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Affitti universitari: stanze su del 41% in sei anni, Milano a 729 euro
Università

Affitti universitari: stanze su del 41% in sei anni, Milano a 729 euro

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Dal 2020 al 2026, nelle città dei mega atenei le stanze singole costano in media il 41% in più. Milano a 729 euro; Bari segna il rincaro record: +59%.

In sei anni, tra marzo 2020 e marzo 2026, le stanze singole nelle città dei dieci mega atenei statali italiani sono diventate del 41% più care. Un rincaro che supera di dieci punti percentuali quello registrato dai monolocali negli stessi centri: il segmento delle stanze è cresciuto più velocemente di qualsiasi altro comparto del mercato degli affitti destinato a studenti e giovani lavoratori. I dati emergono dall'analisi di Immobiliare.it Insights, proptech specializzata in data intelligence e parte del gruppo Immobiliare.it, diffusa il 4 maggio 2026.

I rincari maggiori al Sud, ma i prezzi assoluti restano più bassi

Tra i mega atenei statali, Bari e Palermo segnano i rialzi più forti: rispettivamente +59% e +55% rispetto a marzo 2020. Padova e Firenze si attestano entrambe a +46%, Torino a +45%, Roma a +40%. Incrementi più contenuti, ma comunque sopra il 30%, a Bologna (+37%), Napoli (+36%) e Milano (+31%). La variazione più bassa tra i mega atenei appartiene a Pisa: +16%.

Tra gli altri grandi e medi atenei, Cagliari segna +58%, Messina +46% e Genova +41%. All'estremo opposto, Siena e Udine crescono del 12% in sei anni, Modena del 15%.

I dati percentuali vanno però letti insieme ai valori di partenza. Le città meridionali che hanno registrato i rincari più alti partivano da prezzi storicamente più bassi: l'incremento elevato riflette in parte una convergenza, non necessariamente un sorpasso. Nonostante Bari abbia quasi raddoppiato il costo di una stanza in sei anni, il mercato meridionale resta strutturalmente più accessibile di quello lombardo o toscano.

Milano a 729 euro, Messina e Catania a 284: il divario persiste

A marzo 2026, Milano è la città più cara per affittare una stanza singola, con una media di 729 euro al mese. Seguono Firenze (625 euro), Roma (609 euro) e Bologna (599 euro). Padova chiude la top 5 con 490 euro mensili, già distante dalle prime quattro.

Messina e Catania sono le meno costose: entrambe a 284 euro al mese, le uniche due città dove il prezzo medio di una stanza rimane sotto i 300 euro. Il terzo posto spetta a Perugia (300 euro), davanti a Palermo (309 euro) e Udine (310 euro).

Il rapporto tra la città più cara e quella meno costosa è di 2,6 a 1. Chi studia a Milano spende in media 445 euro al mese in più rispetto a un coetaneo iscritto a Messina o Catania: quasi il doppio della stanza stessa nel capoluogo siciliano.

Paolo Giabardo, Direttore Generale di Immobiliare.it, segnala che negli ultimi mesi sono emersi i primi segnali di assestamento, con una possibile tendenza al riequilibrio nel corso del 2026. La tensione di fondo resta però strutturale: studenti e giovani lavoratori, che alimentano la domanda, non dispongono di redditi adeguati a sostenere canoni che in alcune città hanno superato del 50% i livelli pre-pandemia.

Domande frequenti

Quanto sono aumentati i prezzi delle stanze per studenti universitari nelle principali città italiane?

Tra marzo 2020 e marzo 2026, i prezzi delle stanze singole nelle città dei dieci mega atenei statali italiani sono cresciuti del 41%. Questo aumento è superiore di dieci punti percentuali rispetto a quello dei monolocali nello stesso periodo.

Quali città hanno registrato i maggiori rincari negli affitti per studenti?

I rincari più significativi sono stati registrati a Bari (+59%) e Palermo (+55%), seguite da Padova e Firenze (+46%), Torino (+45%) e Roma (+40%). Anche Cagliari (+58%) e Messina (+46%) mostrano aumenti notevoli tra gli altri grandi e medi atenei.

Qual è la città più costosa e quella più economica per affittare una stanza singola a marzo 2026?

A marzo 2026, Milano è la città più cara con una media di 729 euro al mese per una stanza singola. Le città meno costose sono Messina e Catania, entrambe con un prezzo medio di 284 euro al mese.

Come si spiegano i forti aumenti percentuali al Sud rispetto al Nord?

I forti aumenti percentuali al Sud riflettono una convergenza verso i prezzi del Centro-Nord, ma partendo da valori storicamente più bassi. Nonostante i rincari elevati, il mercato meridionale rimane strutturalmente più accessibile rispetto alle città del Nord come Milano o Firenze.

Ci sono segnali di stabilizzazione nei prezzi degli affitti per studenti?

Secondo Paolo Giabardo di Immobiliare.it, negli ultimi mesi sono emersi i primi segnali di assestamento del mercato, con una possibile tendenza al riequilibrio nel corso del 2026. Tuttavia, la tensione di fondo persiste poiché i redditi di studenti e giovani lavoratori non sono adeguati ai canoni richiesti in molte città.

Qual è il divario di spesa tra chi studia nelle città più care e quelle meno costose?

Il rapporto tra la città più cara (Milano) e quella meno costosa (Messina o Catania) è di 2,6 a 1. In media, uno studente a Milano spende 445 euro al mese in più rispetto a un coetaneo a Messina o Catania.

Pubblicato il: 4 maggio 2026 alle ore 09:56

Natale Labia

Articolo creato da

Natale Labia

Giornalista Professionista Giornalista con oltre 30 anni di esperienza, laureato in scienze politiche e relazioni internazionali all’Università La Sapienza di Roma, collaboro a contratto con L’Edicola e Il Mattino di Puglia e Basilicata dove mi occupo di politica e di economia. Per Edunews24 curo l’informazione politica relativa ai temi dell’Istruzione. In particolare, scrivendo delle attività istituzionali con un focus sia sulle iniziative e sui programmi dei Ministeri dell’Istruzione e del Merito, dell’Università e della Ricerca e della Cultura che su quelle delle commissioni parlamentari della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Inoltre, sono amministratore unico di Italialab srl con cui curo uffici stampa pubblici e privati e sviluppo programmi di valorizzazione culturale e di promozione territoriale. In passato ho collaborato con testate nazionali e regionali, in particolare pugliesi, e ho scritto i volumi Il sindaco di Tutti, edito da Il Castello editore e Dal Rosso al Nero. Ho partecipato al volume collettivo edito dalla Fondazione Tatarella e da Giubilei Regnani editore sui trent’anni dalla fondazione di Alleanza nazionale. Per tre legislature sono stato collaboratore parlamentare occupandomi di legge di bilancio e di politiche agroalimentari con particolare riferimento all’export del Made in Italy e al contrasto dell’Italian sounding, collaborando con le Camera di commercio italiane all’estero. Appassionato di storia, di sociologia e di costume, spesso racconto all’interno delle collaborazioni giornalistiche i cambiamenti della società italiana e internazionale attraverso gli usi, le abitudini e i protagonisti che hanno accompagnato negli anni lo sviluppo e la crescita sociale e culturale. Pugliese di nascita, vivo a Roma o in un ipotetico altrove.

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