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XI ciclo TFA sostegno: perché il taglio dei posti non è uguale per tutti

XI ciclo TFA sostegno: perché il taglio dei posti non è uguale per tutti

TFA sostegno XI ciclo: 30.241 posti, 5.543 meno del X ciclo, zero al secondo grado. Liste regionali DM 68/2026: domande aperte fino al 25 maggio.

Con la nota MUR n. 4660 del 14 aprile 2026 il quadro del TFA sostegno XI ciclo è già definito: 30.241 posti, suddivisi tra infanzia, primaria e secondaria di primo grado. Sono 5.543 in meno rispetto al X ciclo, che aveva chiuso a 35.784, e per la prima volta nella storia dei percorsi di specializzazione non esiste nemmeno un posto per la secondaria di II grado, in nessuna regione d'Italia. Il Comitato Docenti Sostegno (CDS) accoglie il taglio come una scelta necessaria, ma i numeri mostrano che l'impatto cambia radicalmente a seconda di dove ci si trova: al Nord si concentra il 60% dei posti, al Centro-Sud la priorità è smaltire le liste già esistenti.

Il taglio da 35.784 a 30.241 posti: cosa dicono i numeri

La ripartizione ufficiale assegnata agli atenei è questa: 4.809 posti per l'infanzia, 21.202 per la primaria e 4.230 per la secondaria di primo grado. Per la secondaria di secondo grado il fabbisogno comunicato dal MIM è zero in tutte le regioni, senza eccezioni. Le università hanno avuto tempo fino al 7 maggio per presentare le proprie proposte di attivazione: il decreto definitivo è atteso subito dopo quella data.

Il confronto con il ciclo precedente parla da solo. Nel X ciclo erano 35.784 i posti totali autorizzati. Il calo di 5.543 unità (-15,5%) non è casuale: risponde a un'analisi del fabbisogno che evidenzia come in alcune aree, soprattutto al secondo grado, la domanda di nuovi specializzati non esiste perché l'offerta ha già saturato il mercato. Per il CDS, ridurre i posti significa difendere chi ha già investito nella specializzazione e attende un posto in ruolo. L'incontro tra Ministero e sindacati sull'avvio dei corsi di specializzazione

Il 60% dei posti va al Nord, al Centro-Sud contano le liste d'attesa

La distribuzione territoriale dei 30.241 posti mostra una polarizzazione netta. Lombardia è in testa con 6.903 posti, seguita da Piemonte (4.378), Emilia-Romagna (3.851) e Veneto (3.112). Le quattro regioni del Nord sommano 18.244 posti, il 60,3% del totale nazionale.

Al Centro-Sud il profilo è diverso. La Campania si ferma a 850 posti totali, con zero posti per la secondaria di primo e secondo grado. La Puglia arriva a 3.071, una delle poche eccezioni meridionali con numeri consistenti. Il coordinatore nazionale del CDS Alessio Golia spiega la logica: "Non si tratta di limitare opportunità, ma di restituire dignità e prospettiva professionale ai docenti già formati e in attesa di stabilizzazione". Al Mezzogiorno il nodo non è quanti nuovi specializzati formare, ma quanti di quelli già formati riescono a stabilizzarsi. Le iniziative per i docenti con specializzazione conseguita all'estero

Per questo il CDS sostiene da tempo una distribuzione regionale del personale proporzionata al numero effettivo di alunni con disabilità, orientata alla continuità didattica piuttosto che alla produzione di nuove specializzazioni. L'introduzione degli elenchi regionali risponde a questa logica: non un nuovo canale di formazione, ma un meccanismo che valorizza chi è già pronto e aspetta.

Il DM 68/2026 e le domande aperte fino al 25 maggio

Il Ministero ha già attivato uno strumento parallelo per smaltire le graduatorie esistenti: il decreto ministeriale n. 68 del 22 aprile 2026 costituisce gli elenchi regionali per le immissioni in ruolo dell'anno scolastico 2026/2027. Possono iscriversi i docenti che hanno partecipato a procedure concorsuali avviate dal 1 gennaio 2020, con graduatorie pubblicate entro il 10 dicembre 2025, e che non sono stati ancora assunti in ruolo.

Le domande si presentano dal 6 al 25 maggio 2026, esclusivamente online tramite il portale Istanze on line, scegliendo una sola regione. Gli elenchi vengono attivati solo dopo aver esaurito le graduatorie ordinarie dei vincitori di concorso: completano le procedure esistenti, non le sostituiscono. Per un idoneo di concorso che aspetta un posto in ruolo nel sostegno, è la via più diretta disponibile adesso. Il parere favorevole dell'Osservatorio per i corsi di specializzazione

I due strumenti operano su tempi diversi: gli elenchi regionali agiscono già dall'estate 2026, mentre il TFA XI ciclo produrrà nuovi specializzati tra circa un anno. Chi ha già la specializzazione e aspetta da mesi di stabilizzarsi ha 20 giorni per presentare domanda. Il termine è il 25 maggio.

Domande frequenti

Perché il numero di posti del TFA sostegno XI ciclo è stato ridotto rispetto al ciclo precedente?

La riduzione di 5.543 posti rispetto al X ciclo risponde a un'analisi del fabbisogno che ha evidenziato una saturazione del mercato, soprattutto per la secondaria di secondo grado, dove non sono previsti nuovi posti perché la domanda di specializzati è già soddisfatta.

Come sono ripartiti i posti disponibili per il TFA sostegno XI ciclo tra le diverse regioni italiane?

Il 60% dei 30.241 posti totali è concentrato nelle regioni del Nord, con Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna e Veneto che insieme sommano oltre 18.000 posti, mentre al Centro-Sud la distribuzione è minore, con la Campania che offre solo 850 posti e la Puglia che rappresenta un'eccezione con 3.071 posti.

Perché non sono previsti posti per la secondaria di secondo grado nel TFA XI ciclo?

Non sono previsti posti per la secondaria di secondo grado perché il Ministero ha comunicato che il fabbisogno in tutte le regioni è pari a zero, segnalando che non c'è necessità di formare nuovi specializzati in questo settore.

Cosa sono gli elenchi regionali introdotti dal DM 68/2026 e a chi sono rivolti?

Gli elenchi regionali sono uno strumento parallelo destinato ai docenti che hanno partecipato a concorsi dal 2020 e non sono ancora stati assunti in ruolo; permettono di smaltire le graduatorie esistenti e sono attivati solo dopo aver esaurito le graduatorie ordinarie dei vincitori di concorso.

Qual è la logica dietro la distribuzione dei posti tra Nord e Centro-Sud?

Al Nord si punta a coprire il fabbisogno di nuovi specializzati, mentre al Centro-Sud la priorità è smaltire le liste d'attesa di docenti già formati e non ancora stabilizzati, privilegiando così la continuità didattica e la valorizzazione delle risorse già disponibili.

Quando e come è possibile presentare domanda per gli elenchi regionali?

Le domande possono essere presentate esclusivamente online tramite il portale Istanze on line dal 6 al 25 maggio 2026, scegliendo una sola regione; questa procedura è riservata ai docenti che soddisfano i requisiti specificati dal DM 68/2026.

Pubblicato il: 4 maggio 2026 alle ore 08:49

Michele Monaco

Articolo creato da

Michele Monaco

Redattore Michele Monaco è imprenditore, ricercatore e docente universitario con oltre vent'anni di esperienza nell'innovazione digitale, nella formazione e nella consulenza strategica. Laureato in Scienze Politiche e Internazionali, è CEO di Adventus Consulting Jdoo (Umag, Croazia dove risiede stabilmente) e Presidente Nazionale di ENBAS, ente bilaterale attivo nella formazione professionale e nelle politiche attive per il lavoro. In qualità di Coordinatore Nazionale dei Progetti di Ricerca presso ERSAF, guida iniziative che coniugano intelligenza artificiale e formazione, tra cui FindYourGoal.it, piattaforma di orientamento scuola-lavoro basata sul modello LifeComp, Avatar4University.Org, sistema AI per la creazione di corsi universitari con avatar docente, KeepYouCare.it, piattaforma di telemedicina, telesoccorso e telerefertazione. È inoltre Delegato della Regione Calabria presso il Ministero degli Esteri per la Cooperazione Internazionale ed è membro del tavolo delle regioni, dove coordina un progetto per la creazione di un Hub Formativo in Tunisia. Docente a contratto di Diritto dell'Economia e Diritto Internazionale presso la SSML di Lamezia Terme e presso l'Università Telematica eCampus, è autore di pubblicazioni in ambito pedagogico sulle competenze caratteriali e il framework LifeComp. Ha tenuto interventi al Senato della Repubblica, alla Camera dei Deputati, in Regione Lombardia e a Buenos Aires su temi che spaziano dalla pedagogia speciale, alla telemedicina ed alla cooperazione internazionale. Innovation Manager certificato MISE, unisce visione strategica e competenza tecnologica con una vocazione per il dialogo istituzionale e la ricerca applicata.

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