- L'ordinanza del 27 marzo: cosa cambia
- La riflessione personale: come funziona la novità del colloquio
- Cittadinanza attiva e elaborato critico
- Requisiti di ammissione: le soglie da rispettare
- Il calendario: si parte il 18 giugno
- Domande frequenti
L'ordinanza del 27 marzo: cosa cambia
C'è una novità che rischia di passare sottotraccia, ma che potrebbe ridisegnare il senso stesso del colloquio d'esame. L'ordinanza ministeriale emanata lo scorso 27 marzo 2026 disciplina nel dettaglio lo svolgimento degli esami di Maturità 2026 e introduce un elemento inedito: la riflessione personale del candidato come momento d'apertura della prova orale.
Non si tratta di un semplice aggiustamento procedurale. Chi ha seguito l'evoluzione dell'esame di Stato negli ultimi anni, dalle polemiche sulla seconda prova alle sperimentazioni post-pandemia, sa bene che ogni modifica al colloquio porta con sé un segnale culturale preciso. E il segnale, questa volta, è chiaro: più spazio alla voce dello studente, meno interrogazione frontale. Già con la Maturità 2025: tutte le novità sugli esami si era intravista una tendenza verso una maggiore centralità del candidato nel colloquio, ma l'ordinanza 2026 compie un passo ulteriore.
La riflessione personale: come funziona la novità del colloquio
Stando a quanto emerge dal testo dell'ordinanza, il colloquio orale della Maturità 2026 si aprirà con una riflessione personale elaborata dal candidato. Non un'esposizione a tema libero, né una semplice presentazione del percorso scolastico. Si tratta di un intervento strutturato in cui lo studente è chiamato a dimostrare capacità di analisi, maturità critica e consapevolezza del proprio percorso formativo.
La commissione ascolterà, potrà porre domande di approfondimento, ma il punto di partenza sarà scelto dal candidato. Un rovesciamento, almeno parziale, della dinamica tradizionale dell'esame orale, dove era la commissione a condurre il gioco fin dal primo istante.
Per i docenti che da settimane preparano i propri studenti alla prova, questo significa ripensare parte della didattica orientativa dell'ultimo periodo. Non basta più "sapere le cose": occorre saperle mettere in prospettiva.
Cittadinanza attiva e elaborato critico
L'altra novità rilevante riguarda la possibilità, per i candidati, di includere nel colloquio un elaborato critico su cittadinanza attiva. Non è un obbligo, ma un'opzione che il Ministero ha voluto esplicitamente prevedere nel testo dell'ordinanza, e che si inserisce in un filone ormai consolidato: l'educazione civica come asse trasversale dell'esame di Stato.
Chi sceglierà questa strada potrà presentare un lavoro, anche di carattere multimediale, su temi legati alla partecipazione democratica, alla sostenibilità, ai diritti. La valutazione terrà conto della capacità argomentativa e della coerenza con il percorso di studi.
Va detto che il peso di questa componente nel giudizio complessivo del colloquio non è ancora del tutto chiaro. Sarà compito delle singole commissioni calibrare la valutazione, e non mancheranno probabilmente le interpretazioni divergenti da un istituto all'altro.
Requisiti di ammissione: le soglie da rispettare
Sul fronte dei requisiti di ammissione alla Maturità 2026, l'ordinanza conferma i criteri già noti, senza sorprese:
- Frequenza: è richiesta la partecipazione ad almeno il 75% delle ore annuali di lezione. Deroghe possibili solo in casi documentati e gravi.
- Profitto: ogni disciplina deve essere stata valutata con un voto minimo di 6 decimi. Nessuna insufficienza è ammessa ai fini dell'ammissione.
Si tratta di soglie che, come sottolineato più volte dai sindacati della scuola, penalizzano in modo sproporzionato gli studenti con situazioni familiari complesse o problemi di salute. La questione resta aperta, e l'ordinanza non introduce alcuna novità su questo fronte.
Per chi guarda al futuro del sistema scolastico italiano, vale la pena segnalare che proprio dall'anno successivo entreranno in vigore le Importanti Novità per gli Istituti Tecnici a Partire dal 2026/2027, con possibili ricadute anche sulla struttura degli esami.
Il calendario: si parte il 18 giugno
La sessione d'esame prenderà il via giovedì 18 giugno 2026 alle ore 8:30 con la prima prova scritta, uguale su tutto il territorio nazionale. Una data ormai ufficiale, che mette fine alle indiscrezioni circolate nelle settimane scorse.
Per circa mezzo milione di studenti italiani, il conto alla rovescia è partito. Con una differenza rispetto agli anni passati: quest'anno, al momento di sedersi davanti alla commissione per il colloquio, toccherà a loro parlare per primi.