Il ministero chiude le immissioni in ruolo del 2026/27 con 37.430 docenti assunti, 7.745 in più rispetto all'anno precedente, ma anche con 9.356 posti rimasti senza candidati e circa 118.000 cattedre coperte con supplenza annuale. Per il 2027/28 il nodo non è più se servano elenchi regionali e doppio canale, ma quando diventeranno operativi e per quali posti.
Il bilancio 2026/27 su cui parte il nuovo anno
Il comunicato del MIM del 3 settembre 2026 fotografa il punto di partenza: 37.430 immissioni in ruolo contro le 29.685 dello stesso periodo del 2025/26, con un salto di oltre il 26% in dodici mesi. A contribuire sono stati per la prima volta gli elenchi regionali, introdotti dal decreto ministeriale 68 del 22 aprile 2026 per attingere agli idonei dei concorsi banditi dal 2020. Restano fuori dalla cattedra stabile 9.356 posti, concentrati sugli insegnamenti con graduatorie esaurite, mentre sono stati confermati 55.814 supplenti su posto di sostegno, quasi 10 mila in più sul 2025/26. Sulla dirigenza il ministero ha assunto 342 dirigenti scolastici, e si avvia a chiusura l'immissione in ruolo di 12.284 unità di personale ATA. Il quadro, dietro la soglia dei 37 mila, racconta un reclutamento che continua a reggersi su una base precaria stabile e difficilmente comprimibile a breve termine. Il dettaglio è ricostruito nel nostro resoconto sulle immissioni 2026/27.
Elenchi regionali e doppio canale, i due binari del 2027/28
Gli elenchi regionali, previsti dall'articolo 2 del decreto-legge 45/2025 convertito dalla legge 79/2025, raccolgono i docenti che hanno superato la prova orale nei concorsi dal 2020 in poi senza entrare nella graduatoria di merito. Nel 2026/27 sono stati utilizzati in via residuale, solo in caso di esaurimento delle graduatorie dei concorsi PNRR, e proprio sulle classi di concorso con graduatoria esaurita si concentra la gran parte dei 9.356 posti rimasti vuoti. Il doppio canale è invece la richiesta di affiancare al concorso un canale stabile dalle Graduatorie provinciali per le supplenze, non più solo per il sostegno ma anche per il posto comune. La proposta è sul tavolo del governo e dei sindacati da mesi: la Gilda chiede la trasformazione delle GPS in GPSR, graduatorie provinciali per il ruolo, mentre il senatore leghista Mario Pittoni ha rilanciato il doppio canale come unica strada praticabile dopo l'esaurimento del contingente dei concorsi PNRR. Il peso di questa partita si misura soprattutto sul sostegno: oltre la metà dei posti continua a essere assegnata in organico di fatto, senza una copertura stabile. Con 118 mila supplenze annuali attive su tutte le discipline, oltre tre volte le immissioni in ruolo di quest'anno, qualunque strumento che converta precariato in cattedra fissa cambia il bilancio reale del sistema.
Cosa aspettarsi, tempi e nodi aperti
Per il 2027/28 serviranno un nuovo decreto ministeriale e nuove domande da parte dei candidati: gli elenchi regionali non sono permanenti e la finestra di iscrizione del 6-25 maggio 2026 valeva solo per l'anno in corso. Il turno di immissioni che si sta chiudendo nelle regioni mostra già oggi quanto conti ogni singolo posto liberato in surroga: in Veneto il turno 18 ha mosso 5.094 posti autorizzati con nomina giuridica dal 1° settembre 2026 ed economica dall'anno scolastico 2027/28, sfasando di dodici mesi inquadramento formale e stipendio pieno. Sul doppio canale da GPS la decisione politica è attesa in primavera 2027, e sarà quella a indicare se il reclutamento continuerà a reggersi solo sui concorsi ordinari, dopo che il contingente PNRR si è di fatto esaurito con il PNRR3, oppure se avrà davvero due gambe. Nel frattempo diverse forze politiche hanno annunciato emendamenti sul tema nei provvedimenti collegati alla prossima legge di bilancio.
La prima scadenza concreta da monitorare è la pubblicazione del nuovo decreto sugli elenchi regionali per il 2027/28: senza quel passaggio il contingente di immissioni rischia di scendere sotto i numeri del 2026/27 anche a parità di posti autorizzati dal MEF.
Domande frequenti
Cosa sono gli elenchi regionali e come funzionano per il reclutamento dei docenti?
Gli elenchi regionali raccolgono i docenti che hanno superato la prova orale dei concorsi dal 2020 in poi senza entrare nella graduatoria di merito. Sono utilizzati per coprire i posti rimasti vacanti dopo l'esaurimento delle graduatorie ordinarie, ma occorre un nuovo decreto ministeriale ogni anno per aggiornarli e consentire nuove iscrizioni.
In cosa consiste il doppio canale di reclutamento e quali novità potrebbe portare?
Il doppio canale prevede, accanto ai concorsi ordinari, un percorso stabile dalle Graduatorie provinciali per le supplenze (GPS) per l'immissione in ruolo, anche su posto comune. Questa proposta mira a ridurre il precariato trasformando le GPS in graduatorie per il ruolo, ma la decisione politica definitiva è attesa per la primavera del 2027.
Quanti docenti sono stati assunti e quanti posti sono rimasti vacanti nell'anno scolastico 2026/27?
Nel 2026/27 sono stati assunti 37.430 docenti, con un aumento di oltre il 26% rispetto all'anno precedente, ma sono rimasti vacanti 9.356 posti, soprattutto nelle classi di concorso con graduatorie esaurite. Inoltre, circa 118.000 cattedre sono state coperte con supplenza annuale.
Quali sono i tempi e le modalità per accedere agli elenchi regionali per il 2027/28?
Per accedere agli elenchi regionali nel 2027/28 sarà necessario attendere la pubblicazione di un nuovo decreto ministeriale e presentare una nuova domanda. La finestra di iscrizione precedente era valida solo per il 2026/27, quindi sarà importante monitorare la nuova scadenza.
Qual è l'impatto degli elenchi regionali e del doppio canale sul precariato nella scuola?
Entrambi gli strumenti sono pensati per ridurre il numero di supplenze annuali e trasformare più posti precari in cattedre stabili, soprattutto sul sostegno, dove oltre la metà dei posti è ancora assegnata senza copertura stabile. La loro piena operatività potrebbe cambiare significativamente il bilancio reale del sistema scolastico.