Scuola italiana all’estero: pubblicato il Decreto 2025 con 668 nuovi posti tra dirigenti, docenti (anche sostegno) e personale amministrativo. Novità anche per le Scuole Europee
Indice
- Introduzione
- Il Decreto Interministeriale n. 4815/1113 del 16 luglio 2025
- Ripartizione dei posti disponibili per la scuola italiana all’estero
- Focus sui dirigenti scolastici all’estero per il 2025/2026
- Dettaglio sui posti per docenti: scuola dell’infanzia, primaria, secondaria di I e II grado
- Il ruolo del sostegno: numeri, importanza e prospettive
- 115 unità per le Scuole Europee: quali caratteristiche, chi può accedere
- Le procedure: concorso scuola estero 2025 e requisiti per i candidati
- Le novità amministrative e le prospettive di carriera
- Implicazioni per il sistema educativo e ricadute sulle comunità italiane all’estero
- Sintesi e conclusioni
Introduzione
Con la pubblicazione del Decreto Interministeriale n. 4815/1113 del 16 luglio 2025 a firma del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI), prende ufficialmente il via il piano annuale di destinazione del personale scolastico italiano all’estero per l’anno scolastico 2025/2026.
La nuova ripartizione rappresenta un importante segnale sull’investimento per la promozione e diffusione della lingua e della cultura italiana nel mondo, articolandosi su 668 posti complessivi rivolti a dirigenti scolastici, docenti (anche di sostegno) e personale amministrativo, cui si aggiungono ulteriori 115 unità per le Scuole Europee, vera eccellenza internazionale a partecipazione italiana.
Il Decreto Interministeriale n. 4815/1113 del 16 luglio 2025
Il decreto personale scolastico estero 2025 si inserisce all’interno della cornice di reclutamento annuale del MAECI, ed è frutto della collaborazione tra Ministero degli Esteri e Ministero dell’Istruzione. Il documento, ormai atteso ogni estate da migliaia di candidati e dalle scuole italiane all’estero, definisce analiticamente la distribuzione dei posti tra i vari ordini scolastici e specifica le tipologie di insegnamento richieste.
L’atto amministrativo risponde alle esigenze delle scuole italiane all’estero e dei corsi di lingua e cultura italiana promossi in molteplici Paesi, e rappresenta un tassello fondamentale per assicurare la continuità didattica e la qualità del sistema scolastico italiano nel mondo. Nel decreto vengono indicati i criteri e le quote dettagliate, che garantiscono trasparenza e coerenza tra domanda formativa all’estero e risposta organizzativa del sistema scolastico nazionale.
Ripartizione dei posti disponibili per la scuola italiana all’estero
Ecco la ripartizione ufficiale dei 668 posti previsti dal Decreto interministeriale n. 4815/1113:
- 50 posti per dirigenti scolastici estero, figure direttive indispensabili per la gestione delle scuole italiane e per il raccordo con il MAECI e le istituzioni locali
- 4 posti per docenti della scuola dell’infanzia
- 217 posti per la scuola primaria, di cui 15 insegnanti di sostegno
- 98 posti per docenti della secondaria di I grado, con 5 destinati a sostegno
- 149 posti per la secondaria di II grado, di cui 7 insegnanti di sostegno
- Un numero variabile di posti per personale amministrativo, specificato nelle singole destinazioni
A questo contingente si aggiungono 115 posti destinati alle Scuole Europee (Lussemburgo, Bruxelles, Varese ed altre sedi): 7 per scuola dell’infanzia e 39 per la scuola primaria, oltre agli altri ruoli previsti.
Questi numeri rappresentano una preziosa opportunità per chi sogna una carriera internazionale e consentono un ricambio fondamentale nel corpo docente, garantendo un alto profilo formativo alle comunità italiane nel mondo.
Focus sui dirigenti scolastici all’estero per il 2025/2026
Il decreto scuola estero 2025 evidenzia con chiarezza la necessità di un adeguato numero di dirigenti scolastici per la rete delle scuole italiane all’estero. Le 50 posizioni previste puntano non solo alla sostituzione di incarichi in scadenza, ma anche ad ampliare il presidio dirigenziale in contesti geopolitici strategici e nelle aree a maggiore presenza di studenti italiani.
Il dirigente scolastico all’estero ha un ruolo manageriale cruciale: oltre a dirigere l’istituto, promuove innovazione didattica, rafforza il dialogo con le autorità locali, cura la promozione culturale e la gestione amministrativa, spesso in stretta collaborazione con le ambasciate o i consolati. La selezione avviene tramite concorso pubblico riservato a dirigenti dal ruolo nazionale secondo criteri di merito, esperienza e competenze linguistiche specifiche.
Dettaglio sui posti per docenti: scuola dell’infanzia, primaria, secondaria di I e II grado
Il contingente messo a bando dal MAECI riflette la domanda delle diverse fasce scolastiche, con particolare attenzione al fabbisogno delle scuole primarie e della secondaria di II grado.
Scuola dell’infanzia
Sono previsti 4 posti per docenti dall’esperienza consolidata nella fascia 3-6 anni. Il ruolo, strategico nelle sedi cui sono destinati, rappresenta la continuità dell’offerta per i più piccoli tra le famiglie italiane espatriate.
Scuola primaria
Il fabbisogno maggiore ricade sulla primaria: sono 217 i docenti previsti, di cui 15 specializzati nel sostegno. Qui si coniuga la trasmissione della lingua madre, lo sviluppo delle soft skills e l’approccio interdisciplinare caratteristico del modello italiano. La presenza di docenti madrelingua è ritenuta indispensabile per la conservazione delle radici culturali tra i bambini italiani all’estero.
Secondaria di I grado
Sono 98 i posti disponibili, con 5 dedicati ad insegnanti di sostegno. In questa fascia, la domanda maggiore riguarda discipline STEM (scienza, tecnologia, matematica), lingue e materie umanistiche, rispecchiando l’ampia articolazione dei piani di studio italiani all’estero.
Secondaria di II grado
Per la scuola secondaria superiore si prevedono 149 posti complessivi, con 7 unità per il sostegno. Le materie sono molteplici: dal liceo scientifico a quello linguistico, passando per l’istituto tecnico commerciale. Il docente di una scuola italiana all’estero deve vantare competenze didattiche, pedagogiche e spesso anche una buona padronanza di una seconda lingua.
Il ruolo del sostegno: numeri, importanza e prospettive
L’introduzione di insegnanti di sostegno nelle scuole italiane all’estero è un fatto relativamente recente ma di grande portata. Nel 2025 si prevedono 15 posti per la primaria, 5 per la secondaria di I grado e 7 per la secondaria di II grado oltre ai ruoli nelle Scuole Europee.
La presenza di docenti specializzati nel sostegno permette una inclusione effettiva degli alunni con bisogni educativi speciali anche fuori dall’Italia, esportando un’eccellenza del modello educativo nazionale. Questo sviluppo va di pari passo con le direttive internazionali sull’inclusione scolastica e si integra con i programmi delle istituzioni ospitanti, rafforzando il ruolo delle nostre scuole come modello di inclusione.
L’inserimento di nuovi posti di sostegno corrisponde sia a una maggiore attenzione, sia a un riscontro concreto delle necessità espresse da famiglie e comunità italiane all’estero, che chiedono pari diritto all’educazione per tutti.
115 unità per le Scuole Europee: quali caratteristiche, chi può accedere
Le Scuole Europee sono strutture di eccellenza multilingue e multiculturali, frequentate dai figli del personale delle istituzioni UE e da cittadini di tutti gli Stati membri. Ogni anno anche l’Italia partecipa con il proprio contingente di personale.
Per il 2025/2026, sono 115 le unità destinate alle Scuole Europee, suddivise tra:
- 7 docenti per la scuola dell’infanzia
- 39 docenti per la scuola primaria
- altri posti per insegnanti di discipline curricolari e sostegno nelle varie sedi (Bruxelles, Lussemburgo, Varese, ecc.)
Questi incarichi rappresentano una vetrina di prestigio, sia per la carriera dei docenti che per il sistema Italia. L’accesso è riservato, tramite concorso scuola estero 2025, a insegnanti in ruolo con elevata padronanza linguistica e curriculum internazionale.
Le procedure: concorso scuola estero 2025 e requisiti per i candidati
L’assegnazione dei posti banditi segue i criteri tradizionali dell’avviso pubblico annuale per le scuole italiane all’estero e per le Scuole Europee. Ogni aspirante dovrà dimostrare:
- appartenenza al ruolo (docente o dirigente con anni di servizio)
- conoscenza certificata di almeno una lingua veicolare (tipicamente inglese, francese, tedesco o spagnolo)
- idoneità psico-fisica accertata
- formazione specifica sui temi di internazionalizzazione educativa
- motivazione e competenze interculturali comprovate
I candidati dovranno presentare istanza online, superare una valutazione titoli e spesso un colloquio linguistico e motivazionale, oltre a prove aggiuntive in caso di selezioni particolarmente competitive.
Le novità amministrative e le prospettive di carriera
Il decreto personale scolastico estero 2025 introduce alcune innovazioni amministrative, tra cui la semplificazione delle procedure e l’inserimento di indicatori più stringenti su competenze digitali e soft skills, in sintonia con gli standard delle scuole partner europee.
Scegliere una carriera all’estero comporta anche vantaggi in termini di crescita professionale e ritorno d’immagine al rientro: le esperienze in contesti multiculturali, l’ampliamento di competenze linguistiche e la progettazione educativa internazionale sono ormai requisiti richiesti da molte istituzioni scolastiche italiane e straniere.
Implicazioni per il sistema educativo e ricadute sulle comunità italiane all’estero
L’assegnazione delle 668 posizioni scolastiche e delle 115 unità per le Scuole Europee avrà impatti significativi sia sulla qualità complessiva della didattica, sia nel rafforzare il legame identitario tra comunità italiane all’estero e Paese d’origine.
Una scuola di qualità rappresenta il primo veicolo di coesione per le famiglie emigrate e un importante punto di riferimento anche per i tanti binazionali o stranieri interessati alla cultura italiana. In più, la presenza di personale formato e aggiornato, incluse le figure di sostegno, permette di ridurre la dispersione scolastica e valorizzare l’inclusione, contribuendo a dare piena attuazione all’Art. 34 della Costituzione anche all’estero.
Non meno importante, la partecipazione italiana nelle Scuole Europee rafforza la presenza del Sistema Italia nella formazione delle future classi dirigenti europee, rappresentando un investimento strategico in termini di diplomazia culturale.
Sintesi e conclusioni
Il MAECI Decreto Interministeriale 4815/1113 conferma anche per il 2025/2026 la centralità delle scuole italiane all’estero come sede di promozione culturale e custodia identitaria. L’incremento e la varietà dei posti a concorso – tra personale docente, dirigente e amministrativo, con una quota rilevante dedicata al sostegno e alle Scuole Europee – traducono in concreto il valore riconosciuto al sistema educativo italiano a livello internazionale.
Chi è interessato ad avviare o proseguire una carriera nelle scuole italiane all’estero trova ora un’occasione unica, con la possibilità di vivere un’esperienza formativa di altissimo profilo e di contribuire alla crescita del Sistema Italia nel mondo.
Per concorrere sarà fondamentale consultare attentamente i bandi pubblicati, tenere aggiornate le proprie competenze e prepararsi a una selezione che, ogni anno, rappresenta un’opportunità di crescita e di apertura al mondo.