La Regione Calabria ha approvato il DPGR n. 32 del 27 aprile 2026 con il calendario scolastico 2026-2027. Le lezioni iniziano martedì 15 settembre 2026 e terminano martedì 8 giugno 2027, per un totale di 206 giorni. Sei in più rispetto ai 200 previsti per legge.
Le date del calendario scolastico calabrese 2026-2027
Il decreto firmato dal presidente della Giunta regionale Roberto Occhiuto fissa le date in modo definitivo per tutte le scuole calabresi. La scuola dell'infanzia fa eccezione: le attività educative proseguono fino al 30 giugno 2027, un mese dopo rispetto agli altri ordini di scuola.
Oltre alle festività nazionali stabilite dall'ordinanza ministeriale, il provvedimento individua queste sospensioni:
- lunedì 2 novembre 2026, commemorazione dei defunti
- lunedì 7 dicembre 2026, giorno interfestivo tra la domenica dell'Immacolata e il fine settimana
- dal 23 dicembre 2026 al 6 gennaio 2027, vacanze natalizie
- dal 25 al 30 marzo 2027, vacanze pasquali
Le vacanze di Pasqua 2027 coprono sei giorni, dal giovedì 25 marzo al lunedì 30 marzo. Per un confronto con le festività degli anni precedenti, consulta il calendario scolastico e vacanze di Pasqua.
Perché il decreto fissa 206 giorni e non 200
La legge nazionale stabilisce un minimo di 200 giorni di lezione (art. 74 del D.Lgs. n. 297/1994). La Calabria ne ha inseriti sei in più. Il provvedimento cita esplicitamente la possibilità che i Sindaci emettano ordinanze di chiusura per calamità naturali o eventi atmosferici eccezionali.
Con 200 giorni esatti in calendario, una singola settimana di chiusura forzata farebbe scendere le lezioni sotto il limite legale, mettendo a rischio la validità dell'anno scolastico. Il buffer di 6 giorni garantisce che, anche in caso di emergenze, il minimo dei 200 giorni sia comunque rispettato. Il decreto precisa inoltre che le scuole colpite da prolungate sospensioni possono deliberare adattamenti per recuperare le ore non svolte.
Questa cautela risponde alle caratteristiche geografiche della regione. La Calabria è esposta a eventi meteo intensi tra autunno e inverno: mareggiate sulla costa tirrenica, nevicate sull'entroterra silano e aspromontano, allerte frequenti da ottobre a gennaio.
Le modifiche al calendario da parte delle scuole
Il decreto non vincola in modo assoluto ogni singola istituzione scolastica. Le scuole possono deliberare modifiche al calendario, a tre condizioni: la decisione deve essere approvata dagli organi collegiali, deve rispettare il monte ore annuale previsto, e va comunicata a famiglie, enti locali e Ufficio scolastico regionale.
Il confronto tra esigenze delle famiglie e calendario scolastico è un tema attivo in tutta Italia. In Emilia-Romagna, associazioni di genitori hanno avanzato proposte di modifica per conciliare le date con i ritmi lavorativi familiari. I genitori dell'Emilia-Romagna chiedono modifiche al calendario scolastico
Il confronto con le altre regioni italiane
La data del 15 settembre colloca la Calabria nella fascia centrale del panorama nazionale. Alcune regioni del Nord anticipano l'inizio: il Veneto parte il 10 settembre, la Lombardia il 14. La Puglia rientra il 17 settembre, due giorni dopo. Tra la prima e l'ultima regione a riaprire le aule nel 2026-2027 ci sono oltre 10 giorni di differenza.
La fine delle lezioni all'8 giugno è la data più diffusa tra le regioni del Centro-Sud. Le differenze di calendario tra regioni non seguono criteri pedagogici condivisi: riflettono tradizioni locali, esigenze climatiche e specificità del territorio.
L'anno 2026-2027 porta novità anche sul piano dell'offerta formativa: per gli studenti degli istituti tecnici il prossimo settembre segna l'avvio di cambiamenti strutturali previsti dalla riforma ministeriale. Le novità per gli istituti tecnici a partire dal 2026-2027
Il testo integrale del provvedimento è disponibile sul portale istituzionale della Regione Calabria. DPGR n. 32 del 27/04/2026 - Calendario scolastico 2026/2027 Le famiglie calabresi possono pianificare l'anno su date certe, sapendo che le singole scuole potranno apportare piccoli aggiustamenti nei limiti fissati dal decreto.