- Chi sono i perdenti posto e perché si attiva la procedura
- La formazione delle graduatorie dei soprannumerari
- Il ruolo del dirigente scolastico: punteggio e notifiche
- Domanda di trasferimento: tempi e modalità
- Le precedenze: chi resta fuori dalle graduatorie
- Cosa cambia per i docenti di infanzia e primaria
- Domande frequenti
Chi sono i perdenti posto e perché si attiva la procedura
Ogni anno, con l'avvio delle operazioni di mobilità docenti, si ripresenta un passaggio tanto delicato quanto cruciale: l'individuazione dei cosiddetti perdenti posto. Si tratta di quei docenti titolari su una sede scolastica che, a causa della riduzione di organico, della contrazione delle classi o di riorganizzazioni territoriali, risultano in soprannumero rispetto ai posti disponibili.
Per l'anno scolastico 2026/2027, la macchina amministrativa è già in moto. Il meccanismo riguarda in modo specifico la scuola dell'infanzia e la scuola primaria, due ordini di scuola dove le variazioni demografiche incidono con particolare evidenza sulla distribuzione delle cattedre. I docenti interessati sono tenuti a presentare domanda per consentire l'identificazione dei soprannumerari all'interno di ciascun plesso o circolo didattico.
Non si tratta di una formalità. Essere individuati come perdenti posto significa, nella sostanza, perdere la titolarità sulla propria sede e dover affrontare un trasferimento d'ufficio, salvo che non si riesca a ottenere una nuova collocazione attraverso domanda volontaria.
La formazione delle graduatorie dei soprannumerari
Il cuore della procedura è la compilazione delle graduatorie d'istituto finalizzate all'individuazione del personale in esubero. Queste graduatorie vengono stilate sulla base del punteggio attribuito a ciascun docente, secondo i criteri fissati dal Contratto Collettivo Nazionale Integrativo sulla mobilità e dalle relative tabelle di valutazione.
I parametri considerati sono quelli consueti: anzianità di servizio, esigenze di famiglia, titoli generali. Chi si trova in fondo alla graduatoria, con il punteggio più basso, è il primo a risultare soprannumerario.
Un aspetto fondamentale: le graduatorie escludono automaticamente i docenti che godono delle precedenze previste dalla normativa vigente. Ma su questo punto torneremo più avanti.
I dirigenti scolastici hanno l'obbligo di pubblicare le graduatorie definitive entro il 17 aprile 2026. Una scadenza tassativa, che serve a garantire la regolarità dell'intera catena delle operazioni di mobilità.
Il ruolo del dirigente scolastico: punteggio e notifiche
Al dirigente scolastico spetta una responsabilità operativa significativa in questa fase. Non si limita a pubblicare le graduatorie: deve anche verificare la correttezza delle dichiarazioni rese dai docenti e, nei casi in cui i titoli valutabili non vengano dichiarati dall'interessato, attribuire il punteggio d'ufficio sulla base della documentazione già presente agli atti della scuola.
Questo significa che un docente che non presenta la propria scheda con i titoli rischia di vedersi assegnare un punteggio inferiore a quello effettivo, con conseguenze potenzialmente gravi sulla propria posizione in graduatoria. La raccomandazione, dunque, è sempre quella di compilare con attenzione e tempestività tutta la documentazione richiesta.
Una volta individuati i soprannumerari, il dirigente è tenuto a notificare formalmente ai docenti interessati la loro condizione di perdenti posto e il conseguente trasferimento d'ufficio. Questa comunicazione apre una finestra temporale precisa per la reazione del docente.
Domanda di trasferimento: tempi e modalità
Dal momento della ricezione della notifica, il docente individuato come soprannumerario ha 5 giorni di tempo per presentare domanda di trasferimento. È una finestra stretta, che impone una certa prontezza.
Chi presenta domanda entro questo termine può esprimere le proprie preferenze in merito alla sede di destinazione, esattamente come avviene per la mobilità volontaria. Chi invece non presenta alcuna domanda verrà trasferito d'ufficio dall'Ufficio Scolastico competente, senza possibilità di indicare preferenze.
Vale la pena ricordare che la domanda di trasferimento dei perdenti posto segue canali e tempistiche parzialmente diversi rispetto alla domanda ordinaria di mobilità. I docenti che si trovano in questa situazione per la prima volta farebbero bene a consultare con attenzione le istruzioni operative allegate all'ordinanza ministeriale sulla mobilità, oltre che a rivolgersi ai sindacati di categoria per un supporto nella compilazione.
Per chi sta muovendo i primi passi nel mondo della scuola, magari dopo aver superato le recenti procedure concorsuali, come quelle del Concorso PNRR 2: Successi tra gli Aspiranti Docenti nella Scuola dell'Infanzia e Primaria, è utile sapere che la condizione di perdente posto può riguardare anche i neoimmessi in ruolo, qualora la sede di titolarità subisca contrazioni di organico.
Le precedenze: chi resta fuori dalle graduatorie
Come accennato, non tutti i docenti possono essere inseriti nelle graduatorie per l'individuazione dei soprannumerari. La normativa prevede una serie di precedenze che tutelano determinate categorie, escludendole di fatto dal rischio di perdere il posto.
Tra i beneficiari delle precedenze figurano, ad esempio:
- i docenti non vedenti o con disabilità certificata ai sensi della legge 104/92
- il personale che assiste un familiare con grave disabilità
- i docenti trasferiti d'ufficio nell'ultimo triennio che chiedono il rientro nella scuola di precedente titolarità
Queste esclusioni sono tassative e non discrezionali. Il dirigente scolastico è tenuto a verificarne la sussistenza prima di formare la graduatoria definitiva. Un errore in questa fase può dare luogo a ricorsi e contenziosi che rallentano l'intero processo.
Cosa cambia per i docenti di infanzia e primaria
La procedura per i perdenti posto nella scuola dell'infanzia e nella scuola primaria segue lo schema generale della mobilità, ma presenta alcune specificità legate alla struttura organizzativa di questi ordini di scuola.
Nella scuola primaria, ad esempio, la contrazione demografica in atto in molte aree del Paese sta determinando una progressiva riduzione del numero di classi, con effetti diretti sull'organico e, di conseguenza, sul numero di docenti in soprannumero. Non è un fenomeno nuovo, ma negli ultimi anni si è accentuato in modo significativo, soprattutto nelle regioni del Sud.
Nella scuola dell'infanzia il quadro è analogo, aggravato dal fatto che in alcune zone la copertura del servizio resta frammentaria e la distribuzione delle sezioni può variare sensibilmente da un anno all'altro.
Per chi è già titolare nella scuola primaria, peraltro, la stagione che si apre non porta solo novità sul fronte della mobilità: stando a quanto emerge dalle recenti disposizioni ministeriali, anche i costi e le dotazioni didattiche sono oggetto di aggiornamento, come illustrato nell'approfondimento sull'Aggiornamento sui costi dei libri di testo per la scuola primaria nel 2025/2026.
La questione dei perdenti posto resta, anno dopo anno, uno dei nodi più sensibili della gestione del personale scolastico. Per i docenti coinvolti significa incertezza, spesso l'obbligo di spostarsi in sedi lontane da casa, talvolta la necessità di ripensare il proprio percorso professionale. Per il sistema scolastico nel suo complesso, è il riflesso di dinamiche più ampie, dal calo delle nascite alla riorganizzazione della rete scolastica, che la politica affronta con ritardo cronico.
Intanto, chi desidera consolidare il proprio profilo professionale in vista di futuri sviluppi di carriera può valutare anche i percorsi abilitanti per docenti dell'Università Telematica eCampus, un'opzione che può rivelarsi strategica soprattutto per chi teme di dover affrontare nuove procedure di mobilità negli anni a venire.