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Riforma dei tecnici al MiM, 47 giorni per rivedere l'articolo 9 del DL 170
Scuola

Riforma dei tecnici al MiM, 47 giorni per rivedere l'articolo 9 del DL 170

Il 13 ottobre tavolo al Mim con 5 sigle sull'articolo 9 del DL 170: 47 giorni alla conversione, quadri orari dei tecnici ancora senza discipline.

Il Ministero dell'Istruzione e del Merito ha convocato per il 13 ottobre il tavolo permanente di confronto con CISL Scuola, UIL Scuola RUA, SNALS Confsal, Gilda-UNAMS e ANIEF. All'ordine del giorno le modifiche introdotte dal decreto-legge 170 del 30 settembre 2026, che ha riscritto il curricolo degli istituti tecnici a riforma appena partita.

La richiesta del 4 ottobre e il silenzio di settembre

La sollecitazione congiunta delle cinque sigle è datata 4 ottobre, ma non è la prima: una comunicazione analoga era stata inviata il 9 settembre ed era rimasta senza riscontro per 25 giorni. Nel frattempo, il 30 settembre il governo ha pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto-legge 170, entrato in vigore il giorno successivo. L'articolo 9 interviene sulle tabelle 1, 2 e 3 dell'allegato 2-ter del decreto-legge 144 del 2022, ridistribuendo la quota di curricolo del primo biennio e tagliando le ore riservate all'autonomia nel triennio.

Il tavolo permanente era stato istituito dopo la procedura di raffreddamento e conciliazione conclusa l'8 aprile scorso. In quella sede l'amministrazione si era impegnata a rivedere il DM 29 del 19 febbraio 2026 sui quadri orari anche sotto il profilo delle ore d'indirizzo, e a prevedere la possibilità di formare cattedre interne anche con orario inferiore alle 18 ore. Fra maggio e settembre si sono tenuti incontri tecnici preparatori, ma il testo pubblicato in Gazzetta ha recepito solo in parte quelle ipotesi.

47 giorni al voto, 297 ore già cancellate

Il tempo è il nodo vero. Dall'incontro del 13 ottobre alla conversione in legge del decreto mancano 47 giorni: il termine ultimo è il 29 novembre. La Commissione cultura del Senato ha avviato l'esame del disegno di legge di conversione il 7 ottobre e il termine per gli emendamenti scade il 20 ottobre alle 12.00. In mezzo c'è una sola riunione formale per incidere sul testo prima che le modifiche vadano in votazione.

Nel merito, l'articolo 9 cancella la quota di autonomia di 132 ore nel primo biennio dei tecnici: gli elementi di base dell'indirizzo passano da 495 a 627 ore. Nel triennio spariscono altre 66 ore nel secondo biennio e 99 ore nel quinto anno, sempre dalla quota di autonomia, per un totale di 297 ore sottratte all'offerta formativa decisa dalle scuole. Il testo però non indica criteri per redistribuire quelle ore fra discipline e classi di concorso: è proprio il buco su cui i sindacati chiedono di intervenire.

Per CISL, UIL, SNALS, Gilda e ANIEF le modifiche introdotte dal decreto rispondono solo in minima parte a quanto emerso nei tavoli tecnici di maggio e luglio. L'amministrazione aveva condiviso con le parti sociali l'ipotesi di rivedere i quadri orari del DM 29 e di consentire la formazione di cattedre interne anche sotto le 18 ore. Nel testo pubblicato nessuna delle due misure è stata recepita in modo esplicito, mentre la trasformazione nominale di tecnici e professionali in "licei tecnologici" e "licei professionali" è stata inserita senza passare dai tavoli preparatori.

Prime classi già partite, quadri orari non ancora definiti

Il paradosso è che la riforma è già in cattedra. I primi tecnici del nuovo ciclo sono partiti a settembre con una quota di iscritti al 30,84%, mezzo punto in meno rispetto al 31,32% dell'anno prima, mentre il percorso 4+2 quasi raddoppia e passa da 5.449 a 10.532 iscritti. Nel frattempo le scuole lavorano con quadri orari che il MIM non ha ancora pubblicato nella versione completa di discipline, denominazioni e classi di concorso.

L'incertezza colpisce prima di tutto chi insegna materie già toccate dalla ridistribuzione: i docenti di Disegno (A037) e di Geografia protestano da settimane per il rischio di ore cancellate senza indicazioni ministeriali di sostituzione. Dopo lo sciopero del 2 ottobre, le cinque sigle hanno scelto la trattativa come terreno di confronto in vista degli emendamenti al DL 170.

Il 13 ottobre si decide se il perimetro delle 297 ore tagliate verrà rinegoziato in Parlamento o lasciato al DM 29 nella sua versione originale, quella che l'amministrazione aveva promesso di aggiornare sei mesi fa.

Domande frequenti

Quali sono le principali modifiche introdotte dall'articolo 9 del DL 170 per gli istituti tecnici?

L'articolo 9 ridistribuisce la quota di curricolo del primo biennio, elimina 132 ore di autonomia nel biennio e altre 165 ore nel triennio, per un totale di 297 ore sottratte all'autonomia delle scuole. Non specifica però i criteri di redistribuzione delle ore tra discipline e classi di concorso.

Cosa chiedono i sindacati al Ministero riguardo la riforma dei tecnici?

Le organizzazioni sindacali chiedono che vengano recepite le proposte discusse nei tavoli tecnici, in particolare la revisione dei quadri orari del DM 29 e la possibilità di formare cattedre interne anche sotto le 18 ore. Inoltre, sollecitano chiarezza sui criteri di redistribuzione delle ore tagliate.

Quali sono le tempistiche previste per la conversione in legge del DL 170?

Dalla riunione del 13 ottobre ci sono 47 giorni fino al termine ultimo del 29 novembre per la conversione in legge. Il termine per la presentazione degli emendamenti in Commissione cultura del Senato scade il 20 ottobre alle 12.00.

Come sta impattando la riforma sugli insegnanti e sulle scuole tecniche?

La riforma sta generando incertezza tra i docenti, soprattutto quelli di materie colpite dai tagli come Disegno e Geografia, che temono la riduzione delle proprie ore senza indicazioni chiare. Le scuole sono partite con il nuovo ciclo ma senza quadri orari definitivi e dettagliati dal Ministero.

Cosa succede alle 297 ore sottratte all'autonomia scolastica?

Le 297 ore sottratte, relative sia al biennio che al triennio, non sono state ancora redistribuite in modo definito tra le diverse discipline. Questo aspetto è uno dei principali punti critici su cui i sindacati chiedono un intervento ministeriale o parlamentare.

Pubblicato il: 8 ottobre 2026 alle ore 09:59

Sara Giorgione

Articolo creato da

Sara Giorgione

Sara Giorgione è laureanda in Lettere Moderne presso l'Università degli Studi di Foggia. Ha maturato esperienza nel settore editoriale, occupandosi di attività legate alla redazione e alla valorizzazione dei contenuti, e svolge attività di moderatrice in eventi letterari, curando il dialogo con autori e pubblico e la conduzione di incontri culturali. Grazie al proprio percorso formativo e professionale ha sviluppato solide competenze nella comunicazione, nella scrittura e nell'organizzazione di iniziative culturali. Su Edunews24 si occupa della cura di contenuti e approfondimenti dedicati al mondo della cultura, dell'attualità e della formazione. È ideatrice e curatrice della rassegna letteraria “Storie da Tè”, progetto nato con l'obiettivo di promuovere la lettura e favorire il confronto tra autori, opere e pubblico attraverso incontri e dialoghi dedicati alla letteratura contemporanea.

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