- Le date dell'esame di maturità 2026
- La composizione della commissione d'esame
- La prova orale: finalità, struttura e svolgimento
- Scena muta all'orale: cosa prevede la normativa
- Il quadro complessivo dell'esame di Stato 2026
- Domande frequenti
Con l'ordinanza ministeriale n. 54 del 26 marzo 2026, il Ministro dell'Istruzione e del Merito ha messo nero su bianco le regole che disciplineranno l'esame di Stato conclusivo del secondo ciclo per l'anno scolastico 2025/2026. Un provvedimento atteso da studenti, famiglie e docenti, che conferma alcune linee già emerse lo scorso anno, come raccontato nell'approfondimento sulla Maturità 2025: tutte le novità sugli esami, ma introduce anche elementi che meritano attenzione. Su tutti, la questione della scena muta durante la prova orale, che conduce alla bocciatura del candidato.
Le date dell'esame di maturità 2026
Il calendario è fissato. Le prove scritte si terranno il 18 e 19 giugno 2026, secondo la consueta scansione che prevede la prima prova (italiano) nella giornata di apertura e la seconda prova, specifica per ciascun indirizzo di studio, il giorno successivo.
La prova orale prenderà il via a partire dal 22 giugno 2026, con un ordine di convocazione dei candidati stabilito dalla commissione in sede di riunione preliminare. Tra la conclusione degli scritti e l'inizio dei colloqui, dunque, intercorrono appena due giorni: un intervallo breve, che la commissione utilizzerà per le operazioni di correzione e per organizzare il calendario degli orali.
Si tratta di tempistiche tutto sommato in linea con gli ultimi anni, pensate per consentire la chiusura delle operazioni entro la prima metà di luglio.
La composizione della commissione d'esame
Uno degli aspetti centrali dell'O.M. 54/2026 riguarda la struttura delle commissioni. Per ogni classe, l'organo collegiale sarà composto da 2 membri interni e 2 membri esterni, oltre al presidente, esterno all'istituto.
La formula mista non è una novità assoluta nel panorama degli esami di Stato italiani, ma rappresenta un equilibrio specifico che il Ministero ha scelto per quest'anno. La presenza dei commissari interni garantisce una conoscenza diretta del percorso formativo degli studenti, mentre i membri esterni assicurano quel principio di terzietà che da sempre caratterizza l'esame di maturità.
Per i docenti coinvolti, la nomina in commissione comporta obblighi precisi e un impegno che si protrae per diverse settimane. Chi è interessato ai meccanismi di valutazione nelle prove orali in ambito concorsuale può trovare un utile termine di confronto nella Valutazione del Concorso DSGA: Dettagli sulla Prova Orale e la Griglia di Valutazione, dove emergono criteri e griglie che, pur in contesto diverso, rispondono a una logica analoga di trasparenza valutativa.
La prova orale: finalità, struttura e svolgimento
Il colloquio orale resta il cuore pulsante dell'esame. Non è un semplice interrogatorio su singole materie, ma un momento pensato per verificare la capacità del candidato di operare collegamenti tra le diverse discipline, di argomentare in modo critico e di dimostrare la maturità complessiva del proprio percorso di studi.
Stando a quanto emerge dall'ordinanza, la prova orale si articola in diverse fasi:
- Avvio del colloquio a partire da materiali predisposti dalla commissione (testi, documenti, esperienze, progetti), che il candidato è chiamato ad analizzare e commentare.
- Esposizione dell'esperienza PCTO (Percorsi per le Competenze Trasversali e l'Orientamento), con particolare attenzione alle competenze acquisite sul campo.
- Discussione delle prove scritte, momento in cui la commissione può chiedere chiarimenti o approfondimenti sugli elaborati già consegnati.
- Accertamento delle conoscenze e competenze di Educazione civica, come previsto dalla normativa vigente.
La commissione valuta il colloquio nella sua interezza, attribuendo un punteggio che concorre al voto finale dell'esame. Non si tratta, dunque, di una somma meccanica di risposte corrette, ma di un giudizio complessivo sulla qualità dell'esposizione, sulla profondità dei contenuti e sulla capacità di ragionamento autonomo.
Come prepararsi al meglio
Gli studenti farebbero bene a non sottovalutare la dimensione interdisciplinare del colloquio. Negli ultimi anni, le commissioni hanno premiato chi dimostra di saper tessere fili tra materie diverse, di possedere un pensiero critico autentico e di esprimersi con chiarezza. Ripetere a memoria non basta. Serve padronanza.
Scena muta all'orale: cosa prevede la normativa
È forse il punto che più preoccupa studenti e genitori. L'ordinanza non lascia margini di ambiguità: un candidato che fa scena muta durante la prova orale sarà bocciato.
La ratio è chiara. L'esame di Stato è concepito come verifica conclusiva di un intero ciclo di studi. Se il candidato non è in grado, o non intende, fornire alcuna risposta durante il colloquio, la commissione non dispone di elementi sufficienti per attribuire una valutazione positiva. Il colloquio, del resto, non è una formalità: è una prova d'esame a tutti gli effetti, con un peso specifico rilevante nel computo del voto finale.
Va precisato che la scena muta si configura come un'assenza totale di risposte, non come una semplice difficoltà su un argomento specifico. Un candidato che risponde in modo parziale o incerto su alcuni temi, ma dimostra comunque competenze su altri, non ricade automaticamente in questa casistica. La valutazione resta collegiale e tiene conto dell'intero svolgimento della prova.
Ciò detto, il messaggio del Ministero è inequivocabile: chi si presenta al colloquio deve essere preparato a sostenere la prova. Non esistono scorciatoie.
Il quadro complessivo dell'esame di Stato 2026
L'O.M. 54/2026 si inserisce in un percorso normativo che, negli ultimi anni, ha cercato di stabilizzare il formato dell'esame di maturità dopo le profonde modifiche introdotte durante e dopo l'emergenza pandemica. La struttura con due prove scritte e un colloquio orale è ormai consolidata, così come il sistema dei crediti scolastici che concorre alla formazione del voto finale.
La scelta di commissioni con 2 interni e 2 esterni rappresenta una soluzione di compromesso tra il modello a composizione interamente esterna, considerato più rigoroso ma anche più costoso e complesso dal punto di vista organizzativo, e quello a composizione prevalentemente interna, adottato negli anni dell'emergenza Covid. Un equilibrio che il Ministero evidentemente ritiene funzionale.
Per chi segue le dinamiche del reclutamento scolastico, vale la pena notare come anche i concorsi per il personale della scuola stiano vivendo una fase intensa. Le recenti convocazioni per la prova orale nel Concorso Scuola Secondaria PNRR2 confermano un sistema in pieno movimento, dove le prove orali, siano esse d'esame o concorsuali, restano il banco di prova decisivo.
I prossimi mesi saranno cruciali per centinaia di migliaia di maturandi. Il consiglio, banale ma mai superfluo, è uno solo: studiare. Perché davanti alla commissione, il 22 giugno, non ci saranno seconde possibilità per chi sceglie il silenzio.