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Aperto Scaduto Cod. 4715/2026

Dottorato AFAM in Musica Italiana, il Conservatorio di Alessandria bandisce il XLII ciclo: due posti anche per la sede di Piacenza

Aperta la selezione per il corso di dottorato di ricerca in "Prassi e Repertori della Musica Italiana", con una rete di sette istituzioni tra Italia e Valle d'Aosta. Domande entro il 15 ottobre 2026

Conservatorio Statale di Musica di Piacenza Emilia Romagna, Piacenza Pubblicato il 15 settembre 2026

Indice

Un dottorato di eccellenza per la musica italiana

Il comparto AFAM (Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica) compie un ulteriore passo avanti nel consolidamento della propria offerta di terzo ciclo. È stato pubblicato, con codice 4715/2026, il bando per l'ammissione al XLII Ciclo del corso di dottorato di ricerca in "Prassi e Repertori della Musica Italiana", un percorso triennale che coprirà gli anni accademici dal 2026/2027 al 2028/2029.

Si tratta di uno dei dottorati più prestigiosi nel panorama musicale nazionale, frutto di una convenzione associata tra istituzioni di alto profilo. La sede amministrativa è affidata al Conservatorio "A. Vivaldi" di Alessandria, che coordina una rete di sei ulteriori conservatori distribuiti tra Lombardia, Emilia-Romagna e Valle d'Aosta, con l'aggiunta di un'importante presenza transfrontaliera.

Stando a quanto emerge dal testo del bando, il percorso mira a formare figure altamente specializzate nella ricerca musicologica applicata, con particolare attenzione ai repertori storici italiani e alle prassi esecutive.

Dettagli del bando

La selezione, indetta dal Conservatorio Statale di Musica di Piacenza in qualità di ente partecipante alla rete, mette a concorso 2 posti per la figura di dottorando presso la sede piacentina, all'interno del più ampio contingente previsto dalla convenzione.

La rete di istituzioni coinvolte comprende:

  • Conservatorio "A. Vivaldi" di Alessandria (sede amministrativa)
  • Conservatorio "G. Verdi" di Como
  • Conservatorio "C. Monteverdi" di Cremona
  • Conservatorio "G. Puccini" di Gallarate
  • Conservatorio "F. Vittadini" di Pavia
  • Conservatorio "G. Nicolini" di Piacenza
  • Conservatoire de la Vallée d'Aoste

Le date fondamentali da tenere in considerazione:

  • Data di pubblicazione: 15 settembre 2026
  • Termine per la presentazione delle domande: 15 ottobre 2026, ore 15:00
  • Tipologia di procedura: valutazione per titoli e colloquio

La finestra utile per candidarsi è dunque di trenta giorni esatti, un tempo congruo ma che richiede una preparazione tempestiva della documentazione, soprattutto per chi deve predisporre un progetto di ricerca articolato.

Requisiti richiesti

Pur rimandando al testo integrale del bando per il dettaglio puntuale dei requisiti, la partecipazione ai dottorati AFAM di terzo ciclo prevede, secondo il quadro normativo delineato dal D.M. 226/2021 e dalle successive disposizioni ministeriali, il possesso di specifici titoli accademici.

In linea generale, per accedere alla selezione occorre essere in possesso di:

  • Diploma accademico di secondo livello rilasciato da un Conservatorio o da un Istituto AFAM
  • Laurea magistrale o titolo equipollente rilasciato da università italiane
  • Titolo accademico conseguito all'estero riconosciuto idoneo dalla commissione giudicatrice

È generalmente ammessa la partecipazione anche di candidati laureandi, purché conseguano il titolo entro la data fissata dal bando, di norma coincidente con l'inizio del corso.

Non sono previsti limiti di età né di cittadinanza, coerentemente con la natura internazionale del percorso, rafforzata dalla presenza del Conservatoire de la Vallée d'Aoste tra le istituzioni partner.

Come candidarsi

La domanda di partecipazione deve essere presentata esclusivamente per via telematica, attraverso la piattaforma inPA (Portale del Reclutamento della Pubblica Amministrazione), come previsto dalla normativa vigente per tutti i concorsi pubblici.

Il link ufficiale per accedere alla procedura è disponibile sul portale inPA - Concorso 4715/2026.

Per completare l'iscrizione è necessario:

  1. Autenticarsi al portale inPA tramite SPID, CIE (Carta d'Identità Elettronica) o CNS (Carta Nazionale dei Servizi)
  2. Compilare la domanda online in ogni sua parte
  3. Allegare la documentazione richiesta, che tipicamente include curriculum vitae dettagliato, titoli accademici, pubblicazioni scientifiche, progetto di ricerca e ogni altro documento previsto dal bando
  4. Versare l'eventuale contributo di partecipazione secondo le modalità indicate
  5. Inviare definitivamente la candidatura entro il 15 ottobre 2026, ore 15:00

Si raccomanda di non attendere gli ultimi giorni utili: i portali istituzionali, in prossimità delle scadenze, registrano spesso rallentamenti che possono compromettere la trasmissione della domanda.

Le prove di selezione

La procedura selettiva si articola in due fasi, secondo la formula classica dei dottorati di ricerca:

  • Valutazione dei titoli: la commissione esaminerà curriculum, titoli accademici, esperienze professionali e artistiche, pubblicazioni e - elemento centrale - il progetto di ricerca presentato dal candidato. Il progetto rappresenta uno degli aspetti su cui si concentra maggiormente l'attenzione dei valutatori, poiché deve dimostrare originalità, fattibilità e coerenza con le linee di ricerca del dottorato.

  • Colloquio orale: destinato ai candidati che superano la soglia minima nella valutazione dei titoli, il colloquio verte sul progetto presentato, sulla verifica delle competenze musicologiche, storico-critiche ed esecutive, nonché sull'accertamento della conoscenza di almeno una lingua straniera, generalmente l'inglese.

La graduatoria finale sarà determinata dalla somma dei punteggi ottenuti nelle due fasi.

Il valore del titolo e gli sbocchi professionali

Il dottorato in Prassi e Repertori della Musica Italiana rilascia un titolo di terzo livello equipollente al PhD universitario, spendibile sia nel mondo accademico sia nel settore della produzione musicale, della ricerca e della conservazione del patrimonio.

Come sottolineato più volte dagli osservatori del settore, il consolidamento dei dottorati AFAM rappresenta una tappa storica per il comparto artistico-musicale italiano, che finalmente vede riconosciuto un percorso di ricerca specificamente calibrato sulle peculiarità delle discipline performative. Gli sbocchi spaziano dalla docenza nei conservatori alla ricerca musicologica presso enti pubblici e privati, dalla direzione artistica di festival e istituzioni concertistiche alle collaborazioni con case editrici specializzate e archivi storici.

La scelta di puntare sui repertori della musica italiana valorizza inoltre un patrimonio culturale di rilievo internazionale, offrendo ai dottorandi l'opportunità di operare su fondi documentari e prassi esecutive che rappresentano un unicum a livello mondiale.

FAQ - Domande frequenti

Quanti posti sono disponibili complessivamente?

Il bando pubblicato dal Conservatorio di Piacenza mette a disposizione 2 posti presso la sede piacentina. Trattandosi però di un dottorato in convenzione tra sette istituzioni, il numero complessivo di posti banditi nell'ambito del XLII Ciclo potrebbe essere superiore: si consiglia di consultare i bandi paralleli pubblicati dagli altri conservatori partner della rete.

Chi può partecipare al concorso?

Possono candidarsi coloro che siano in possesso di un diploma accademico di secondo livello AFAM, di una laurea magistrale o di un titolo equipollente conseguito all'estero e riconosciuto idoneo. È generalmente prevista anche la partecipazione dei laureandi, purché conseguano il titolo entro la data indicata nel bando. Non ci sono limiti di età né di cittadinanza.

Come si presenta la domanda di partecipazione?

La candidatura va inoltrata esclusivamente per via telematica attraverso il portale inPA (portale.inpa.gov.it), autenticandosi con SPID, CIE o CNS. Il termine ultimo è fissato per il 15 ottobre 2026 alle ore 15:00, senza possibilità di proroga.

In cosa consiste il progetto di ricerca da allegare?

Il progetto di ricerca è un documento articolato in cui il candidato illustra il tema che intende sviluppare durante i tre anni di dottorato, definendo obiettivi, metodologia, stato dell'arte, tempistiche e risultati attesi. Deve essere coerente con le linee di ricerca del corso e dimostrare originalità scientifica. È uno degli elementi valutati con maggiore attenzione dalla commissione.

Il dottorato prevede una borsa di studio?

I dottorati AFAM di terzo ciclo prevedono di norma l'attribuzione di borse di studio secondo gli importi stabiliti dalla normativa ministeriale, allineati a quelli dei dottorati universitari. Il numero esatto delle borse disponibili, le eventuali posizioni senza borsa e l'importo puntuale sono indicati nel testo integrale del bando, che si raccomanda di consultare sul portale inPA.

Il titolo di dottore di ricerca AFAM ha lo stesso valore legale del PhD universitario?

Sì. A seguito della riforma introdotta dal D.M. 226/2021 e delle successive disposizioni attuative, il titolo di dottore di ricerca rilasciato dalle istituzioni AFAM è pienamente equiparato a quello universitario, con identico valore legale e piena spendibilità nei concorsi pubblici, nell'accesso alla docenza e in ambito internazionale.