Il tredicenne di Centocelle che il 18 settembre 2026 ha accoltellato la sua professoressa non entrerà nel monitoraggio ministeriale del prossimo anno se la vittima non presenta querela. È la stessa falla per cui i due docenti di Parma percossi con la cinghia nel maggio 2026 non compaiono nei dati. Le aggressioni ai docenti sono ancora procedibili a querela, mentre per i sanitari è cambiato tutto sei anni fa.
Sanitari dal 2020, docenti ancora no
Le lesioni contro il personale sanitario sono procedibili d'ufficio dal 2020. Lo ha stabilito la legge 14 agosto 2020 n. 113 sulla sicurezza dei professionisti sanitari, che ha introdotto l'articolo 583-quater del codice penale: chi aggredisce un medico o un infermiere finisce sotto processo indipendentemente dalla volontà della vittima. Per il personale scolastico la strada è opposta. Lo schiaffo in aula, il pugno al colloquio, la spinta al ricevimento restano procedibili a querela ai sensi dell'articolo 582, comma 2, del codice penale. Solo l'uso di armi o la partecipazione di più persone fanno scattare l'ufficio, per il rinvio dell'articolo 585. È la ragione per cui la parte più numerosa degli episodi resta sommersa: chi è stato colpito senza coltello o senza gruppo di aggressori deve decidere se querelare l'ex studente, il genitore o l'estraneo che l'ha assalito.
Cosa ha fatto davvero la legge 25/2024
La riforma del 4 marzo 2024 n. 25 ha scelto la via simbolica. Ha inserito una nuova aggravante comune all'articolo 61 del codice penale (numero 11-novies), ha modificato gli articoli 336 e 341-bis, ha istituito un Osservatorio nazionale sulla sicurezza del personale scolastico e la Giornata nazionale del 15 dicembre. Non ha toccato la procedibilità a querela per le lesioni: la stessa scelta che i sanitari si sono visti ribaltare quattro anni prima. La conseguenza è aritmetica. Il monitoraggio del Ministero dell'istruzione conta 36 episodi denunciati nell'anno scolastico 2022-2023, 68 nel 2023-2024 e 51 nel 2024-2025, con un calo dell'81% tra settembre e dicembre 2025 (4 episodi contro i 21 dell'autunno precedente). Sono numeri di iceberg: registrano solo ciò che è stato formalizzato. L'Osservatorio istituito con decreto interministeriale 4 agosto 2025 n. 157 pubblicherà il primo rapporto entro il 31 gennaio 2027. Nel frattempo la decisione se aprire il procedimento resta interamente sulla vittima, che paga il costo emotivo del confronto giudiziario. Per un medico picchiato in pronto soccorso quel dilemma non esiste. Per un professore alla lavagna sì. La mole di violenza adolescenziale che entra a scuola alza la posta di questa asimmetria.
Nel processo minorile la vittima sparisce
L'asimmetria si allarga nel processo minorile, competente per gran parte degli aggressori adolescenti. L'articolo 10 del d.P.R. 448 del 1988 non ammette la costituzione di parte civile: il docente accoltellato o picchiato da uno studente under 18 non può chiedere il risarcimento nel procedimento penale. Deve aprirne uno civile separato, contro genitori quasi automaticamente responsabili ex articolo 2048 del codice civile, con tempi e costi propri. Ad Abbiategrasso (aprile 2024) e Varese (marzo 2025) due tentati omicidi contro insegnanti si sono chiusi con due anni di messa alla prova senza risarcimento né mediazione. Per la stessa condotta contro un medico maggiorenne, la parte civile sarebbe stata ammessa nel processo ordinario. Sul fronte formativo i docenti restano soli: la formazione sul contrasto alla violenza dopo il caso Cecchettin resta episodica e la catena delle supplenze brevi che il diritto tutela solo prima della firma impedisce a chi cambia scuola ogni pochi mesi di costruire una rete locale di sostegno.
Estendere l'articolo 583-quater al personale scolastico è tecnicamente un intervento di poche righe. La legge 25 del 2024 non l'ha scelto e ha preferito l'Osservatorio. La prossima norma sulla sicurezza scolastica ha lì il suo primo capitolo, prima di ogni giornata nazionale.
Domande frequenti
Perché le aggressioni ai docenti sono ancora procedibili solo a querela?
Secondo l'articolo 582, comma 2, del codice penale, le lesioni contro i docenti sono procedibili solo se la vittima presenta querela. Solo in caso di uso di armi o partecipazione di più persone si procede d'ufficio.
Qual è la differenza tra la tutela legale dei docenti e quella del personale sanitario?
Dal 2020, grazie alla legge n. 113, le lesioni contro il personale sanitario sono procedibili d'ufficio, mentre per i docenti resta necessaria la querela della vittima. Questo crea un'asimmetria nella tutela penale tra le due categorie.
Cosa ha introdotto la legge 25/2024 sulla sicurezza del personale scolastico?
La legge 25/2024 ha introdotto un'aggravante specifica, modificato alcuni articoli del codice penale, istituito un Osservatorio nazionale e una Giornata nazionale per la sicurezza del personale scolastico. Tuttavia, non ha cambiato la procedibilità a querela per le lesioni ai docenti.
Perché molti episodi di aggressione ai docenti non vengono registrati nei dati ministeriali?
Molti episodi non vengono registrati perché la procedibilità a querela richiede una denuncia formale da parte della vittima, che spesso decide di non procedere per evitare il costo emotivo del confronto giudiziario. Di conseguenza, i dati ufficiali rappresentano solo una parte dei casi reali.
Qual è la situazione per i docenti vittime di aggressioni da parte di minorenni?
Nel processo minorile, la vittima non può costituirsi parte civile e deve avviare una causa civile separata per ottenere il risarcimento. Questo comporta ulteriori difficoltà e tempi più lunghi rispetto ai procedimenti contro maggiorenni.
Cosa si prevede per il futuro in tema di sicurezza scolastica?
Il primo rapporto dell'Osservatorio nazionale sulla sicurezza del personale scolastico sarà pubblicato entro il 31 gennaio 2027. Una possibile estensione dell'articolo 583-quater ai docenti potrebbe essere oggetto della prossima normativa.