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Morte di Valeria Fedeli: il ricordo di una protagonista della politica, della scuola e del sindacato
Scuola

Morte di Valeria Fedeli: il ricordo di una protagonista della politica, della scuola e del sindacato

Disponibile in formato audio

Valeria Fedeli è stata una figura centrale della politica e del sindacato italiano, impegnata per scuola, lavoro e diritti. La sua scomparsa lascia un’eredità riconosciuta in modo trasversale nel mondo istituzionale.

Sommario

• Chi era Valeria Fedeli e il suo percorso pubblico

• L’impegno sindacale e l’ingresso in politica

• Il ruolo istituzionale: vicepresidente del Senato e ministra dell’Istruzione

• Le battaglie per la scuola, il lavoro e la parità di genere

• Il cordoglio trasversale del mondo politico

• L’eredità politica e civile di Valeria Fedeli

• Conclusione: una figura che ha segnato la storia recente

Chi era Valeria Fedeli e il suo percorso pubblico

La morte di Valeria Fedeli, avvenuta all’età di 76 anni, segna la scomparsa di una figura centrale della storia politica, sindacale e istituzionale italiana degli ultimi decenni.

Dirigente sindacale di lungo corso, parlamentare e ministra dell’Istruzione, Fedeli ha attraversato stagioni diverse della vita pubblica mantenendo costante il proprio impegno sui temi del lavoro, dell’istruzione e dei diritti.

La notizia della sua scomparsa, confermata dai familiari, ha suscitato un ampio e trasversale cordoglio nel mondo politico e istituzionale, a testimonianza di un percorso che, pur nella diversità delle posizioni, è stato riconosciuto come coerente, appassionato e profondamente radicato nei valori costituzionali.

L’impegno sindacale e l’ingresso in politica

Nata a Treviglio nel 1949, Valeria Fedeli ha costruito gran parte della sua carriera all’interno della Cgil, dove ha ricoperto ruoli di primo piano.

Dopo essere entrata nella direzione nazionale del sindacato, ha guidato la Filtea-Cgil, la federazione dei lavoratori del settore tessile, abbigliamento, cuoio e calzature, diventando una delle figure di riferimento del sindacalismo italiano.

L’esperienza sindacale ha rappresentato il fondamento del suo successivo impegno politico.

Nel 2012 ha assunto anche la vicepresidenza di Federconsumatori, rafforzando il proprio profilo di difesa dei diritti sociali.

L’ingresso diretto in politica è avvenuto nel 2013, con l’elezione al Senato nelle liste del Partito Democratico.

Il ruolo istituzionale: vicepresidente del Senato e ministra dell’Istruzione

Dopo l’elezione a Palazzo Madama, Valeria Fedeli è stata nominata vicepresidente del Senato, incarico che ha svolto dal 2013.

Tra gennaio e febbraio 2015 ha inoltre sostituito temporaneamente il presidente Pietro Grasso, chiamato in quel periodo a esercitare le funzioni di Presidente della Repubblica.

Nel 2016 è entrata nel governo guidato da Paolo Gentiloni come ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

Un incarico centrale, svolto in una fase delicata per il sistema scolastico italiano, che ha posto Fedeli al centro del dibattito su scuola, formazione e diritto allo studio.

È tornata poi in Senato nel 2018, mentre non è stata ricandidata alle elezioni politiche del 2022.

Le battaglie per la scuola, il lavoro e la parità di genere

Nel corso della sua attività pubblica, Valeria Fedeli ha mantenuto una forte attenzione ai temi dell’uguaglianza, della dignità del lavoro e della parità di genere.

Il suo impegno femminista è stato riconosciuto trasversalmente, così come la coerenza con cui ha portato avanti battaglie sociali e civili dentro e fuori le istituzioni.

Secondo quanto ricordato da numerosi esponenti politici, per Fedeli “quasi tutto era politico”, nel senso più alto del termine: la politica come strumento per incidere sulla realtà, difendere i diritti e promuovere una società più equa.

Il cordoglio trasversale del mondo politico

Alla notizia della sua scomparsa sono seguiti numerosi messaggi di cordoglio.

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha ricordato Fedeli come una donna che ha vissuto “con convinzione e passione il suo impegno in politica, nel mondo della scuola e del sindacalismo”.

Parole di stima sono arrivate anche dal presidente del Senato Ignazio La Russa.

Dal Partito Democratico, la segretaria Elly Schlein ha parlato di “un’enorme perdita per tutta la comunità democratica”, sottolineando il contributo “di rara profondità e grande intelligenza” offerto da Fedeli nel corso della sua vita pubblica.

Messaggi di vicinanza sono giunti anche da Paolo Gentiloni, Matteo Renzi, Carlo Calenda, Giuseppe Valditara e da numerosi altri esponenti politici e istituzionali.

L’eredità politica e civile di Valeria Fedeli

L’eredità lasciata da Valeria Fedeli riguarda non solo i ruoli istituzionali ricoperti, ma anche un metodo di impegno fondato sul dialogo, sulla competenza e sulla partecipazione.

La sua figura resta legata ad una visione della politica come servizio e come strumento di trasformazione sociale, capace di tenere insieme sindacato, istituzioni e società civile.

Il suo percorso rappresenta una parte significativa della storia recente della sinistra italiana e del movimento sindacale, con un’attenzione costante alle politiche educative e ai diritti delle persone.

Conclusione: una figura che ha segnato la storia recente

La scomparsa di Valeria Fedeli chiude una lunga stagione di impegno pubblico, ma lascia aperta una traccia profonda nella politica, nella scuola e nel mondo del lavoro.

Il ricordo condiviso e trasversale che ha accompagnato la notizia della sua morte restituisce l’immagine di una donna che ha attraversato le istituzioni con passione, coerenza e senso di responsabilità.

Il suo contributo continuerà ad essere un punto di riferimento nel dibattito su istruzione, diritti e partecipazione democratica.

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Pubblicato il: 14 gennaio 2026 alle ore 14:46

Tamara Mancini

Articolo creato da

Tamara Mancini

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