- L'evacuazione e la decisione della dirigente
- Le cause: piogge, reflussi fognari e un errore umano
- Due idraulici per 42 scuole: il nodo della manutenzione
- La risposta delle istituzioni e il monitoraggio in corso
- Domande frequenti
Odore acre, insopportabile, che si insinua nelle aule e nei corridoi fino a rendere impossibile qualsiasi attività didattica. È quanto accaduto nella mattinata di oggi a Sampierdarena, storico quartiere del ponente genovese, dove circa 250 bambini sono stati fatti uscire in via precauzionale da due istituti scolastici invasi dai miasmi provenienti dall'impianto fognario.
L'evacuazione e la decisione della dirigente
A disporre l'evacuazione è stata la dirigente scolastica Anna Maria Repetto, che non ha esitato di fronte all'evidenza della situazione. I plessi coinvolti sono l'asilo Walt Disney e la scuola primaria di via San Bartolomeo del Fossato, due strutture che ospitano complessivamente alcune centinaia di alunni tra i tre e i dieci anni.
Le esalazioni maleodoranti hanno iniziato a diffondersi nelle prime ore del mattino, rendendo l'aria irrespirabile in diversi ambienti. La dirigente, dopo un primo sopralluogo e consultato il personale scolastico, ha ritenuto che non sussistessero le condizioni minime per proseguire le lezioni. I bambini sono stati accompagnati all'esterno in modo ordinato, seguendo le procedure previste dai piani di emergenza degli istituti.
Una vicenda che riporta al centro dell'attenzione il tema della sicurezza degli edifici scolastici e, più in generale, dello stato di salute delle infrastrutture destinate all'istruzione. Non si tratta, va detto, di un caso isolato: il patrimonio edilizio scolastico italiano sconta decenni di manutenzione insufficiente, e le cronache restituiscono con regolarità episodi simili da nord a sud.
Le cause: piogge, reflussi fognari e un errore umano
Stando a quanto emerge dai primi accertamenti, i miasmi sarebbero stati provocati da reflussi fognari aggravati dalle forti piogge che hanno colpito Genova nelle ore precedenti. Le precipitazioni intense hanno messo sotto pressione il sistema fognario della zona, già noto per le sue criticità strutturali, causando risalite di liquami e conseguenti esalazioni all'interno degli edifici.
Ma non solo maltempo. I tecnici intervenuti sul posto hanno individuato un errore umano come concausa principale dell'accaduto. I dettagli su questa componente non sono stati ancora resi pubblici in modo completo, ma si tratterebbe di un'anomalia nella gestione o nella manutenzione dell'impianto che avrebbe amplificato gli effetti del sovraccarico idraulico.
Alle esalazioni si sono aggiunte infiltrazioni d'acqua nell'edificio, un ulteriore elemento che ha contribuito alla decisione di sospendere le attività. L'acqua penetrata attraverso le strutture rappresenta infatti non solo un disagio immediato, ma anche un potenziale rischio per l'agibilità dei locali nel medio termine.
Chi lavora quotidianamente nel mondo della scuola primaria sa bene quanto episodi come questo incidano sulla continuità didattica e sul clima di fiducia delle famiglie nei confronti delle istituzioni scolastiche.
Due idraulici per 42 scuole: il nodo della manutenzione
Il dato forse più eloquente di tutta la vicenda è un numero: due. Tanti sono gli idraulici disponibili per la manutenzione di 42 plessi scolastici sul territorio. Una sproporzione che la dice lunga sulle risorse effettivamente destinate alla cura degli edifici dove ogni giorno migliaia di bambini e ragazzi trascorrono le loro giornate.
È un problema strutturale, non emergenziale. Quando si verificano situazioni critiche — e a Genova, città dal territorio complesso e dalle infrastrutture spesso vetuste, le situazioni critiche non mancano — la carenza di personale tecnico trasforma un inconveniente gestibile in un'emergenza vera e propria. I tempi di intervento si allungano, le risposte arrivano in ritardo, e nel frattempo le scuole restano inagibili.
La questione della manutenzione ordinaria e straordinaria degli edifici scolastici è un capitolo aperto da anni nel dibattito pubblico italiano. L'anagrafe dell'edilizia scolastica del Ministero dell'Istruzione e del Merito fotografa una realtà in cui oltre il 40% degli edifici ha più di cinquant'anni, e una quota significativa necessita di interventi non più rinviabili. Fondi PNRR e programmazioni regionali hanno avviato cantieri importanti, ma l'ordinaria manutenzione — quella quotidiana, fatta di tubature, scarichi, impianti — resta troppo spesso il fanalino di coda delle priorità.
Nel frattempo, il mondo della scuola dell'infanzia e primaria affronta anche sfide sul fronte del reclutamento: il Concorso PNRR 2 ha mostrato segnali incoraggianti per gli aspiranti docenti, ma insegnanti motivati e preparati hanno bisogno di strutture adeguate in cui lavorare.
La risposta delle istituzioni e il monitoraggio in corso
L'intervento dei tecnici comunali è stato richiesto tempestivamente dalla scuola. Il presidente del Municipio Centro Ovest, Michele Colnaghi, sta monitorando la situazione e ha confermato che le operazioni di ripristino sono in corso. L'obiettivo è riportare i due plessi in condizioni di piena agibilità nel minor tempo possibile, anche se i tempi dipenderanno dall'entità dei danni riscontrati e dalla capacità di intervento delle squadre tecniche.
Colnaghi non ha nascosto la preoccupazione per un quadro che va ben oltre il singolo episodio. La rete fognaria di Sampierdarena, come quella di altre zone del capoluogo ligure, risente dell'età e della conformazione urbanistica del quartiere. Ogni evento meteorologico intenso mette a dura prova un sistema già fragile.
Per le famiglie dei 250 bambini coinvolti, l'attesa è duplice: da un lato il ritorno alla normalità scolastica, dall'altro la garanzia che episodi simili non si ripetano. Una garanzia che, con due idraulici per 42 scuole, appare oggi più una speranza che una certezza.