultimo minuto.
Dove si svolgerà l'attività di ricerca?
La sede di servizio è l'Osservatorio Astronomico di Brera, struttura dell'INAF che si articola tra Milano e Merate, in provincia di Lecco. Si tratta di uno dei più antichi e prestigiosi osservatori astronomici italiani, con una forte tradizione nello studio dell'astrofisica delle alte energie.
Quali satelliti saranno utilizzati per la ricerca?
Il bando indica espressamente tre missioni spaziali: Einstein Probe (missione cinese dedicata allo studio dei transienti X), Swift (osservatorio NASA attivo dal 2004 nello studio dei GRB) e Fermi (satellite NASA per l'astronomia gamma). Il vincitore lavorerà con i dati provenienti da queste tre piattaforme, integrandoli per ricostruire le proprietà fisiche dei lampi gamma osservati.
L'incarico può essere prorogato oltre i 15 mesi iniziali?
Sì, il bando prevede espressamente la possibilità di proroga o rinnovo dell'incarico, pur senza garantirla. L'estensione dipenderà dalla disponibilità di fondi di ricerca, dalla valutazione positiva dell'attività svolta e dalle esigenze scientifiche della struttura ospitante.
Come viene selezionato il vincitore?
La procedura è per titoli ed eventuale colloquio: una commissione giudicatrice valuterà innanzitutto i titoli accademici, la produzione scientifica e le esperienze pregresse dei candidati. In base ai risultati di questa prima fase, la commissione potrà decidere se convocare o meno i candidati per un colloquio orale di approfondimento, finalizzato a verificare le competenze specifiche richieste dal profilo.