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Rientro scuola, il conto vero: 2.500 euro tra libri, corredo e ripetizioni
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Rientro scuola, il conto vero: 2.500 euro tra libri, corredo e ripetizioni

Con 1.200 euro di ripetizioni e 1.300 di libri e corredo il rientro sfiora i 2.500 euro. Cosa cambia per le 734mila famiglie con figli in povertà.

Il conto reale del rientro scuola 2026 non si ferma a libri e zaini: sommando i circa 500 euro di ripetizioni e i 700 in più per una singola attività extrascolastica arriva a superare i 2.500 euro per figlio. Il dato emerge incrociando la rilevazione dell'Osservatorio Letuelezioni con la stima Codacons diffusa il 23 agosto.

I numeri della didattica extra

L'Osservatorio prezzi Lezioni Private 2026 di Letuelezioni, basato su oltre 94.000 annunci attivi in Italia, fissa in 54 euro al mese il prezzo mediano di un'ora settimanale di ripetizioni: quasi 500 euro spesi durante l'anno scolastico. Con l'aggiunta di una sola attività extrascolastica come musica o danza la spesa mensile sale a 134 euro, oltre 1.200 euro nei nove mesi di lezione.

Il gap tra materie e territori è netto. Le discipline sportive e musicali costano fino al 70% in più delle ripetizioni di base, con tariffe presenziali tra 20 e 25 euro all'ora. Sulle materie scolastiche il divario tra la città più cara e quella più economica non supera il 25% (12-15 euro/h), ma sulle extrascolastiche arriva al 75% (12-21 euro/h). Roma, Milano e Ravenna sono le città più care per il sostegno pomeridiano, tutte a 15 euro/h. Il mercato è dominato dal presenziale: 56.277 annunci sui 94.274 totali, contro 8.002 lezioni online.

La somma che libri e corredo non dicono

Aggiungere i 1.200 euro di didattica extra ai 1.300 euro che Codacons stima per libri e corredo del 2026/2027 porta il conto totale per uno studente di scuola superiore oltre i 2.500 euro l'anno. Federconsumatori spinge la stima ancora più su: per chi entra al primo anno delle superiori la sola dotazione di libri e quattro dizionari vale 805,15 euro, che sommati al corredo portano il totale a 1.478,75 euro prima ancora di iscriversi a una qualsiasi ripetizione o corso pomeridiano.

Il problema è chi questa cifra non se la può permettere. Secondo il Rapporto ISTAT sulla povertà in Italia 2024, 734mila famiglie con figli minori vivono in povertà assoluta (12,3% del totale) e i minori coinvolti sono 1,28 milioni, il 13,8% del totale, il valore più alto della serie storica dal 2014. Per un nucleo sotto la soglia di povertà assoluta 2.500 euro rappresentano circa un terzo della spesa annua compressa in un solo capitolo: libri, zaini e ripetizioni diventano fisicamente inaccessibili.

Il divario si somma a un problema strutturale. L'Italia è ferma al 4,06% del PIL sulla spesa pubblica in istruzione, tra i valori più bassi in Europa. Meno investimento pubblico significa che il diritto allo studio si scarica sui bilanci familiari, e chi non ha reddito resta fuori dall'offerta pomeridiana che ormai integra la scuola.

Chi paga di più: il divario territoriale

Il divario Nord-Sud sulle ripetizioni è reale ma contenuto: 15 euro/h al Nord contro 13 euro/h al Sud. Il problema è che al Mezzogiorno l'incidenza di povertà assoluta tra le famiglie è al 10,5%, contro il 7,9% del Nord e il 6,5% del Centro: quel differenziale di 2 euro/ora pesa molto di più sui redditi disponibili al Sud che su quelli del Nord.

Le famiglie che possono sostenere la spesa hanno interesse a leggere le voci con attenzione. Le ripetizioni scolastiche sono l'unica categoria in cui l'online costa meno del presenziale: alle medie 12 euro/h online contro 14 in presenza, alle elementari 12 contro 13. In 14 delle 30 materie analizzate il canale digitale è invece più caro (italiano per stranieri: 15 euro online contro 12 in presenza). Le lezioni in gruppo, da 8-10 euro/h a studente, restano l'opzione più contenuta per chi cerca sostegno regolare senza sforare il budget familiare.

Le agevolazioni fiscali danno un aiuto parziale: la detrazione IRPEF del 19% sulle spese di istruzione ha un tetto di 1.000 euro per figlio dal 2026 (massimo 190 euro di rimborso) e riguarda iscrizioni, mensa, gite. Le ripetizioni private restano fuori, così come gran parte del corredo. Chi cerca sostegno dovrà orientarsi su corsi comunali o lezioni in gruppo se non vuole trasformare il diritto allo studio in una spesa residuale.

Domande frequenti

Quali sono le principali voci di spesa per il rientro a scuola nel 2026?

Le principali voci di spesa includono libri di testo, corredo scolastico, ripetizioni private e attività extrascolastiche. Sommando tutte queste voci, la spesa media per uno studente di scuola superiore può superare i 2.500 euro l'anno.

Quanto incidono le ripetizioni private e le attività extrascolastiche sulla spesa totale?

Le ripetizioni private comportano una spesa di circa 500 euro l'anno, mentre una sola attività extrascolastica può costare oltre 1.200 euro nei nove mesi di scuola. Queste voci aumentano significativamente il costo complessivo del rientro a scuola.

Esistono differenze di costo tra Nord e Sud Italia per le ripetizioni scolastiche?

Sì, il costo medio delle ripetizioni è di 15 euro/ora al Nord e 13 euro/ora al Sud. Tuttavia, l'incidenza della povertà è maggiore al Sud, quindi anche differenze minime di prezzo hanno un impatto più elevato sui redditi familiari.

Quali agevolazioni fiscali sono disponibili per le famiglie che sostengono spese scolastiche?

Dal 2026 è prevista una detrazione IRPEF del 19% sulle spese di istruzione fino a un tetto di 1.000 euro per figlio, ma questa agevolazione riguarda solo iscrizioni, mensa e gite. Le ripetizioni private e gran parte del corredo scolastico non sono detraibili.

Quali soluzioni possono adottare le famiglie con budget limitato per ridurre le spese scolastiche?

Le famiglie possono optare per lezioni di gruppo, che costano meno delle lezioni individuali, oppure cercare corsi comunali e valutare l'opzione delle lezioni online, che spesso risultano più economiche. In questo modo è possibile ottenere un sostegno scolastico senza superare il budget familiare.

In che modo la spesa pubblica in istruzione incide sulle famiglie italiane?

La bassa quota di PIL destinata alla spesa pubblica in istruzione costringe le famiglie a sostenere molti costi direttamente. Questo accentua il divario sociale e rende difficile l'accesso al diritto allo studio per le famiglie con redditi più bassi.

Pubblicato il: 4 settembre 2026 alle ore 15:51

Sara Giorgione

Articolo creato da

Sara Giorgione

Sara Giorgione è laureanda in Lettere Moderne presso l'Università degli Studi di Foggia. Ha maturato esperienza nel settore editoriale, occupandosi di attività legate alla redazione e alla valorizzazione dei contenuti, e svolge attività di moderatrice in eventi letterari, curando il dialogo con autori e pubblico e la conduzione di incontri culturali. Grazie al proprio percorso formativo e professionale ha sviluppato solide competenze nella comunicazione, nella scrittura e nell'organizzazione di iniziative culturali. Su Edunews24 si occupa della cura di contenuti e approfondimenti dedicati al mondo della cultura, dell'attualità e della formazione. È ideatrice e curatrice della rassegna letteraria “Storie da Tè”, progetto nato con l'obiettivo di promuovere la lettura e favorire il confronto tra autori, opere e pubblico attraverso incontri e dialoghi dedicati alla letteratura contemporanea.

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