Loading...
Il 48% degli studenti ha ansia di matematica: cosa dicono OCSE e INVALSI
Scuola

Il 48% degli studenti ha ansia di matematica: cosa dicono OCSE e INVALSI

Disponibile in formato audio

Il 48% degli studenti italiani prova ansia da matematica, primo in Europa (OCSE 2022). INVALSI 2025: il 51% dei diplomandi sotto il livello base.

Il 48% degli studenti italiani prova disagio fisico davanti a un problema di matematica: è la percentuale più alta d'Europa, secondo i dati OCSE elaborati in PISA 2022. La matematica manipolativa, che parte da oggetti concreti prima di arrivare ai simboli, non è ancora pratica diffusa nelle aule italiane. I numeri mostrano quanto costi.

I dati del problema: PISA 2022 e INVALSI 2025

Il 30% dei quindicenni italiani non raggiunge il livello 2 in matematica nell'indagine PISA 2022, soglia minima per usare il calcolo nelle situazioni quotidiane. Il punteggio medio italiano è 471 punti, in linea con la media OCSE di 472, ma il confronto temporale è preoccupante: rispetto al 2018, l'Italia ha perso 15 punti, uno dei cali più marcati tra i Paesi europei.

Il Rapporto INVALSI 2025 conferma la tendenza: il 51% dei diplomandi non supera il livello base in matematica all'ultimo anno di scuola superiore. Il divario territoriale è consistente: in alcune province del Sud e delle Isole, la quota di studenti sotto soglia supera il 60%.

Il dato sull'ansia chiude il quadro: il 48% degli studenti italiani riferisce disagio specifico davanti ai problemi di matematica, contro il 39% della media OCSE. Ogni punto in più nell'indice di ansia corrisponde a -18 punti nel rendimento. Il calo nei punteggi e l'aumento dell'ansia non sono fenomeni separati. Il dibattito su come le prove standardizzate misurino tutto questo è aperto: lo sciopero del maggio 2025 ha portato le prove INVALSI al centro delle critiche sull'istruzione.

Perché la manipolazione fisica riduce l'ansia

Il rapporto Eurydice 2023 sull'apprendimento di matematica e scienze nelle scuole, tradotto da INDIRE identifica un pattern ricorrente nei sistemi con bassi risultati: la matematica viene presentata come insieme chiuso di regole da applicare, senza contatto con il mondo fisico. L'errore viene trattato come fallimento da segnare in rosso, non come informazione su come lo studente sta ragionando. L'ansia, in questo schema, non è un disturbo emotivo: è la risposta logica a un sistema che non tollera il tentativo.

La sequenza che funziona è inversa: prima il gesto fisico (costruire, piegare, misurare), poi la rappresentazione visiva, infine il simbolo astratto. Costruire frazioni con strisce di carta porta a capire che un mezzo equivale a due quarti senza che nessuno lo spieghi. Contare vertici, spigoli e facce di un solido costruito con cannucce produce la relazione di Eulero attraverso l'esperienza diretta. Il concetto si ancora alla memoria procedurale, non solo a quella verbale, ed è più stabile nel tempo.

Per gli studenti con disturbi specifici dell'apprendimento, il beneficio è ancora più diretto: la manipolazione concreta è parte riconosciuta dei percorsi compensativi. Lo ribadisce anche la sentenza del Consiglio di Stato sul diritto agli strumenti compensativi per gli studenti con difficoltà.

Tutto questo non richiede laboratori costosi. Richiede tempo nella progettazione e la scelta consapevole di non sacrificare la comprensione alla velocità nel completare i capitoli.

Come si struttura una lezione di matematica concreta

Dal primo ciclo alla secondaria di secondo grado, il principio è lo stesso: l'astrazione funziona solo se viene costruita sopra l'esperienza. Saltare questa fase per finire prima il libro produce le lacune che i dati INVALSI registrano ogni anno. Alla primaria, frazioni, misure e proporzioni si prestano alla manipolazione diretta: ritagliare, sovrapporre, comparare oggetti reali. Alla secondaria di primo grado si lavora con geometria solida, raccolta di dati in contesti autentici, proporzioni su misure concrete. Al liceo e al tecnico, concetti come funzioni e probabilità si ancorano a situazioni fisiche prima di formalizzare l'equazione.

Il lavoro in piccoli gruppi su problemi autentici - un budget reale, una misura da raccogliere, una forma da costruire - abbassa direttamente l'ansia: si sbaglia insieme, si discute, si argomentano le scelte. L'errore diventa parte del processo, non la fine. Per chi vuole approfondire l'uso del gioco come leva didattica strutturata, c'è un percorso documentato nell'articolo su come il gioco diventa strumento di apprendimento della matematica.

I dati OCSE e INVALSI non indicano una soluzione. Indicano un problema con dimensioni precise: il 48% che prova paura, il 51% che non raggiunge il livello base. La matematica manipolativa risponde a questi numeri perché parte da dove il cervello costruisce conoscenza stabile, non da dove il programma vorrebbe arrivare entro maggio.

Domande frequenti

Perché così tanti studenti italiani provano ansia di fronte alla matematica?

Secondo i dati OCSE e INVALSI, l'ansia deriva da un approccio didattico che presenta la matematica come un insieme chiuso di regole astratte, senza collegamento con il mondo reale. Questo metodo genera disagio perché non permette agli studenti di costruire la comprensione attraverso l'esperienza diretta.

Che cosa si intende per matematica manipolativa e quali sono i suoi benefici?

La matematica manipolativa consiste nell'utilizzo di oggetti concreti e attività manuali per esplorare i concetti matematici prima di passare alla rappresentazione simbolica. Questo approccio facilita la comprensione, riduce l'ansia e rende l'apprendimento più stabile e duraturo, soprattutto per studenti con disturbi specifici dell'apprendimento.

Quali sono i dati più preoccupanti emersi dalle indagini OCSE PISA 2022 e INVALSI?

Il 48% degli studenti italiani riferisce disagio di fronte ai problemi di matematica e il 51% dei diplomandi non raggiunge il livello base in matematica. Inoltre, dal 2018 al 2022, l'Italia ha perso 15 punti nel punteggio medio PISA, uno dei cali più alti in Europa.

Come si può strutturare una lezione di matematica concreta a scuola?

Una lezione di matematica concreta parte dall'esperienza fisica, come costruire o misurare oggetti reali, per poi passare alla rappresentazione visiva e infine a quella simbolica. È importante lavorare in piccoli gruppi su problemi autentici, dove l'errore viene visto come parte del processo di apprendimento.

Cosa dicono i dati sulle differenze territoriali nei risultati di matematica in Italia?

I dati INVALSI evidenziano un marcato divario territoriale: in alcune province del Sud e delle Isole, oltre il 60% degli studenti non supera la soglia minima in matematica, rispetto a percentuali più basse in altre regioni.

Pubblicato il: 18 maggio 2026 alle ore 08:58

Antonello Torchia

Articolo creato da

Antonello Torchia

Direttore Responsabile di EduNews24.it Antonello Torchia è giornalista professionista, politologo e geografo, con un percorso formativo e professionale di ampio respiro che integra competenze in ambito economico, geopolitico, comunicativo e territoriale. Vanta una solida formazione accademica multidisciplinare: ha conseguito la Laurea in Economia e Commercio (quadriennale, Vecchio Ordinamento), la Laurea Magistrale in Relazioni Internazionali (LM-52) con la votazione di 110/110 e lode, e la Laurea Magistrale in Scienze Geografiche (LM-80). Un trittico di competenze che gli consente di leggere i fenomeni contemporanei con una prospettiva che abbraccia le dinamiche economiche, le relazioni tra Stati e le dimensioni spaziali e territoriali della società. Nel corso della sua carriera ha maturato una significativa esperienza nella comunicazione istituzionale e politica, collaborando con emittenti televisive e testate della carta stampata. Questa esperienza sul campo gli ha conferito una padronanza trasversale dei linguaggi mediatici, dalla televisione al digitale. Attualmente ricopre il ruolo di Direttore Responsabile di EduNews24.it, testata giornalistica online dedicata al mondo dell'istruzione, della formazione e delle politiche educative italiane ed europee, dove cura la linea editoriale e supervisiona la produzione di contenuti rivolti a docenti, studenti, istituzioni e operatori del settore educativo. È inoltre docente di Comunicazione presso la SSML Città di Lamezia Terme, istituto universitario specializzato nella mediazione linguistica, dove mette a disposizione delle nuove generazioni di professionisti della comunicazione il proprio bagaglio di competenze giornalistiche, analitiche e accademiche.

Articoli Correlati