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Dispersione scolastica cala, stress adolescenti al massimo storico
Scuola

Dispersione scolastica cala, stress adolescenti al massimo storico

Italia all'8,2% di abbandono, batte il target UE. Ma HBSC 2022: stress record, 75% delle 15enni e 60% dei coetanei sotto pressione.

L'Italia centra con cinque anni di anticipo il target europeo sulla dispersione scolastica: 8,2% nel 2025, il valore più basso di sempre, meglio della media UE al 9,1%. Dietro quel numero però c'è un'altra Italia, quella rilevata dall'indagine HBSC 2022 dell'Istituto Superiore di Sanità, dove oltre tre quindicenni su quattro dichiarano di sentirsi molto o abbastanza stressati per la scuola. Due letture che non si parlano, ma raccontano la stessa generazione.

I numeri dell'abbandono: Italia meglio di Germania e Spagna

Il tasso 2025 dell'8,2%, calcolato sui giovani tra 18 e 24 anni che hanno al massimo la licenza media e non studiano né si formano, è il più basso mai registrato. Nel 2018 era al 14,3%, nel 2022 all'11,5%. Le proiezioni INVALSI puntano al 7,3%. La fotografia europea rende la discesa ancora più evidente: la media UE 2025 resta al 9,1%, con Germania al 13,1% e Spagna al 12,8%, come mostrano i dati Eurostat 2025 sugli early leavers, mentre 17 Stati hanno già centrato il traguardo del 2030.

Il dato però cambia volto appena si scende sotto la media. Il tasso scende al 6,7% per gli studenti italiani e sale al 26,2% per gli stranieri (era 30,1% nel 2022). Pesano i divari geografici, con Mezzogiorno e Isole al 13,7%, e il divario di genere, con maschi al 10,1% contro il 6,2% femminile. Chi arriva da fuori Italia negli ultimi anni delle superiori resta la categoria più esposta, nonostante la spinta del PNRR sulle scuole del Sud contro l'abbandono.

Lo stress scolastico tocca il massimo storico

La fotografia più scomoda arriva dalla Sorveglianza HBSC-Italia 2022 dell'Istituto Superiore di Sanità, condotta con CNR e rete OMS Europa. A 15 anni il 78,1% delle ragazze e il 60,2% dei ragazzi dichiara di sentirsi abbastanza o molto stressato per gli impegni scolastici. A 13 anni le ragazze superano il 70%, a 17 anni toccano l'80%.

Il dato storico è il più preoccupante. A ogni ciclo quadriennale della sorveglianza, dal 2010, la quota di studenti stressati cresce di circa 10 punti percentuali. Nel 2022 si registrano le percentuali più alte di sempre. In parallelo cala il piacere di andare a scuola: solo il 13% complessivo dichiara di apprezzarla, quota che crolla al 6% tra i 15enni.

Il fattore scatenante non è lo studio ma il modo in cui viene vissuto. Paura del fallimento, aspettative genitoriali e sociali percepite come schiaccianti, un sistema di valutazione interpretato in chiave competitiva. In classe questo si traduce in school burnout: stanchezza emotiva cronica, cinismo verso l'istituzione, percezione di scarsa efficacia personale. I consigli di classe segnalano sempre più studenti al limite della soglia di validità dell'anno, fissata dalla normativa al 75% dell'orario annuale, con deroghe sempre più frequenti per motivi di salute mentale.

Cosa cambia per docenti, studenti e famiglie

Il quadro cambia il lavoro quotidiano di chi sta in aula. Monitorare le assenze non è più una formalità amministrativa: diventa diagnosi precoce di disagio. I colloqui con le famiglie si moltiplicano, spesso centrati sulla salute mentale più che sul rendimento. Le dirigenze devono bilanciare sostegno psicologico, continuità didattica e tenuta disciplinare, con risorse che restano concentrate su altri fronti.

Sul tavolo del Ministero convivono due priorità distinte. Da un lato gli investimenti del PNRR scuola, i 22,7 miliardi presentati da Valditara destinati soprattutto a infrastrutture, digitale e orientamento. Dall'altro la richiesta di una valutazione politica del bilancio della scuola di Valditara che tenga conto anche della dimensione del benessere. Nel frattempo la fascia più fragile resta quella degli studenti stranieri delle superiori, come mostra il profilo dello studente serale, giovane straniero a rischio abbandono con tassi di rischio ancora a doppia cifra.

La prossima rilevazione HBSC, attesa nel 2026, misurerà se la curva dello stress inizia a piegarsi. Il target UE sulla dispersione è stato centrato, quello sul benessere a scuola è ancora da conquistare.

Domande frequenti

Qual è il tasso attuale di dispersione scolastica in Italia rispetto alla media europea?

Nel 2025 il tasso di dispersione scolastica in Italia è all'8,2%, il valore più basso mai registrato e inferiore alla media UE del 9,1%. L'Italia ha così raggiunto in anticipo il target europeo.

Quali sono le principali differenze nella dispersione scolastica tra studenti italiani e stranieri?

Il tasso di dispersione è molto più alto tra gli studenti stranieri (26,2%) rispetto a quelli italiani (6,7%). Gli studenti stranieri, soprattutto quelli arrivati negli ultimi anni delle superiori, rimangono la categoria più esposta al rischio abbandono.

Cosa emerge dall'indagine HBSC 2022 sullo stress degli adolescenti italiani?

L'indagine mostra che oltre tre quindicenni su quattro dichiarano di sentirsi molto o abbastanza stressati per la scuola, con percentuali particolarmente alte tra le ragazze. Inoltre, la quota di studenti stressati cresce costantemente dal 2010.

Quali sono le cause principali dello stress scolastico tra gli adolescenti?

Lo stress non deriva tanto dallo studio in sé, quanto da come viene vissuto: paura del fallimento, aspettative genitoriali e sociali elevate, e un sistema valutativo percepito come competitivo sono i principali fattori scatenanti.

Come stanno cambiando le priorità per scuole e docenti di fronte a questi dati?

Le scuole stanno dando maggiore attenzione al monitoraggio delle assenze come segnale di disagio e alla salute mentale degli studenti. I colloqui con le famiglie sono sempre più frequenti e incentrati sul benessere piuttosto che solo sul rendimento.

Quali azioni sono previste a livello ministeriale per affrontare dispersione e benessere scolastico?

Il Ministero investe nel PNRR scuola, con risorse per infrastrutture, digitale e orientamento, ma si sottolinea anche la necessità di bilanciare questi investimenti con una maggiore attenzione alla dimensione del benessere degli studenti.

Pubblicato il: 12 ottobre 2026 alle ore 16:24

Sara Giorgione

Articolo creato da

Sara Giorgione

Sara Giorgione è laureanda in Lettere Moderne presso l'Università degli Studi di Foggia. Ha maturato esperienza nel settore editoriale, occupandosi di attività legate alla redazione e alla valorizzazione dei contenuti, e svolge attività di moderatrice in eventi letterari, curando il dialogo con autori e pubblico e la conduzione di incontri culturali. Grazie al proprio percorso formativo e professionale ha sviluppato solide competenze nella comunicazione, nella scrittura e nell'organizzazione di iniziative culturali. Su Edunews24 si occupa della cura di contenuti e approfondimenti dedicati al mondo della cultura, dell'attualità e della formazione. È ideatrice e curatrice della rassegna letteraria “Storie da Tè”, progetto nato con l'obiettivo di promuovere la lettura e favorire il confronto tra autori, opere e pubblico attraverso incontri e dialoghi dedicati alla letteratura contemporanea.

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