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Promozione della lettura a scuola, il nodo vero è territoriale e sociale
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Promozione della lettura a scuola, il nodo vero è territoriale e sociale

Dati ISTAT: a 11-14 anni legge il 78,9%, ma al Sud la quota scende al 47%. Dove intervenire davvero con i progetti scolastici.

Il 78,9% dei ragazzi tra 11 e 14 anni ha letto almeno un libro nell'ultimo anno: è il valore più alto di tutta la popolazione italiana, dove la media si ferma al 57,1%. Il dato arriva dall'ultima indagine ISTAT sui cittadini e il tempo libero e dice una cosa precisa a chi progetta attività di lettura a scuola: il problema non è iniziare, è trattenere i lettori dopo le medie e raggiungerli dove oggi non arrivano.

Il picco alle medie e il declino con l'età

Nel 2024 i lettori italiani di sei anni e più sono circa 32 milioni, pari al 57,1% della popolazione, in lieve calo rispetto al 60,0% del 2000. La curva per età mostra un picco netto nella fascia 11-14 anni (78,9%) e un progressivo arretramento con l'avanzare degli anni, fino al 37,5% tra gli over 75. In mezzo c'è una forbice di genere stabile: le donne che leggono sono il 62,6%, gli uomini il 51,2%, con il divario che si allarga fino a oltre 17 punti nella fascia 45-54 anni.

La prelettura conferma che l'abitudine nasce molto presto: il 90% dei bambini tra 3 e 5 anni sfoglia, colora o legge libri almeno una volta a settimana fuori dall'orario scolastico, e il 59,8% lo fa tutti i giorni. Le biblioteche, invece, restano uno strumento di nicchia: nel 2025 vi è entrato almeno una volta solo il 14,9% delle persone di sei anni e più, in linea con il 15,1% del 2015.

Divario Nord-Sud e rapporto 3 a 1 con l'istruzione

Qui si colloca l'angolo che il racconto istituzionale sulla promozione della lettura tende a lasciare sullo sfondo. Nel Centro-Nord legge oltre il 60% della popolazione; nel Mezzogiorno la quota scende al 47%. Oltre tredici punti percentuali di distanza, che diventano un problema di equità educativa quando la scuola decide dove concentrare risorse, incontri con autori, progetti di biblioteca scolastica e iniziative extracurricolari.

Il secondo divario è ancora più marcato ed è sociale. I dati ISTAT su libri e biblioteche 2024-2025 indicano un rapporto di 3 a 1 tra chi ha un titolo di studio elevato e chi ha un basso livello di istruzione. Guardando ai redditi familiari, i lettori passano dal 43,9% nel quinto più povero al 72,5% nel quinto più ricco: quasi trenta punti di differenza che hanno molto più peso del genere e persino dell'età nel determinare se un ragazzo entrerà o meno nel gruppo dei lettori stabili.

Cosa chiedere ai progetti di lettura a scuola

I programmi editoriali rivolti alle scuole, dagli incontri con gli autori ai concorsi di scrittura e fumetto, funzionano meglio dove la domanda di lettura è già alta. Per chi insegna, il dato ISTAT sposta la domanda operativa: come si usano queste risorse nelle scuole dove la lettura parte dal 47% e non dal 60%? La scelta tra una classica visita in libreria e un progetto di biblioteca di classe cambia a seconda del contesto, e vale sia per gli istituti del Mezzogiorno sia per le realtà più fragili del Centro-Nord.

A rendere più stretto lo spazio di manovra pesano i vincoli organizzativi della scuola italiana: dalle 34mila classi sopra il tetto dei 30 alunni fotografate dopo il decreto scuola alle condizioni particolari di contesti come la scuola in ospedale, con un docente ogni 62 studenti. In classi affollate o in setting molto specifici, un progetto di promozione della lettura non può essere identico a quello pensato per una terza media di 22 ragazzi al Nord.

La leva vera, come mostra la curva ISTAT, è la fascia 11-14 anni: è lì che il bacino di potenziali lettori è più ampio e che si gioca la tenuta dell'abitudine negli anni successivi. Investire sulle biblioteche scolastiche delle medie, scegliere letture che parlino alla vita quotidiana degli studenti e misurare l'impatto in base al divario di partenza, non alla media nazionale, è un modo concreto per usare i dati, invece di limitarsi a citarli.

Domande frequenti

Perché il tasso di lettura diminuisce dopo la scuola media?

Il tasso di lettura diminuisce dopo la scuola media perché, nonostante il picco tra gli 11 e i 14 anni, molti ragazzi non mantengono l'abitudine negli anni successivi. Fattori come età, contesto sociale e territoriale incidono sulla continuità della lettura.

Quali sono i principali divari nella lettura in Italia?

I principali divari sono territoriali e sociali: nel Centro-Nord legge oltre il 60% della popolazione, contro il 47% del Mezzogiorno. Inoltre, chi ha un alto titolo di studio o un reddito familiare elevato è molto più propenso a leggere rispetto a chi ha un livello di istruzione o un reddito più basso.

Che ruolo hanno le biblioteche nella promozione della lettura?

Le biblioteche restano uno strumento di nicchia: solo il 14,9% delle persone di sei anni e più le frequenta almeno una volta all'anno. Ciò indica che la loro diffusione e utilizzo sono ancora limitati nella promozione della lettura.

Come possono essere più efficaci i progetti di lettura a scuola?

I progetti di lettura a scuola devono adattarsi al contesto territoriale e sociale, concentrandosi sulle fasce dove la lettura è meno diffusa e scegliendo attività mirate. Investire nelle biblioteche scolastiche delle medie e proporre letture vicine alla vita degli studenti può favorire la tenuta dell'abitudine.

Quali sono i vincoli che limitano le attività di promozione della lettura a scuola?

I principali vincoli sono organizzativi: classi troppo numerose e contesti specifici come la scuola in ospedale rendono difficile replicare lo stesso progetto ovunque. Le attività devono quindi essere adattate alle condizioni reali delle singole scuole.

Pubblicato il: 8 ottobre 2026 alle ore 10:07

Sara Giorgione

Articolo creato da

Sara Giorgione

Sara Giorgione è laureanda in Lettere Moderne presso l'Università degli Studi di Foggia. Ha maturato esperienza nel settore editoriale, occupandosi di attività legate alla redazione e alla valorizzazione dei contenuti, e svolge attività di moderatrice in eventi letterari, curando il dialogo con autori e pubblico e la conduzione di incontri culturali. Grazie al proprio percorso formativo e professionale ha sviluppato solide competenze nella comunicazione, nella scrittura e nell'organizzazione di iniziative culturali. Su Edunews24 si occupa della cura di contenuti e approfondimenti dedicati al mondo della cultura, dell'attualità e della formazione. È ideatrice e curatrice della rassegna letteraria “Storie da Tè”, progetto nato con l'obiettivo di promuovere la lettura e favorire il confronto tra autori, opere e pubblico attraverso incontri e dialoghi dedicati alla letteratura contemporanea.

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