- A cosa servono le graduatorie interne di istituto
- Chi viene inserito nelle graduatorie
- Come si calcola il punteggio
- La scadenza del 17 aprile 2026
- Reclami e rettifiche: tempi e modalità
- Il nesso con la mobilità 2026/2027
- Domande frequenti
Nelle segreterie scolastiche italiane si lavora a ritmo serrato. È il periodo dell'anno in cui ogni istituto è chiamato a formulare e pubblicare le graduatorie interne, lo strumento attraverso cui vengono individuati i docenti cosiddetti perdenti posto: quei titolari che, per effetto di contrazioni dell'organico, rischiano di dover lasciare la sede in cui prestano servizio. Un passaggio tutt'altro che burocratico, perché dalla posizione occupata in graduatoria dipende la possibilità di restare nella propria scuola o di essere dichiarati soprannumerari.
A cosa servono le graduatorie interne di istituto
La funzione è chiara: quando il numero di cattedre o posti disponibili in un istituto si riduce rispetto all'anno precedente, il dirigente scolastico deve stabilire chi, tra i docenti titolari, risulta in esubero. Le graduatorie interne di istituto servono esattamente a questo. Il docente collocato nella posizione più bassa della graduatoria è il primo a essere individuato come soprannumerario.
Non si tratta di un licenziamento, va chiarito. Il docente individuato come perdente posto ha diritto a partecipare alle operazioni di mobilità 2026/2027, presentando domanda entro i termini stabiliti dall'ordinanza ministeriale. Senza la tempestiva pubblicazione delle graduatorie, però, l'intero meccanismo si inceppa: chi non sa di essere soprannumerario non può attivarsi nei tempi previsti.
Chi viene inserito nelle graduatorie
Vengono inclusi tutti i docenti con contratto a tempo indeterminato titolari nell'istituto. Un criterio di priorità importante riguarda l'anzianità di immissione in ruolo: stando a quanto emerge dalla normativa vigente, i docenti entrati in ruolo prima dell'anno scolastico 2025/2026 godono di una posizione di vantaggio rispetto ai colleghi di più recente nomina.
Questo principio risponde a una logica consolidata nel sistema scolastico italiano: chi ha maturato maggiore anzianità di servizio nella sede gode, di norma, di una tutela più forte contro il rischio di trasferimento d'ufficio. Ma il punteggio complessivo tiene conto di diversi fattori, non solo dell'anzianità.
Vale la pena ricordare che esistono anche tutele specifiche per i docenti e il personale ATA che si trovano in situazioni di particolare difficoltà, come previsto dalla normativa sulle precedenze.
Come si calcola il punteggio
Il punteggio della graduatoria interna viene attribuito secondo i criteri fissati dal CCNI sulla mobilità. Le voci principali che concorrono alla formazione del punteggio sono:
- Anzianità di servizio: gli anni di insegnamento prestati, sia di ruolo che pre-ruolo (questi ultimi valutati con coefficienti diversi)
- Continuità nella sede: viene premiata la permanenza prolungata nello stesso istituto
- Esigenze di famiglia: punteggio aggiuntivo per ricongiungimento al coniuge, figli minori, assistenza a familiari disabili ai sensi della legge 104/92
- Titoli generali: ulteriori titoli di studio, specializzazioni, abilitazioni
La compilazione delle tabelle di valutazione richiede attenzione da parte delle segreterie. Errori nel conteggio possono alterare l'ordine della graduatoria e, di conseguenza, individuare come soprannumerario il docente sbagliato. A tal proposito, nel 2025 è stata introdotta una piattaforma digitale dedicata alla gestione delle graduatorie interne, pensata per ridurre il margine di errore e velocizzare le operazioni.
La scadenza del 17 aprile 2026
Le graduatorie interne di istituto devono essere pubblicate entro il 17 aprile 2026. Una data non casuale: è calibrata per lasciare ai docenti eventualmente individuati come soprannumerari il tempo necessario per presentare domanda di mobilità condizionata.
La pubblicazione avviene mediante affissione all'albo dell'istituto e, nella prassi ormai consolidata, anche attraverso il sito web della scuola nell'area dedicata alla trasparenza amministrativa. Il dirigente scolastico è responsabile della correttezza e della tempestività dell'adempimento.
Ritardi nella pubblicazione non sono rari, ma possono generare contenziosi. Se un docente viene informato della propria condizione di soprannumerario troppo tardi, potrebbe non riuscire a esprimere le proprie preferenze di sede nei termini previsti dall'ordinanza sulla mobilità.
Reclami e rettifiche: tempi e modalità
Una volta pubblicate le graduatorie, si apre una finestra per le contestazioni. I reclami possono essere presentati entro 10 giorni dalla data di pubblicazione, indirizzati al dirigente scolastico dell'istituto. Il reclamo deve essere motivato e documentato: non basta una generica contestazione, occorre indicare con precisione quale voce del punteggio si ritiene errata e allegare la documentazione a supporto.
Il dirigente è tenuto a esaminare il reclamo e, se fondato, a rettificare la graduatoria. In caso di rigetto, il docente può ricorrere alle vie ordinarie, incluso il ricorso al giudice del lavoro. La giurisprudenza in materia è corposa, segno che le controversie sulle graduatorie interne restano un capitolo delicato della vita scolastica.
Il nesso con la mobilità 2026/2027
La tempistica della pubblicazione è strettamente legata al calendario della mobilità docenti 2026/2027. L'individuazione dei soprannumerari è, di fatto, il presupposto per l'avvio della fase di mobilità d'ufficio. Il docente dichiarato perdente posto che non presenta domanda di trasferimento viene trasferito d'ufficio dall'Ufficio Scolastico Territoriale competente.
Presentare domanda, dunque, conviene sempre: consente almeno di indicare le sedi preferite, evitando un'assegnazione del tutto subìta. Va ricordato che la domanda di mobilità condizionata, presentata dal docente soprannumerario, viene trattata con priorità rispetto alle domande volontarie nella fase dei trasferimenti.
Il quadro complessivo delle graduatorie nel mondo della scuola, peraltro, è in continua evoluzione. Basti pensare alla recente proroga fino al 2027 per l'utilizzo delle graduatorie degli educatori nelle scuole paritarie, che testimonia come il legislatore intervenga spesso con aggiustamenti mirati.
La questione resta aperta ogni anno e, ogni anno, coinvolge migliaia di docenti. Per chi è in servizio con contratto a tempo indeterminato, verificare con attenzione il proprio punteggio e controllare la graduatoria una volta pubblicata non è un optional: è una forma di tutela del proprio diritto alla stabilità lavorativa.