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Marte, Cina prima con 500 g nel 2031: la NASA ha 33 tubi e nessun ritorno
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Marte, Cina prima con 500 g nel 2031: la NASA ha 33 tubi e nessun ritorno

Tianwen-3 parte nel 2028 e riporta 500 g di Marte nel 2031. Perseverance ha già 33 tubi, ma il rientro NASA da 11 miliardi è stato tagliato.

La missione Tianwen-3 partirà a fine 2028 con due razzi Long March 5 e riporterà sulla Terra circa 500 grammi di suolo marziano nel luglio 2031. Se il calendario tiene, la Cina sarà la prima nazione a consegnare a un laboratorio terrestre materiale raccolto direttamente da un altro pianeta.

Due lanci, un lander con braccio e un buco di due metri

L'architettura scelta da Pechino è più asciutta di quella pensata da NASA ed ESA. Un primo Long March 5 porterà su Marte il lander con il modulo di ascesa, un secondo lancerà l'orbiter con la capsula di rientro. Sulla superficie non ci saranno più i piccoli droni previsti nelle prime versioni del progetto: la Cina ha scelto un solo lander dotato di braccio robotico, capace di perforare fino a due metri sotto la regolite per prelevare rocce protette dalle radiazioni cosmiche.

Otto siti sono ancora in gara come area di atterraggio, distribuiti fra Amazonis Planitia, Utopia Planitia e Chryse Planitia. La selezione finale è attesa entro fine 2026. Chryse Planitia è la candidata favorita: conserva tracce di antichi corsi d'acqua e, per gli astrobiologi, è il posto più promettente dove cercare biofirme fossili. Il rientro dei campioni è previsto a luglio 2031, dopo una partenza dall'orbita marziana nell'ottobre 2030.

Gli USA hanno i campioni ma non sanno come portarli a casa

Il paradosso di questa corsa è che il rover Perseverance i campioni li ha già raccolti. Al 24 luglio 2025 ne aveva sigillati 33 nel cratere Jezero: 27 carote di roccia, due di regolite, uno di atmosfera più i tubi testimoni. Dieci di questi tubi sono già stati depositati a terra nel gennaio 2023 al sito Three Forks, pronti per essere recuperati da una missione futura.

Quella missione, però, oggi non esiste. Il programma Mars Sample Return della NASA ha visto il costo salire a 11 miliardi di dollari nelle stime 2024 e nel budget federale 2026 presentato a maggio dall'amministrazione Trump è stato bollato come "grossly over budget": la voce non viene finanziata, e il taglio è passato anche in commissione appropriazioni. La NASA sta valutando due architetture alternative da 5-7 miliardi, con decisione finale attesa fra metà e fine 2026. La revisione indipendente del 2024 aveva stimato che, con l'architettura originale, i campioni non sarebbero rientrati prima del 2040.

Anche l'Earth Return Orbiter dell'ESA, il pezzo europeo del programma congiunto pensato per catturare in orbita marziana la capsula "grande come un pallone da basket", resta appeso alle scelte di Washington. Scott Hubbard, ex responsabile Nasa dell'esplorazione di Marte, in un'intervista ripresa dalle agenzie ha definito l'accelerata di Pechino "un momento Sputnik".

Perché 500 g di Marte a Pechino cambiano la scienza planetaria

Chi mette per primo mano ai campioni può usare strumentazione impossibile da spedire su Marte: spettrometri di massa a risoluzione ultra-alta, microscopi elettronici, datazioni radiometriche di precisione. La Cina costruirà un laboratorio di protezione planetaria dedicato alla sterilizzazione, all'apertura dei contenitori e alla valutazione dei rischi biologici, e sarà quello a decidere quali gruppi di ricerca internazionali potranno accedere per primi al materiale.

La scelta di 500 g e di un solo lander senza droni ha una logica: ridurre il rischio tecnico per arrivare comunque a un ritorno. Ne abbiamo scritto in Tianwen-3 senza droni: perché la Cina punta a 500 grammi di Marte. La stessa logica minimalista attraversa anche gli studi cinesi sulle abitazioni marziane, come la ricetta HKUST di regolite, lievito e gelatina per stampare mattoni sul posto, mentre lo scenario orbitale intorno alla Terra si complica: sopra la Terra 45mila oggetti tracciati e due terzi sono spazzatura.

Il primo pezzo di Marte in mano umana ha una data probabile, luglio 2031, e una nazionalità probabile che non coincide con quella del rover che ha raccolto i campioni fermi da quattro anni nel fango di Jezero.

Domande frequenti

Quando e come la Cina prevede di riportare sulla Terra campioni di suolo marziano?

La missione cinese Tianwen-3 partirà a fine 2028 e prevede il ritorno di circa 500 grammi di suolo marziano sulla Terra nel luglio 2031, utilizzando due razzi Long March 5 e un lander dotato di braccio robotico.

Perché la missione cinese Tianwen-3 rappresenta un punto di svolta nella scienza planetaria?

Essere i primi a riportare campioni marziani permette di analizzarli con strumentazioni avanzate non trasportabili su Marte, offrendo così un vantaggio nella ricerca scientifica e nella possibilità di accedere a preziose informazioni sulla storia e la composizione del pianeta.

Quali sono le principali differenze tra l'approccio cinese e quello di NASA/ESA per il ritorno dei campioni marziani?

La Cina ha scelto un'architettura più semplificata, utilizzando un solo lander senza droni e puntando su una raccolta di 500 g, mentre NASA ed ESA avevano previsto soluzioni più complesse ma attualmente sono bloccate da problemi di budget e tempi.

In che situazione si trova attualmente il programma americano Mars Sample Return?

Il programma della NASA è fermo a causa di stime di costo molto elevate (11 miliardi di dollari) e mancanza di finanziamenti, con i campioni già raccolti dal rover Perseverance ma senza un piano concreto per il loro rientro almeno fino al 2040.

Come verranno gestiti e analizzati i campioni marziani una volta arrivati in Cina?

La Cina costruirà un laboratorio di protezione planetaria per la sterilizzazione, l'apertura dei contenitori e la valutazione dei rischi biologici, decidendo anche quali gruppi di ricerca internazionali potranno accedervi per primi.

Pubblicato il: 21 settembre 2026 alle ore 06:58

Sara Giorgione

Articolo creato da

Sara Giorgione

Sara Giorgione è laureanda in Lettere Moderne presso l'Università degli Studi di Foggia. Ha maturato esperienza nel settore editoriale, occupandosi di attività legate alla redazione e alla valorizzazione dei contenuti, e svolge attività di moderatrice in eventi letterari, curando il dialogo con autori e pubblico e la conduzione di incontri culturali. Grazie al proprio percorso formativo e professionale ha sviluppato solide competenze nella comunicazione, nella scrittura e nell'organizzazione di iniziative culturali. Su Edunews24 si occupa della cura di contenuti e approfondimenti dedicati al mondo della cultura, dell'attualità e della formazione. È ideatrice e curatrice della rassegna letteraria “Storie da Tè”, progetto nato con l'obiettivo di promuovere la lettura e favorire il confronto tra autori, opere e pubblico attraverso incontri e dialoghi dedicati alla letteratura contemporanea.

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