- La nota ministeriale del 31 marzo 2026
- Incontri tra docenti e rappresentanti editoriali: le regole
- Il ruolo dei dirigenti scolastici
- Divieto di commercio per il personale scolastico
- Le adozioni nel quadro normativo vigente
- Domande frequenti
La nota ministeriale del 31 marzo 2026
Con la nota n. 97152 del 31 marzo 2026, il Ministero dell'Istruzione e del Merito è tornato a richiamare l'attenzione delle istituzioni scolastiche sulle procedure di adozione dei libri di testo, operazione che in questo periodo dell'anno entra nel vivo in ogni ordine e grado. Non si tratta di disposizioni inedite, ma di un promemoria puntuale che arriva mentre i collegi docenti si preparano a deliberare sulle scelte editoriali per il prossimo anno scolastico.
La circolare si inserisce in un percorso ormai consolidato: ogni primavera il Ministero ribadisce tempi, modalità e vincoli che le scuole sono tenute a rispettare. Chi volesse approfondire il quadro complessivo delle scadenze può consultare il nostro approfondimento su Adozione Libri di Testo: Nuove Regole e Scadenze per i Dirigenti Scolastici, dove vengono analizzati nel dettaglio i termini fissati per ciascun grado di istruzione.
Incontri tra docenti e rappresentanti editoriali: le regole
Uno dei passaggi centrali della nota riguarda il rapporto tra docenti e operatori editoriali. Il Ministero raccomanda esplicitamente di favorire momenti di confronto tra insegnanti e rappresentanti delle case editrici, affinché i primi possano valutare con cognizione di causa le proposte editoriali disponibili sul mercato. Si tratta di un aspetto tutt'altro che formale: la scelta del libro di testo incide sulla didattica quotidiana, sui costi sostenuti dalle famiglie e, in ultima analisi, sulla qualità dell'apprendimento.
C'è però un vincolo preciso. Questi incontri devono svolgersi al di fuori dell'orario di lezione. La ratio è evidente: nessuna attività promozionale o informativa legata all'editoria scolastica può interferire con il tempo dedicato alla didattica. Una regola che, stando a quanto emerge da diverse segnalazioni negli anni passati, non sempre viene rispettata con il dovuto rigore.
I docenti, dal canto loro, sono chiamati a esaminare le copie saggio e le novità editoriali con spirito critico, valutando la coerenza dei testi con le indicazioni nazionali e con il piano dell'offerta formativa del proprio istituto.
Il ruolo dei dirigenti scolastici
La nota assegna ai dirigenti scolastici una responsabilità precisa: garantire che tutto il corpo docente possa effettivamente accedere alle proposte editoriali presentate dalle case editrici. In termini pratici, questo significa organizzare spazi e tempi adeguati perché i rappresentanti possano illustrare i propri cataloghi, e assicurarsi che le copie saggio raggiungano gli insegnanti interessati.
Non si tratta solo di un adempimento burocratico. Un accesso trasparente e paritario alle proposte di mercato è la premessa per adozioni consapevoli e libere da condizionamenti. I dirigenti fungono, in questo contesto, da garanti della correttezza dell'intero processo, vigilando affinché nessuna pressione commerciale indebita condizioni le scelte dei collegi docenti.
Per chi si occupa anche della questione economica legata ai testi scolastici, vale la pena ricordare che il tema dei tetti di spesa resta centrale, come analizzato nel nostro articolo sull'Aggiornamento sui costi dei libri di testo per la scuola primaria nel 2025/2026.
Divieto di commercio per il personale scolastico
La nota ribadisce con fermezza un principio che affonda le radici nella normativa vigente: è vietato al personale scolastico esercitare il commercio di libri di testo. Il divieto, già previsto dal Testo Unico sull'istruzione, mira a prevenire conflitti di interesse e a tutelare la libertà di insegnamento.
Nessun docente, dirigente o membro del personale ATA può vendere, direttamente o indirettamente, i testi adottati nella propria scuola. La violazione di questo divieto configura un illecito disciplinare e, nei casi più gravi, può avere rilevanza anche sotto il profilo penale. È un punto su cui il Ministero torna ciclicamente, segno che la vigilanza non è mai superflua.
Le adozioni nel quadro normativo vigente
La procedura di adozione dei libri scolastici è regolata da un impianto normativo articolato, che comprende il d.lgs. 297/1994, la legge 169/2008 e le successive circolari ministeriali. Il collegio dei docenti resta l'organo competente per la delibera finale, ma il processo coinvolge anche i consigli di classe e, almeno in via consultiva, le componenti dei genitori e degli studenti.
Questa fase dell'anno rappresenta un momento delicato per le scuole italiane. Le decisioni prese nelle prossime settimane accompagneranno studenti e famiglie per l'intero anno scolastico 2026/2027, con ricadute concrete sia sulla didattica sia sui bilanci familiari. La nota ministeriale, pur nella sua natura di semplice richiamo, ha il merito di fissare paletti chiari in un terreno dove trasparenza e correttezza non possono essere date per scontate.